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Debunker alla Commissione Internet della Camera dei Deputati italiana

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Ieri ho partecipato, insieme ai colleghi debunker e ad altri esperti del settore, a un’audizione della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet della Camera dei Deputati italiana, presso l’aula della Commissione Difesa, dedicata a un’attività conoscitiva sul fenomeno della pubblicazione e diffusione di false notizie su Internet, alla presenza della Presidente della Camera, Laura Boldrini.


0:13:12. Il mio intervento.

0:24:45. Giovanni Boccia Artieri, docente di sociologia dei media digitali.

0:39:10. Walter Quattrociocchi, direttore del Computational Social Science Imt di Lucca.

0:47:40. David Puente, debunker.

0:55:25. Michelangelo Coltelli, debunker.

1:04:45. Michele Mezza e Toni Muzi Falconi di Digidig.it.

1:22:00. Antonio Palmieri, deputato.

1:30:00. Paolo Coppola, deputato.

1:34.00. Anna Masera, public editor de La Stampa.

1:38:50. Juan Carlos De Martin, componente della Commissione.

1:43:00. Stefano Quintarelli, componente della Commissione.

1:48:00. Replica di Quattrociocchi, Puente, il sottoscritto, Michelangelo Coltelli, Michele Mezza.
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Anonymous, alieni e NASA: la fiera delle cretinate acchiappaclic

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ringrazio mgaggio per la segnalazione. Pubblicazione iniziale: 2017/06/26 17:51. Ultimo aggiornamento: 2017/06/28 8:35.

No, la NASA non è in procinto di annunciare l’arrivo o la scoperta degli extraterrestri, anche se i giornalisti allocchi (o pronti a prostituirsi per qualche clic) ne parlano come se fosse una certezza. I link portano a copie archiviate su Archive.is.

Repubblica (nella sezione Scienze, nientemeno, senza firma): Anonymous: "La Nasa sta per annunciare l'esistenza degli alieni"

Il Messaggero (a firma di Enzo Vitale; versione del 2017/06/27 alle 15:58 UTC, successivamente aggiornata): Anonymous: «Presto la Nasa rivelerà l'esistenza degli extraterrestri»

Corriere della Sera (a firma di Federico Cella, successivamente aggiornato il 2017/06/27 15:59): «Gli alieni esistono», Anonymous anticipa la Nasa (ma stiamo calmi)

Huffington Post (senza firma, nella sezione Scienza): Anonymous hackera la Nasa: "È pronta a svelare l'esistenza degli alieni"

TGcom24 (senza firma): Anonymous, "Gli alieni esistono e la Nasa è vicina allʼannuncio"

La “notizia“ sarebbe che un tizio sconosciuto, che dice di far parte di Anonymous (cosa che può fare chiunque, e infatti lo sconosciuto non ne fa parte), ha pubblicato su Youtube un video in cui interpreta (rigorosamente a modo suo) una dichiarazione attribuita a Thomas Zurbuchen, del Science Mission Directorate della NASA. Una dichiarazione che risale all’anno scorso: e già queste tre cose basterebbero a liquidare lo “sta per annunciare“ come una fesseria che non meriterebbe neanche un nanosecondo del vostro tempo e non dovrebbe occupare spazio in una testata giornalistica, se non per sbufalarla.

Ma i giornalisti seri, quelli che preferiscono ancora usare il mestiere invece di andare pigramente a caccia di clic, sono anche andati alla fonte originale, come bisognerebbe sempre fare. Lo hanno fatto quelli di The Independent, recuperando l’originale della dichiarazione di Zurbuchen, fatta il 26 aprile 2016 (quindi più di un anno fa). In questa dichiarazione,Zurbuchen elenca ai politici, di fronte ai quali sta facendo un resoconto dell’operato della NASA, le tante attività scientifiche in corso per la ricerca di vita extraterrestre e poi aggiunge che “con tutta questa attività legata alla ricerca della vita, in così tanti settori differenti, siamo vicini a una delle scoperte più profonde mai fatte” (“With all of this activity related to the search for life, in so many different areas, we are on the verge of one of the most profound discoveries, ever.”).

E se i giornalisti delle testate che cito sopra avessero cercato e letto tutta la dichiarazione originale, invece di fidarsi del pezzettino tagliato ad arte da un anonimo su Youtube, avrebbero notato che Zurbuchen mette assolutamente in chiaro che la NASA non ha affatto trovato segni di vita extraterrestre: “anche se non abbiamo ancora trovato segni inconfutabili di vita altrove, la nostra ricerca sta facendo progressi notevoli...” (“while we haven’t found definitive signs of life elsewhere just yet, our search is making remarkable progress...”).

Tutto qui. E il titolo di Huffington Post (“Anonymous hackera la Nasa”) va descritto per quello che è, senza mezzi termini: una bugia. O se preferite la terminologia di oggi, una fake news. La NASA, infatti, non è stata hackerata da Anonymous in merito a questa vicenda.

Ancora una volta, troppe testate giornalistiche hanno sprecato un’occasione per dimostrare di offrire qualità e hanno preferito rincorrere e pompare una fandonia. Forse è questa la risposta al Paradosso di Fermi: gli alieni non ci vengono a visitare perché hanno letto i nostri giornali e hanno deciso che siamo troppo stupidi.

L’unica domanda da fare, a questo punto, è agli editori e ai giornalisti che hanno pubblicato questi articoli con questi titoli: non vi vergognate?


2017/06/26 18:40.
Poco fa è arrivata la precisazione diretta di Zurbuchen (grazie a @ufoofinterest per la segnalazione):




2017/06/27 20:00. Uno dei giornalisti che ho citato mi ha scritto via mail che riceverò comunicazioni dai suoi legali. Ho risposto che le leggerò con interesse.


2017/06/28 8:35. Ho aggiunto i link alle versioni aggiornate degli articoli delle testate citate.
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Instagram ora permette di archiviare le foto senza cancellarle

Instagram sta avendo un boom notevole e ha raggiunto i 700 milioni di utenti attivi mensili; gli ultimi 100 milioni li ha aggiunti negli ultimi quattro mesi.

Intanto ha debuttato da poco la nuova funzione Archivia, che è una sorta di compromesso per chi ha pubblicato delle foto che non vuole più condividere ma al tempo stesso non vuole perdere per sempre, o per chi per esempio vuole ripulire temporaneamente il proprio profilo Instagram, per esempio in vista di un colloquio di lavoro.

Archivia non cancella nulla e conserva tutti i "Mi piace" e i commenti, ma rende una foto visibile solo al proprietario dell'account; inoltre questa scelta è reversibile.

Per archiviare una foto basta selezionarla, toccare l'icona dei tre puntini in alto a sinistra e poi toccare Archivia, che è la prima voce del menu.

Per recuperare una foto archiviata, basta toccare l'icona dell'omino in basso a destra, poi toccare l'icona dell'orologio che gira al contrario che si trova in alto a destra: compare l'elenco delle foto archiviate, che si possono rendere di nuovo pubbliche toccando Mostra sul profilo.


Fonte aggiuntiva: Engadget.
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Apple ha usato gli utenti come cavie di nascosto

Apple è sempre molto laconica nelle informazioni che accompagnano i suoi aggiornamenti di sicurezza, e agli utenti di solito va bene così: basta che funzioni. Ma qualche giorno fa The Register ha segnalato una perla emersa in una conversazione pubblica con Craig Federighi, Senior Vice President del Software Engineering di Apple: l’azienda ha usato i propri utenti iOS come cavie senza avvisarli e senza dare possibilità di scelta.

Federighi ha rivelato che gli aggiornamenti ad iOS 10.1 e 10.2 erano pesanti (fino a 1,6 GB per l’iPhone 7 Plus) e lenti e richiedevano ripetuti riavvii perché obbligavano ogni dispositivo a passare sperimentalmente al nuovo filesystem di Apple (APFS), ne controllavano la coerenza e poi riportavano tutto al filesystem allora corrente (HFS+). In pratica l’esperimento veniva fatto sui dati degli utenti.

Forse è per questo, teorizza The Register, che ci furono tanti problemi con questi aggiornamenti, come per esempio lo spegnimento inatteso mentre c’era ancora il 30% di carica della batteria durante l’aggiornamento alla 10.2.

Il nuovo filesystem è stato introdotto con la 10.3 a fine marzo e ha liberato un po’ di spazio di memoria. Ma la cosa curiosa è che l’ammissione di aver usato i dispositivi dei clienti e i loro dati per un test segreto è stata accolta dal pubblico di fan Apple con un applauso (a 28 minuti dall’inizio in questo video).


Fonte aggiuntiva (con trascrizione del video): Daring Fireball.
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Come rubare quasi 2 milioni di dollari via mail

Questa lezione di crimine informatico e di difesa anticrimine è gentilmente offerta dalla Southern Oregon University, che l’ha pagata cara: a fine aprile di quest’anno, infatti, si è fatta fregare 1,9 milioni di dollari da un attacco via mail, come racconta Tripwire.

Per prima cosa, i criminali hanno raccolto informazioni sul bersaglio, scoprendo quali imprese edili erano coinvolte nei lavori di costruzione di alcune nuove strutture dell’università e qual era l’indirizzo dell’ufficio pagamenti dell’istituto.

Poi hanno acquistato un nome di dominio molto simile a quello di una di queste imprese, la Andersen Construction, e da quel dominio hanno inviato una mail all’ufficio pagamenti, fingendo di essere l’impresa e comunicando delle coordinate bancarie aggiornate.

Infine hanno atteso che l’università effettuasse il pagamento di una fattura dell’impresa. I soldi, ovviamente, sono stati bonificati alle coordinate bancarie “aggiornate”, che in realtà appartenevano appunto ai truffatori.

L’università si è accorta del raggiro soltanto molto tempo dopo, quando l’impresa ha sollecitato il pagamento della fattura che l’università pensava invece di aver saldato. Nel frattempo, presumibilmente, i criminali avevano vuotato il conto e se l’erano svignata con i soldi.

Conclusione: se uno dei vostri fornitori vi avvisa che sta cambiano le proprie coordinate di pagamento, ricorrete a uno strumento tecnologico sempre meno popolare, denominato telefono, scoprite sulle Pagine Gialle (o sulla carta intestata) qual è il suo numero, e telefonate per verificare che tutto sia in ordine.

Questa truffa funziona talmente bene che l’FBI ha emesso un avviso pubblico con i consigli per evitare di incapparvi. Prudenza.
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