Il vibratore "smart" che ti spia: We-Vibe condannata a risarcire


We-Vibe è un dispositivo “smart” un po’ particolare: è un vibratore, che si collega via Bluetooth a un telefonino ed è comandabile anche da remoto tramite un’app. Ma quando viene utilizzato, i dati di utilizzo, come la sua temperatura e l’intensità della sua vibrazione, vengono trasmessi segretamente e senza alcuna anonimizzazione (anzi, insieme all’indirizzo di mail dell’utilizzatore) all’azienda produttrice, la canadese Standard Innovation, che così può conoscere con precisione le abitudini intime dei propri clienti.

Questa spettacolare invasione della privacy è emersa grazie agli esperti del raduno informatico Def Con, a Las Vegas, che l’anno scorso hanno rivelato anche che il vibratore era comandabile a distanza da chiunque, notando che prenderne il controllo senza autorizzazione potrebbe configurare il reato di molestia sessuale. È partita un’azione legale, e ora la Standard Innovation ha accettato di risarcire ciascuno dei propri clienti fino a 10.000 dollari (canadesi) ciascuno, per un importo totale di circa 4 milioni.

Se vi serviva una dimostrazione memorabile del fatto che le aziende della cosiddetta Internet delle cose non hanno ancora capito che non devono ficcare il naso nella vita dei propri clienti e devono pensare meno disinvoltamente a come proteggere i dati intimi di chi usa i prodotti interconnessi, quella del vibratore pettegolo probabilmente è quello che stavate cercando.


Fonti: Vocativ, Sex Ed Technologies, The Guardian

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Commenti
Commenti (23)
Ma questa mania di essere sempre iperconnessi finirà una volta o l'altra? Qualcuno mi spieghi che senso ha un vibratore comandabile da remoto! Quelle sono faccende che nemmeno il proprio telefonino dovrebbe venire a sapere, o mi sbaglio?
Resto comunque dell'idea che chi si compra un coso "smart" quando non c'è nessun motivo valido di dotare quel coso di una connessione ad Internet, un po' se la va a cercare.
Se volessimo parlare di privacy bisognerebbe iniziare dalle videosorveglianze istallate nelle corsie degli ospedali.
dove spesso vengono filmati pazienti nudi o poco vestiti,
e visionati da vigilantes assolutamente estranei al personale sanitario.
Le aziende devono fare la loro parte ma anche gli UTONTI dovrebbero iniziare a capire che ogni cosa connessa è un pezzo di vita privata che se ne va chissà dove.
Non c'è speranza...
Paolo,

scusa ma c'è un refuso nell'articolo. "Internet delle cose" dovrebbe essere "Internet nella cosa".
NSFW (come dovrebbe essere tutto l'articolo, eh eh):

Occhio, Standard Innovation: il Milo potrebbe chiedere i diritti.
@Dumdumderum:
La spiegazione solita è: nelle relazioni a distanza, anziché limitarti alle classiche telefonate/sms, puoi "stuzzicare" il/la partner in modo un po' più forte.

Per inciso: nonostante abbia avuto anche io una relazione a distanza, la trovo comunque un'idiozia.
@Tommy the Biker

Rimane la domanda: il fatto che un oggetto come una sveglia o uno spazzolino da denti venga venduto come non collegabile ad internet, significa che gli sviluppatori non possano averci infilato un dispositivo per connettersi?

Della PSvita so che tenta di scavalcare gli accorgimenti che ho adottato per impedirle di comunicare con la SONY, ma se la sony avesse una propria rete di satelliti artificiali non potrei in alcun modo impedirglielo o sapere con chi stia comunicando e cosa.
Se lo hanno venduto è evidente che esistono persone cui questi affari connessi piacciono e li comprano.

Potrei comprendere la raccolta dati anonima per migliorare il prodotto ma non riesco proprio a capire la raccolta anche degli indirizzi di posta associati.
"Qualcuno mi spieghi che senso ha un vibratore comandabile da remoto! "

immagino che ricada nel capitolo "famolo strano". Qualcosa del genere lei che dice "o si accendilo quando vuoi, sono la tua schiava" e lui che lo accende mentre essa sta al supermercato, o al meeting del consiglio di amministrazione (Sperando che il ronzio venga soppresso dal tessuto.)

Roba del genere insomma. Che a me sta benissimo come tutte le scelte libere che non fanno male agli altri. Anche se ammetto che un po' ridere fa. Come tutte le perversioni (vere o presunte) quando viste dagli altri.
Dài, è una bufala! E se non è una bufala, allora che fosse interconnesso era sconosciuto all'acquirente - oppure...



oppure era l'unico gadget che consorti di membri (ehm!) della CIA potevano acquistare col permesso della dolce metà, la quale -appunto! - ambiva a spiarli.


Però allora di serie dovevano avere pure registratore vocale, gps e virus(!)

"Qualcuno mi spieghi che senso ha un vibratore comandabile da remoto! "
immagino che ricada nel capitolo "famolo strano". Qualcosa del genere lei che dice "o si accendilo quando vuoi, sono la tua schiava" e lui che lo accende mentre essa sta al supermercato, o al meeting del consiglio di amministrazione (Sperando che il ronzio venga soppresso dal tessuto.)


Oh, raga, dove avete passato la gioventù, in un convento di clausura? :-)
Mai sentito parlare di quelli che fanno (facevano) l'amore per telefono? Ovvero, immagino, autoerotismo mentre si parla al telefono con l'altro. (Immagino, perchè da buon naturalista odio tutto ciò che allontana dalla concretezza della realtà). Ecco, così non è più auto.
@puffolotti
Per carità, può succedere. Anzi sicuramente sta già succedendo in questo momento.

Ma da qui a metterci volontariamente dei grandi fratelli dentro casa... o dentro posti che non sto qua a descrivere... ce ne passa.

Sarebbe come decidere di non guardare più prima di attraversare la strada, perché "tanto potrebbero tirarmi sotto lo stesso prima o poi, almeno mi risparmio la fatica".
mi ricorda una barzelletta...

dei playboys si vantano della propria erudizione,
A dice: "conosco 92 posizioni per farlo"
B dice: "conosco 1876 posizioni per farlo"
C dice: "conosco 106 posizioni per farlo"
D dice: "io ne conosco una sola, lui sopra, lei sotto"
B interviene: "ne conosco 1877!!"
Vista la pericolosità intrinseca nell'avere miliardi di oggetti in grado di collegarsi ad internet autonomamente sarebbe auspicabile che i legislatori impongano certificazioni atte a prevenire almeno i casi più semplici di controllo remoto indesiderato. Per i veicoli ci sono dotazioni minime di sicurezza e test da superare ma per oggetti potenzialmente in grado di bloccare qualunque infrastruttura di rete connessa ad internet non c'è uno straccio di normativa e di certificazione di sicurezza. Aspettano forse che qualche sistema vitale di qualche nazione importante venga messo in ginocchio prima di muoversi? Un caso eclatante si è già verificato con il blocco di un importante nodo DNS negli USA fatto usando le telecamere connesse, il prossimo obiettivo cosa sarà?
Mi è piaciuto lo stile con il quale hai usato il verbo "ficcare" in un articolo sui vibratori senza scadere nel becero.

Quando uno sa comunicare bene, la disinvoltura passa quasi inosservata ma rimane struttura stessa del comunicato. Tutto ciò si traduce in qualcosa di più piacevole da leggere. Sempre.

Ebbravo Paolo :)

Immaginate un futuro dove ti si guasta l'app per aprire il cancello del garage e vieni incarcerato per lo stupro della vicina...
Beh questo tipo di dispositivi era alla base di una scena de "La nuda verità". Si tratta di una scena scemotta in un film scemotto, ma sicuramente scritta per solleticare qualche fantasia sessuale.
Beh questo tipo di dispositivi era alla base di una scena de "La nuda verità". Si tratta di una scena scemotta in un film scemotto

Qualcosa di simile anche in "Shortbus".
"si è già verificato con il blocco di un importante nodo DNS negli USA fatto usando le telecamere connesse, il prossimo obiettivo cosa sarà?"

Gli autovelox sul percorso delle mogli/dei mariti degli agenti della CIA?...
@abc

Buh, ho l'hobby di programmare semplici intelligenze artificiali, cioè il modo in cui si comportano gli sprites che il perfido di turno manda a fermare l'avatar del giocatore, e so che le "fidanzate virtuali" possono essere programmate per essere scostanti o addirittura non-consenzienti.

Cioè, se infiliamo il firmware di una PSvita in una bambola o in un bambolo, oltre a chiamare il suocero tutta incazzata perchè viene vestita gianni versacci invece che praga, può segnalare che viene lavata con sapone pirata.

Come dire, ogni tanto leggiamo sui giornali: "fa sesso con l'aspirapolvere e finisce all'ospedale."

Però l'aspirapolvere che chiama la polizia e piange: "Io ero stato portato lì per fare le pulizie, non so cosa si è messo in testa il padrone, ieri mi stavo ricaricando le batterie quando è venuto da me e... SIIIGH! se solo potessi dimenticare il ghigno concupiscente sul suo perfido volto!!!" suggerisce ulteriori questioni su questi giocattoli.
...a quando quello con la webcam integrata?
@Tommy
quando non c'è nessun motivo valido
teoricamente il motivo c'e', metti che lei e' a casa ma vuole che sia il/la partner a comandare il vibratore (che magari e' a lavoro oppure lontano)...
:P
Rimane il fatto che un'azienda deve comportarsi seriamente, soprattutto in questi campi. Purtroppo questa e' l'ennesima dimostrazione che smart != wise