Antibufala: torna l’allarme (falso) per i rossetti al piombo

Credit/fonte: PXhere (CC)
Se avete condiviso sui social network o su WhatsApp un messaggio che parla di rossetti cancerogeni al piombo, che è un falso allarme che sta girando moltissimo in questi giorni, fate molta attenzione: potreste essere denunciati per diffamazione.

Questo falsa notizia elenca alcune marche specifiche di rossetto, accusandole di contenere piombo (cosa non vera), e può sembrare credibile perché presenta la testimonianza di un medico o di un ospedale (che però in realtà non esiste o non ha mai dichiarato quello che gli viene attribuito). I nomi citati sono per esempio quelli della “dott. ssa Claudia Pirisi, oncologa”, della “dottoressa Elizabeth Ayoub, medico biomolecolare”, come segnalato da Bufale un tanto al chilo e David Puente.

A volte viene citato anche un esperimento da fare per sapere se il rossetto che usate è a rischio: mettere del rossetto sulla propria mano e strofinarvi sopra un anello d'oro. Se il rossetto diventa nero, dice l’allarme, è pericoloso. In effetti se ci provate noterete che spesso compaiono davvero segni scuri sul rossetto, e questo sembra confermare l’autenticità dell’appello. Ma in realtà molti metalli (per esempio oro, argento e rame), lasciano segni scuri se li si strofina contro qualunque superficie, un po' come fa una matita, e quindi questo esperimento non dimostra affatto che un rossetto contiene piombo.

L’allarme si conclude di solito citando il nome di una singola marca di rossetto che non conterrebbe piombo. Ma anche questo è falso e ingannevole: nessun rossetto in commercio contiene piombo, che è vietato per l’uso nei cosmetici.

Per essere pignoli, un’analisi di laboratorio potrebbe rilevare tracce di piombo in un rossetto, ma questo avviene perché le analisi sono sensibilissime e riescono a rilevare quantità incredibilmente piccole delle sostanze cercate, ossia parti per milione, che equivalgono a grammi per tonnellata: quantità minuscole, considerate non pericolose, che è impossibile eliminare dai processi di produzione, tant’è vero che le troveremmo in qualunque alimento o prodotto, insieme a tracce di tanti altri elementi chimici. A questi livelli infinitesimali, insomma, il mondo intero è decisamente impuro.

Se volete saperne di più sulla regolamentazione dei rossetti, Keyforweb.it segnala la Direttiva Cosmetici dell'UE e le norme sui cosmetici dell'FDA statunitense.

Citare una specifica marca di rossetto dicendo che è senza piombo e accusare le altre di contenerne è pura disinformazione che ha un forte effetto réclame, e quindi questa è una fake news pubblicitaria che siamo noi a diffondere, se non stiamo attenti e inoltriamo senza riflettere.

Fra l’altro è una fake news che ha avuto un successo enorme: circola infatti indisturbata almeno da quattordici anni (ne avevo parlato nel 2008, segnalando che i primi avvistamenti risalivano al 2003) nonostante tutte le smentite. Questo dimostra l’importanza di non condividere allarmi se non si ha il tempo di verificarli, anche se ci arrivano da amici o da persone di cui ci fidiamo.

E in questo caso, dato che il falso allarme accusa alcune marche ben precise di rossetto di avvelenare i clienti e ne scagiona una altrettanto ben identificata, chi diffonde questa notizia falsa si espone appunto al rischio di denuncia per pubblicità sleale o diffamazione, oltre a seminare paura inutilmente. Pensateci.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati manualmente da un moderatore a sua discrezione: scomodo, ma necessario per mantenere la qualità dei commenti.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui e/o altrove.
Maggiori informazioni su regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
Commenti
Commenti (9)
Paolo Attivissimo scrive:
perché presenta la testimonianza di un medico o di un’ospedale

ARGH! :-D

Paolo, un piccolo refuso: Fra laltro.
Tutti,

refusi sistemati, grazie!

Forte ... negli occhi della modella si vede il riflesso del fotografo ... tale Giovanni Piombo :-)
Forse c'è del piombo nel rimmel?
Altro piccolo refuso: "a ques(t)i livelli infinitesimali" :)
Ok, lo ammetto, ho cercato la tizia della foto.

Un attimino fissata con i selfie.

Ma proprio un cicinìn...
Stu, per le labbra di questa il piombo non basta. Ci vuole l'uranio impoverito.
No Paolo. Ti posso assicurare che se ne parla almeno dal 1992.
Mia moglie, in quel periodo, lavorava in una profumeria e già allora era una fiaba molto comune.
In quel periodo, si cercava di convincere la clientela ad acquistare determinate marche, invece che altre.
Non credere ma i fessacchiotti, sono sempre esistiti, anche prima dell'INTERNÈT.
Saranno medici omeopatici.