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75 commenti

Come nasce una bufaletta giornalistica: il nome della figlia di Samantha Cristoforetti

Questo articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale del 2017/01/03 e vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori: se vi piace, potete farne una anche voi. Ultimo aggiornamento: 2017/01/06 10:40.

La notizia in sé è lieta: Samantha Cristoforetti ha dato alla luce una bimba. Il modo in cui la stampa italiana l’ha gestita, invece, è piuttosto deprimente: è un esempio, piccolo ma chiaro, di come il giornalismo (non tutto, ma quasi tutto) oggi lavori di fretta, in maniera dilettantesca e superficiale, andando contro le regole più elementari del mestiere.

La notizia della nascita è stata data oggi inizialmente dal Trentino, che ha annunciato che il parto è avvenuto “alla fine di novembre” ma che l’astronauta “ha protetto il suo segreto gelosamente, come la sua creatura, fino a ieri, quando la notizia è trapelata”. L’articolo ha annunciato anche il nome, anzi i nomi, della bimba: “Kelsey, come coraggiosa. Amal, come speranza”.

Praticamente tutti i principali nomi della stampa e dei media italiani e italofoni hanno ripreso la notizia: Repubblica, Panorama, ANSA, La Stampa, Corriere della Sera, Sky TG24, per citarne alcuni. E il Trentino si è ampiamente autocompiaciuto dello scoop.

Fin qui la vicenda scivolerebbe via leggera, con un festeggiamento mediatico collettivo della buona notizia e magari una riflessione sulla discutibile intrusione nella vita privata di un capitano dell’Aeronautica Militare – non di una starlette in cerca di notorietà – e nella sfera personale di una famiglia che ha ripetutamente e chiaramente espresso il desiderio e il diritto di essere lasciata in pace. Samantha Cristoforetti è sempre stata disponibilissima a parlare della propria attività pubblica e del proprio lavoro nello spazio, ma è sempre stata chiara nel difendere la propria vita privata da gossippari e paparazzi, più interessati al suo taglio di capelli o alla tinta del suo tailleur che ai suoi esperimenti scientifici.

Ma c’è un dettaglio rivelatore che rende la notizia interessante per chi vuole capire come lavora il giornalismo: tutti hanno pubblicato il nome sbagliato della bimba, copiando e ricopiando l’errore iniziale. Un errore modesto, dovuto alla fonte informale della notizia (“è trapelata”, scrive il Trentino), ma sufficiente a consentirne il tracciamento. So dello sbaglio semplicemente perché via Twitter ho chiesto conferme della notizia del Trentino alla fonte diretta, cioè a Samantha, che cortesemente ha risposto segnalandomi fra l’altro la questione del nome. Per rispetto verso la bimba e la sua famiglia, non pubblico il nome corretto: mi sembra sensato che sia Samantha Cristoforetti a decidere se e quando farlo.

Questo errore collettivo dimostra che tutti hanno copiaincollato dalla notizia originale. Dimostra che nessuno è riuscito a ottenere conferme dalla diretta interessata, dai familiari, dagli amici oppure dall’Agenzia Spaziale Europea o dall’ASI [2017/01/06: dopo la pubblicazione iniziale di questo mio articolo, alcuni colleghi mi hanno scritto in privato per dirmi che ci hanno provato, ma senza successo], ma tutti hanno comunque pubblicato la notizia e il nome con toni di certezza, senza esitazioni.

In altre parole, chi ha fatto giornalismo copiaincolla ha violato una delle regole di base del mestiere di giornalista, ossia mai spacciare per certe delle notizie che hanno una sola fonte. Specialmente se la sola fonte è indiretta ed è un’indiscrezione. Se proprio si vuole pubblicare la notizia, si specifica che si tratta di una voce non confermata invece di presentarla come fatto assodato. Non è difficile: in questo caso basta scrivere “la bimba si chiamerebbe, secondo indiscrezioni, Kelsey Amal, ma mancano conferme.” Tutto qui.

È così che si crea una piccola ma eloquente bufala: stavolta non la creano gli internauti, ma i giornalisti che lavorano male, non sanno rispettare il desiderio di privacy di una famiglia e pensano che aver scoperto il nome di una bambina sia uno scoop. Peccato.
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Commenti
Commenti (75)
A te una persona come Samantha risponde..ad altri magari no!
@eagle - Allora è giusto che il nome della figlia rimanga segreto. Non è necessario saperlo.
Grande Sam!
Sono proprio contento per lei, l'età era quella giusta.
Spero comunque in un futuro di rivederla ancora nello spazio, ma ora ci sono cose Sicuramente più importanti... Pannolini e poppate!
Di fronte ad una coppia di nomi così inusuali una ricerca sarebbe d'obbligo, e senza ricerca almeno il primo mi pare... stonato.
Anche l'agenzia di stampa! Capisco che non possano approfondire, ma almeno cercare alla fonte.
@ Paolo

Salto le ovvie critiche ai mezzi di stampa: il copia incolla è ormai l'unica abilità richiesta a certi "professionisti" dell'informazione.

Non concordo invece con l'epiteto "ficcanaso" che hai rivolto ai mezzi di informazione.
Dare notizie (magari vere e verificate) sarebbe esattamente il compito della stampa, cartacea o variamente elettronica che sia.
Neppure a me entusiasma un certo giornalismo gossiparo, ma la signora Cristoforetti è indiscutibilmente un personaggio, e non mi pare che si sia sottratta fieramente all'attenzione del grande pubblico, in tempi recenti e seppur per imprese ben diverse e distanti (in tutti i sensi) da questo evento lieto e decisamente intimo.
Comprendo e rispetto la sua voglia di privato, se è così, ma va detto che da sempre ed in tutto il mondo chi si guadagna la prima pagina e collegamenti in diretta e ospitate in tv e quant'altro ha già di fatto rinunciato a una privacy davvero completa.
Mi ricorda quel trucco di inserire una località inesistente per capire se ti copiano la cartografia (la tecnica ha un nome ben preciso).
Sul sito del FQ ho dovuto spiegare che se la bambina è nata a fine novembre 2016 vuole dire che è stata concepita intorno a marzo 2016 e non marzo 2015 quando la Cristoforetti era in orbita e, secondo qualche cretino, aveva concepito in orbita con qualche collega! Siamo alla frutta...
[by Faber vecchio]

marco #5
[cut] da sempre ed in tutto il mondo chi si guadagna la prima pagina e collegamenti in diretta e ospitate in tv e quant'altro ha già di fatto rinunciato a una privacy davvero completa.

Solo perché c'è il vezzo di rifiutare la pena di morte: un po' di sana forca, appendere 10 pennivendoli per educarne 10 milioni, e la voglia di ficcare il naso nei c***i privati altrui passerebbe.
@Faber

Occuparsi dei fatti degli altri è una definizione abbastanza esatta di giornalismo.
Fermo restando che una nascita è sempre una buona notizia, concordo che sia un evento privato; in ogni caso i fatti privati di personaggi pubblici tendono a restare privati per tempi piuttosto brevi.

Personalmente prediligo il giornalismo d'inchiesta, quello che scoperchia i pentoloni del malaffare, per capirci. Il problema è che se ne vedono pochi di reportage di questo tipo.
Ma raccontare un fatto privato (che non mi pare getti discredito o susciti imbarazzi) non credo meriti la forca. Diciamo che è un giornalismo più vicino al pettegolezzo che all'inchiesta. Mi interessa meno, ma lascerei la corda ben arrotolata al suo posto.

Anche perché non è sempre un male che i media si occupino del cosiddetto privato dei personaggi pubblici; ovviamente non è questo il caso, ma pensa ad esempio ai politici ed alla stretta connessione che spesso lega i due ambiti. Con conseguenze che riguardano tutti. Direi che sarebbe opportuno ficcanasare ancora di più...

Insomma, non rimprovererei i giornalisti perché fanno il loro mestiere, ma semmai perché lo fanno male. Come nel caso in questione.
Il metodo ě certo discutibile. Il hornalista dovrebbe verificare ed essere garante della propria conto. Ma incredibile, ed alquanto cafone, é il tormentone che é partito sui due nomi che non essendo Anna e Maria hanno consentito alla mando deboli di fare ironia gratuita e non richiesta nonché di cattivo gusto. E questo effetto slavina sulle notizie è ormai tristemente una best practise. Stiamo attendendo con ansia la letteratura di genere sui gemelli Clooney.E x fortuna che si tratta di bella notizie...
marco,

la signora Cristoforetti è indiscutibilmente un personaggio, e non mi pare che si sia sottratta fieramente all'attenzione del grande pubblico

Samantha non aveva scelta. Non è una starlette in cerca di notorietà, è un pilota militare che va a fare un lavoro nello spazio e si trova i riflettori puntati addosso suo malgrado.

Forse siamo troppo abituati a giudici che vanno in televisione e politici a caccia di minuti di apparizioni TV, ma sarebbe il caso di ricordare che essere celebri non significa perdere il diritto alla riservatezza della vita di famiglia.

Vuoi negare alla figlia di Sam il diritto di vivere in santa pace? Mica ha scelto lei di nascere con i paparazzi intorno.

chi si guadagna la prima pagina e collegamenti in diretta e ospitate in tv e quant'altro ha già di fatto rinunciato a una privacy davvero completa.

La figlia di Samantha non se le è guadagnate e non se le è cercate: perché vuoi imporle una rinuncia? Chi ti dà il diritto di ficcare il naso nella vita privata di una persona solo perché sua madre è conosciuta? Ti piacerebbe se lo facessero a tua figlia?
La notizia sul Fatto e' piuttosto asciutta (il che e' un bene). I commenti all'articolo, come spesso accade, imbarazzanti.
tipo gli spammer che inseriscono sequenze pseudocasuali (ma ben definite) di caratteri nei loro messaggi per poterli tracciare :)
Comunque auguri a Samantha per il lieto evento!
Secondo me una volta data la notizia (corretta) della nascita della figlia...che non credo sia un'intrusione nella privacy troppo grossa, poi però devono piantarla lì...se per scelte dei genitori la bimba diverrà un personaggio pubblico quando non sarà ancora libera nelle sue scelte (spero proprio di no) allora si tornerà a parlarne se no è chiusa lì che si parli del lavoro dei genitori se faranno qualcosa che merita le prime pagine ( un'altra missione, una scoperta eccezionale, nuovi record, ecc...).
@lampo13
sono andato a vedere :facepalm: manco più i conti più semplici sanno fare...
in più c'è gente che polemizza che polemizza sul nome e sul fatto che abbia partorito a colonia chiedendo che le tolgano i gradi...l'idiozia senza pari se uno lavora a colonia deve tornare in Italia a partorire ?
@Marco

Guarda che se un cattivaccio abbraccia un giornalista e gli sussurra nell'orecchio: "Dunque non hai voglia di morir vecchio? fai bene, questo mondo è pieno di persone poco raccomandabili."

Non è detto che il giornalista levi la mano del cattivaccio dalla spalla e gli dichiari: "Presto sarai sconfitto, lo so anche se non vivrò per vederlo."
Questo dimostra, ancora una volta, che sei un bravo giornalista Paolo, sempre attento, sempre corretto e lucido. In pratica una fonte d'ispirazione quotidiana, o quasi, per me. Che ne pensi della proposta di Beppe Grillo della giuria popolare contro le bufale?
@ Paolo

"Samantha non aveva scelta. Non è una starlette in cerca di notorietà, è un pilota militare che va a fare un lavoro nello spazio e si trova i riflettori puntati addosso suo malgrado."

Non ho detto che sia un'attricetta che scalpita per apparire. Ma un innegabile effetto collaterale della sua attività, non proprio banale e routinaria, ne converrai, è stata la sua esposizione mediatica; ha comprensibilmente suscitato ammirazione e una forma di affetto da parte di molte persone, sicuramente anche da parte di chi di norma non si interessa molto di astronautica e temi connessi.
Non ho modo di sapere se l'attenzione popolare si sia accesa su di lei "suo malgrado". L'ho solo vista in tv e letto articoli su di lei.

"...ma sarebbe il caso di ricordare che essere celebri non significa perdere il diritto alla riservatezza della vita di famiglia."

E ci mancherebbe.
Il giornalista ha però, se ho ben capito, solo informato i lettori della nascita della figlia, riferendone maldestramente il nome. A me sembra un atto poco delicato, visto che a quanto capisco l'annuncio non l'hanno fatto i genitori stessi, ma non certo un crimine. Mi sembra francamente irrealistico tenere segreta una nascita, e poi perché?
Non si parla di appostamenti con il teleobiettivo o della "messa in piazza" di chissà quali dettagli.

"Vuoi negare alla figlia di Sam il diritto di vivere in santa pace? Mica ha scelto lei di nascere con i paparazzi intorno."

No, figuriamoci.
Ecco, allora devo proprio cercarmi l'articolo in questione. Paparazzi implica foto rubate, invasione dello spazio privato, una qualche forma di intrusione. Fosse così, cambia tutto il mio ragionamento, ovvio. O vuoi dire che i paparazzi arriveranno ora?

"La figlia di Samantha non se le è guadagnate e non se le è cercate: perché vuoi imporle una rinuncia?"

Il giornalista ha detto che è nata, sbagliandone pure il nome.
Non mi sembra una pietra miliare del giornalismo, ma nemmeno un atto così irrispettoso, volgare o aggressivo. Ora il mondo sa che la piccola esiste; io avrei rispettato la riservatezza della famiglia, ma onestamente il danno qual è? Andiamo, Paolo, venire al mondo è un fatto privato fino a un certo punto. La cosa viene notata, c'è poco da fare.

"Chi ti dà il diritto di ficcare il naso nella vita privata di una persona solo perché sua madre è conosciuta?"

Il classico "tu" generico, suppongo.
"Io" non ho di queste abitudini, nemmeno quando la persona è sconosciuta ai più.

"Ti piacerebbe se lo facessero a tua figlia?"

Io e la madre non abbiamo ritenuto di tenere riservata la notizia della nascita, all'epoca.
Va detto che la cosa suscitò un livello decisamente più basso di curiosità, visto che non si trattava di persone famose.
Comunque no, se l'attacco alla privacy si limitasse a "è nata la figlia di..." non ci vedrei chissà quale scorrettezza.

Ma infine, la bufala? In tutto ciò la notizia priva di fondamento, il falso giornalistico, la notizia inventata, quale sarebbe? Il nome riportato?

@Mica ha scelto lei di nascere con i paparazzi intorno.

Ha ragione Samantha a proteggere la sua privacy e dei suoi cari.

A volte quando mi capita di da un occhiata alle pagine facebook delle varie testate, e trovo foto di bambini di celebrità, di reali di questo e quel paese, anche se con il permesso dei genitori mi chiedo spesso se questo non sia mancanza di rispetto nei loro confronti...
[by Faber vecchio]

marco #9
Anche perché non è sempre un male che i media si occupino del cosiddetto privato dei personaggi pubblici; [cut]

La differenza è tutta in quel cosiddetto: per definizione, "cosiddetto x" è "non x".

Insomma, non rimprovererei i giornalisti perché fanno il loro mestiere, ma semmai perché lo fanno male. Come nel caso in questione.

Né Paolo né io abbiamo rimproverato i giornalisti perché fanno il loro mestiere; abbiamo rimproverato delle comari che foraggiano chi ama guardare dal buco della serratura.
Gli uni e gli altri facciano i rettoscopisti tra di loro, con questo lubrificante (senza offesa per i rettoscopisti veri).
[by Faber vecchio]

@Lampo13 @Andrea

Pensate di trovare dei pezzi pregiati nel Fallo quotidiano 1?
E' più facile trovarne nel Fallo quotidiano 2 :-)

[cut] chiedendo che le tolgano i gradi [cut]

Un aspetto abominevole dell'Italia è questo odio gratuito, che non nasce da un avvenimento negativo, ma si appiccica a qualunque avvenimento, soprattutto se positivo, per giustificare la propria esistenza subumana :-(
Buonasera Paolo,
mi permetto di dissentire dal tuo articolo. Il nome sbagliato della figlia di Samantha Cristoforetti è un errore, non una bufala. Un errore grave due volte, se vogliamo, perché non rispetta il codice deontologico e la Carta di Treviso che obbliga i giornalisti a scrivere con particolare attenzione e regole precise le notizie riguardanti i minori. Condivido invece il giudizio sulla mancata citazione della fonte.
Comunque anche tu hai fatto un titolo per garantirti i tuoi click danarosi... dal titolo che hai scritto io credevo (visto che ancora non ho avuto modo di leggere i giornali) che la bufala consisteva nel non essere veritiero la maternità...poi lo specifichi all'inizio dell'articolo...ma dire che la stampa spara bufale solo perche hanno sbagliato a fare copia-incolla di un nome di un lattante (famoso quanto ti pare) mi sembra eccessivo, diciamo che è un peccato veniale...ma anche tu non scherzi con quel titolo!
@Eagle

Gli [altri] possono andare dal gendarme più vicino, tirargli la manica e piagnucolare: "Non è giusto che Paolo si e io no! dovete fare una legge tale per cui o Paolo caca fuori il nome oppure lo mettete in prigione."

Mi pare tanto che l'italian style oggidì si riduca a questo.

Paolo, sperando che AstroSamantha legga il tuo blog vorrei fare tantissimi auguri a lei e a suo marito (o compagno, non so) e un grandissimo benvenuto alla piccola.
Squallida questa mancanza di privacy, rispetto e professionalità come squalidissimo è lo spot di un noto apparecchio per pulire i vetri (V****a W***o) che richiama Samantha Cristoforetti
@ Faber
Sono perplesso. Se per i giornalisti pressapochisti e impiccioni, a tuo modo di vedere, reclami forca e/o procedure traumatizzanti in aree del corpo particolarmente sensibili, mi chiedo: che pena troveresti adeguata per ladri, grassatori e camorristi?

No, in effetti preferisco non saperlo.

@ Puffolottiaccident

#15 Il codice di decrittazione mi arriva poi via mail, vero? :-)

Vuoi dire che i giornalisti non fanno giornalismo serio per paura di pestare i piedi a qualcuno troppo suscettibile?
Paolo scusa la domanda stupida, ma com'e' possibile che l'ultimo aggiornamento di alcuni articoli (tra cui questo) sia 2017/02/03?
Unknown,

anche tu hai fatto un titolo per garantirti i tuoi click danarosi.

"Click danarosi"? Vedi forse delle pubblicità in questo blog?

Magari riflettere prima di parlare potrebbe essere utile.
Dario,

Il nome sbagliato della figlia di Samantha Cristoforetti è un errore, non una bufala.

Le bufale, infatti, sono notizie erronee.
Marco,

Non ho modo di sapere se l'attenzione popolare si sia accesa su di lei "suo malgrado"

Per come la conosco e la vedo comportarsi, il circo della popolarità non la entusiasma, tranne quando le permette di fare qualcosa di utile, come diffondere l'interesse per la scienza a ragazzi e soprattutto ragazze.

onestamente il danno qual è?

Non c'è, proprio perché Samantha mantiene riserbo e impedisce che il danno da ficcanaso ci sia.


Ma infine, la bufala? In tutto ciò la notizia priva di fondamento, il falso giornalistico, la notizia inventata, quale sarebbe? Il nome riportato?

Il nome riportato e l'omesso controllo. È un piccolo caso che mostra come lavorano normalmente i giornalisti: zero verifiche.
Giuseppe,

Che ne pensi della proposta di Beppe Grillo della giuria popolare contro le bufale?

Un delirio o una trollata. Ne ho scritto in un articolo separato in questo blog.
Io onestamente nemmeno sapevo che fosse sposata o che avesse un compagno. Ma tornando alla notizia, tecnicamente è una bufala? Si, perché il nome pubblicato della figlia della Cristoforetti e del suo compagno è inventato.
Questa donna ha passato dei mesi nello spazio, a oltre 300km dal suolo, in un ambiente analogo ad un sommergibile che non può mai affiorare, circondato da raggi cosmici, dove si compie manovre a oltre 20'000 km/h.

'sta tavanata è imbarazzante per tutta la razza umana.
Se non si vergogna Luca Marognoli mi vergogno io per lui.
E come faccio a sapere che non sia una bufala la tua? Non c'è nulla di oggettivo tranne la tua parola.
Giovanni Floris
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
E' una bufala, ma almeno senza grandi conseguenze. Che si chiami A o B non cambia molto.

Ogni giorno vedo ovunque bufale. Molte le noto o perché conosco la cosa di cui si parla (avviene per alcune notizie dal mondo scientifico o pseudo-tale) o perché ho la fortuna di accedere a giornali in lingua inglese, che se non altro, essendo spesso più "vicini" al fatto, tendono a porre più attenzione alla notizia.

Ieri per esempio ne ho notate 2:

(1) la Ford abbandona un investimento in Messico (vero). Ma secondo tutte le più importanti testate italiane il CEO di Ford smentisce che l'abbia fatto "a causa" dell'atteso insediamento di Trump. Purtroppo omettendo sistematicamente un virgolettato riportato invece da TUTTE le testate straniere che ho letto, ovvero che lo ha fatto *anche* "as a 'vote of confidence' in Donald Trump's economic policies" aka come voto di fiducia nelle politiche economiche di Trump, oltre che per motivi di budget (attesa flessione della domanda di quel segmento nei prossimi anni).

(2) FCA presenta la prima "Fiat" elettrica al CES di Las Vegas. Sulle testate italiane viene presentata come un "concept" non molto dissimile da uno "che entrerà in produzione nel 2017". Ma a guardare la foto verrebbero seri dubbi a chiunque si interessi un minimo di auto. E infatti... su tutte le testate straniere non risulta affatto che questo modello, o uno simile, entrerà mai in produzione. In realtà non risulta proprio che FCA abbia un piano di produzione di serie di veicoli elettrici nel 2017. E tra l'altro, contrariamente a quanto affermato da alcune testate, questo non è nemmeno il primo concept tutto elettrico prodotto da FCA.

Conclusione 1: la realtà prende spesso pieghe che non ci piacciono, ma un'informazione corretta dovrebbe farcelo sapere lo stesso. Mi sbaglio?

Conclusione 2: se un lettore medio di giornali online come me trova in media 2 bufale in un giorno diffuse da TUTTE le testate italiane (perché questa è la mia media approssimata), quante ve ne sono in realtà nascoste tra le pieghe di una pagina web? 5? 10? Chi lo sa?

A questo punto questa bufala su AstroSamantha non è altro che (quasi totalmente innocuo) rumore di fondo. Che pena.
Paolo,

ho notato due cose se si cerca "Samantha Cristoforetti" su google ma si limita la ricerca all'ultima settimana,

(1) i risultati che vengono fuori sono tutti in lingua italiana. Lo "scoop" non restituisce alcun risultato in inglese.

(2) la pagina di google aggiunge una nota in fondo: "Some results may have been removed under data protection law in Europe. Learn more", che rinvia alla legge europea sulla privacy: https://www.google.co.uk/policies/faq/

Può essere che Samantha abbia fatto esplicitamente richiesta di protezione della propria privacy a google? Sai come funziona? A me sembra una cosa ottima di cui non conoscevo l'esistenza.

Ma allora mi chiedo: perché vengono fuori comunque dei risultati in italiano? Ne sai qualcosa?
la realtà è che ormai è letteralmente impossibile tenere dietro alle bufale pubblicate dai giornali italiani.

Un minuto fa apro Repubblica.it e leggo un titolo: http://www.repubblica.it/economia/2017/01/05/news/gran_bretagna_treni_tariffe_piu_alte-155416853/?ref=HRLV-4. Peccato che lo erano già prima supercare, e in cambio di servizi che - vi assicuro - sono spesso veramente scadenti, con carrozze antidiluviane, soprattutto per le linee regionali.

Il Brexit c'entra poco o niente. Forse prima si trattava di 5.9 volte... adesso 6... e allora che cacchio c'entra il brexit? Ma possibile che non abbiano un corrispondente in grado di scrivere un articolo accurato???

Veramente non fai in tempo a leggere una cosa che scopri che dietro c'è una bufala. E questo indipendentemente dal fatto che resto un fiero oppositore del brexit, caso mai venissero dei sospetti a qualcuno.
@pgc un corrispondente costa un tipo seduto a digitare su google pagato solo se pubblica costa meno.
@ilcomizietto
D'accordissimo che il nome rimanga segreto!

@puffolottiaccident
Tranquillo, non andrò a piangere da nessuno!

La mia domanda è: in base a cosa dovrei fidarmi di ciò che dice Paolo?
Ora ho un tizio (Luca Marognoli) che dice "si chiama X" e un altro tizio (Paolo) che dice "X ha un piccolo errore il nome vero è Y".

Ripeto, non mi interessa sapere il nome, sono solo curioso di sapere perché dovrei credere a questo articolo, non avendo la concreta possibilità di verificare ciò che afferma.
non mi pare si possa definire una bufala. E' indice semmai di come lavorano i giornalisti. L'errore nel nome mi pare piuttosto irrilevante. Le bufale vere sono altre
@pgc
l Brexit c'entra poco o niente. Forse prima si trattava di 5.9 volte... adesso 6... e allora che cacchio c'entra il brexit? Ma possibile che non abbiano un corrispondente in grado di scrivere un articolo accurato???

Quasi citandoti: se paghi in noccioline assumi scimmie
Giovanni Floris,

Chiedi ad Adam Kadmon. Lui ha la risposta.
Altra fesseria automobilistica... :)

"FF 91, ecco l'elettrica a guida autonoma più veloce. [...] la FF 91 scatta da 0 a 100 miglia orarie (97 km/h) in appena 2.39 secondi. Entrerà in produzione nel 2018."

Ma come le fanno le conversioni? Come si fa ad ottenere 97???

da http://video.repubblica.it/dossier/ces-2017/ff-91-ecco-l-elettrica-a-guida-autonoma-piu-veloce/264339/264707?ref=tbl. Salvata hardcopy in caso correggessero.
Mi rispondo da solo: come si fa ad ottenere 97? Semplice, si scrive 100 invece di 60 mph...
@Eagle

Hai dato la risposta esatta.
Forse un giorno sapremo come si chiama o forse moriremo a 120 anni incornati da un marito geloso poichè colti sul fatto senza saperlo, ma...
Non ci cambia il conto in banca.
@Pgc

Uh... Tecnicamente Trump ha ringiovanito il motore Toyota della mia Peugeot 107 di tipo 10 o 20'000 km.

Io non mi intendo di queste cosacce, sono un bravo bambino, ma mi vien voglia di aprire il cofano solo per vedere se mi sembra diverso rispetto al mese scorso.

Questa è magia voodoo, LOL.
@puffolottiaccident

Davvero, non ho capito cosa mi stai dicendo!

Ti ripeto di nuovo, non me ne importa niente di sapere quel nome!!

Sorrido vedendo persone che credono ciecamente a ciò che viene scritto su questo Blog!
@Stupidocane
Condivido pienamente ciò che dice sig. Floris, non c'è nulla di oggettivo in questo articolo!

Possiamo anche chiedere ad Adam Kadmon se vuoi, ma senza un minimo di prova (che NON vuole dire pubblicare il nome) non avrà nessun valore la sua risposta, come non dovrebbe avere valore questo articolo!

Sembra che poiché Paolo ha detto spesso cose corrette e verificabili, ora la sua parola debba essere legge!
Eagle,

fai bene a dubitare, e in questo caso non ti posso dare prove di quello che affermo. I dettagli del nome corretto mi sono stati dati in via confidenziale da Samantha e quindi non li posso pubblicare.

Ma considera le fonti dichiarate: una è attribuita a una "trapelata" imprecisata, l’altra è attribuita direttamente alla madre. Quale sarà la più attendibile?

Per quale motivo dovrei giocarmi la reputazione su una questioncella come questa?

Comunque il nome esatto è noto a familiari e amici e a vari membri della comunità astronautica. Loro sanno che sto riportando dati corretti.

In teoria ci sono vari metodi legali e burocratici di accertamento dei fatti, in casi come questo; se vuoi prendertene la briga, fai pure. Se ho ragione io, restiamo d'accordo che mi devi una birra?
@Eagle

In effetti è buffo che ci sia gente che crede ciecamente nei "debunkers" allo stesso esatto modo in cui altri credono nei tiracampanelli, ma è anche ovvio.

Ma se ci pensi quando frequenti qualcuno per un po' ti rendi conto se è il tipo di persona che divulga o meno informazioni riservate.

Avevo notato il commento di Eagle e stavo per rispondere, in quanto lo ritengo estremamente importante.

Magari Eagle mette realmente in dubbio la tua versione, non so, ma quello che è rilevante del suo commento è il meccanismo che fa si che automaticamente i "tuoi" lettori danno per scontato che la "tua" sia la versione corretta, che tu sia l'onesto e lo sconosciuto giornalista del Trentino il furbastro di turno. Se "tuoi" fosse riferito a qualche complottista, la conclusione sarebbe molto diversa. Se quel "tuo" viene riferito ad un altro salta fuori una delle cause principali dell'insorgenza del cosiddetto fenomeno della "post-verità".

Il punto è proprio questo: il ruolo del "pulpito" nel giudicare la veridicità o meno di una informazione tende ad essere enormemente sottostimato. Per esempio, c'è molta più ritenzione ad ammettere che tu possa dire una cosa inesatta (o incompleta), rispetto a quanto accade ad un tuo eventuale frequentatore del blog. Non parliamo del caso in cui si tratti di qualcuno che in passato a difeso qualche tesi palesemente assurda. Direi che se tu dicessi una cosa falsa - potresti fare un esperimento per verificarlo - e qualcuno te lo fa notare, tra i tuoi lettori ci sarà sempre un forte bias nel contraddirti. Il problema non sei te o il tuo blog, figuriamoci questo piccolo caso, ma il modo dell'essere umano di giudicare le informazioni acquisite dall'ambiente in cui si muove.

Capita a tutti, ovunque, e soprattutto SEMPRE: la voce di qualcuno che riteniamo credibile tende a passare più rapidamente i nostri "filri" mentali molto più di quella di chi non riteniamo credibile. Per andare contro questo bias, ci vuole una grande volontà, un "homunculus" interno che si attivi automaticamente. Per addestrare questo "homunculus" a farlo bisogna lavorare su se stessi continuamente devo lavorare su me stesso continuamente. Ammettere che una propria affermazione sia sbagliata, anche se chi me lo ha fatto notare non era nelle mie simpatie o me lo ha detto in modo sgarbato, costa sempre tantissimo in termini di energie mentali ed emotive.
Per fare una prova di quanto sostengo nel mio commento precedente, provate a leggere questa polemica tra De Magistris e Saviano:

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/01/05/news/_la_loro_ribellione_e_segno_di_speranza_ma_questa_citta_non_e_cambiata_-155425766/
https://www.facebook.com/demagistrisluigi/posts/10154191079742060:0
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/01/06/news/saviano_mi_fa_paura_chi_nega_chi_non_racconta_la_verita_-155502372/

Provate a farlo cercando di "seguire" i vostri processi mentali che vi porteranno a prendere le difese dell'uno e dell'altro, a seconda della credibilità che concediamo ai due "contendenti". Provate a vedere quanto questo aspetto conta nel formarsi un'opinione su una faccenda che probabilmente pochissimi (nessuno?) hanno gli strumenti per valutare usando reali fatti, che devono essere statistiche, non esperienze aneddotiche o sensazioni personali, anch'esse affette da bias.

Anche in questo caso è difficile basarsi sui "fatti", visto che sono così sparsi ed evanescenti. Come valutare se c'è stata una crescita culturale come sostiene de Magistris, o se la città è quella di sempre come sostiene Saviano? Eppure ci scommetto che già dalle prime righe molti di noi, tutti oserei dire, avranno già imboccato la strada verso un'opinione formata. Difficile da cambiare, tra l'altro.
Eagle,

Vabbè. Avete ragione voi. Dopotutto si parla di... già... di che parla l'articolo?
pgc,

la tua riflessione e quella di Eagle sono sensatissime, ed è per questo che ho risposto pacatamente a Eagle nonostante la sua passione per i punti esclamativi :-)

Secondo me dipende da 1. come valutiamo la qualità delle fonti. 2. L'entità della notizia.

1. Valutiamo la fonte in base alle nostre preferenze emotive, certo; ma anche in base a quanto si è dimostrata attendibile in passato. Un giornalista che ha dimostrato di fare pochi errori si guadagna una notevole credibilità.

2. Su una notizia che non trasforma il mondo, tipo il nome della bimba di Sam (che cambia il mondo di Sam e partner, ma non il nostro), un eventuale "fidatevi di me" è più accettabile che su una notizia trasformante ("I vaccini causano l'autismo").

Aggiungo una precisazione: non ho detto che il giornalista del Trentino ha _mentito_: ho detto che ha _sbagliato_. Personalmente non ho dubbi sulla sua buona fede e non ho motivo di credere che si sia inventato la notizia.
"Bufaletta" è fantastico :P

Sulle bufale in generale... Con mio figlio (10 anni) mi capita spesso di imbattermi nel "Metodo Italiano di Giovanni Berti" (generalmente via adf.ly, un tinyurl usato per i download di Mod di Minecraft).
Lui giustamente mi ha chiesto se è una "bufala", e ammetto (pur non ritenendomi newbie degli argomenti trattati da Paolo) che mi ha messo in difficoltà.
Ho optato per un "No, è semplicemente una truffa.".

Anche perchè se è materiale per un debunker, allora dovrebbe esserlo anche investigare se una pillola mi allunga davvero il pene (tipico spam via mail),
e saremmo messi male se fosse a carico di gente competente dover acchiappare farfalle.

Ho però l'impressione che non ci sia una strategia 'standard' nel distinguere bufale (bufaline, mini-bufale etc) / truffe / fakenews / spam / clickbaiting / opinioni etc.

Per quanto ho condiviso la battaglia "Repubblica e il nipote finto passante", mi ha stupito che Paolo l'hai considerata la terza parte de "Il cinico business delle bufale".
Ovviamente era chiaro l'in-topic di evidenziare l'incompetenza anche di testate giornalistiche, ma di 'bufala' non aveva obiettivamente niente, imho.

Come non mi è sembrata una bufala nel senso vero del termine l'adv di Google "Adriano Celentano è morto" comparso su IlPost. Forse truffa per clickbaiting.

Credo potrebbe essere interessante stabilire una sorta di classificazione o perlomeno un glossario dei termini, per evitare confusione e polemiche (i vari 'perchè i debunker non indagano su ...').
Qualcosa di più specifico dell'indice Fuffa di Butac eh.

---

Per quanto riguarda la lotta alle fake-news, forse si potrebbe valutare di creare un sito web in cui gli utenti finali buttano un qualsiasi url, e il sistema risponde se c'è un debunking in merito.
Se non c'è, potrebbe fornire una specie di indice di attendibilità, basato su quante altre bufale ha ospitato lo stesso dominio. Oppure estrarre testo dall'url sconosciuto e tentare un matching.
A questo punto i debunker continuano con il loro blog, e dei curatori si occupano di inserire tutte le corrispondenze url-notizia (giornali, blog etc) -> classificazione -> url-debunking.
Bho, brainstorming eh.

Comunque, a te Sam ha risposto solo perché sei un Trekker come lei. :-D

(Si chiama Jadzia la figlia, vero?)
"alla tinta del suo tailleur"

Uhm. Lasciatemi indovinare. Blue carta da zucchero?
[by Faber vecchio]

Unknown #34
E come faccio a sapere che non sia una bufala la tua?

Chiedi conferma a Samantha Cristoforetti.

Non c'è nulla di oggettivo tranne la tua parola.

Due errori in dieci parole.
Però... :-)
Mi correggo, il nome corretto del colore non e' blu carta da zucchero, ma blu grigio-azzurro.
[by Faber vecchio]

Eagle #40
Ripeto, non mi interessa sapere il nome, sono solo curioso di sapere perché dovrei credere a questo articolo, non avendo la concreta possibilità di verificare ciò che afferma.

La risposta è 42.
Perché nella domanda manca un'informazione necessaria per una risposta diversa.

Eagle #48
Sorrido vedendo persone che credono ciecamente a ciò che viene scritto su questo Blog!

Almeno due nickname, per cortesia, e i fatti su cui si basa codesta affermazione.

Eagle #49
[cut] non c'è nulla di oggettivo in questo articolo!

Errore macroscopico.
Ahi ahi ahi, signora Longari, mi sposto, prima che Lei cada a bocca aperta...

[cut] senza un minimo di prova (che NON vuole dire pubblicare il nome) non avrà nessun valore la sua risposta, come non dovrebbe avere valore questo articolo!

Errore macroscopico.
Ahi ahi ahi, signora Longari, mi sposto di nuovo, prima che Lei cada mettendo in pericolo le cripte di Morgagni...

Sembra che poiché Paolo ha detto spesso cose corrette e verificabili, ora la sua parola debba essere legge!

A chi o in base a cosa sembra ciò?
[by Faber vecchio]

pgc #53
Per fare una prova di quanto sostengo nel mio commento precedente, provate a leggere questa polemica tra De Magistris e Saviano:

Azz... che scelta... I miei pregiudizi economizzatori di ***** mentali mi porterebbero a non leggere nessuno dei due :-)

Provate a farlo cercando di "seguire" i vostri processi mentali che vi porteranno a prendere le difese dell'uno e dell'altro, a seconda della credibilità che concediamo ai due "contendenti".

Zero a zero :-)

Anche in questo caso è difficile basarsi sui "fatti", visto che sono così sparsi ed evanescenti.

Per tacere dei fatti senza virgolette, che proprio mancano.
Hai ragione, come il 95% delle volte. Il rimanente 5% è quando non la pensi come me :-)

Eppure ci scommetto che già dalle prime righe molti di noi, tutti oserei dire, avranno già imboccato la strada verso un'opinione formata.

Ohi ohi, se confermi tutti, hai perso la scommessa.

Cazzeggio a parte, complimenti per la consueta lucidità e originalità.
Clodo,

Io interpreto l'articolo della giornalista con nipote al seguito, come la dimostrazione di uno dei modi in cui nascono le bufale.

Qualcuno si inventa qualcosa, tipo una notizia inutile, fatta da una zia iperattiva, senza sugo e che non arreca danno a nessuno se non a loro stessi una volta scoperti. Qualcosa di stupido. Ma magari al quale qualcuno ci crede se nessuno alza la voce ed educatamente dice: "Ehm scusate. Quello è il nipote."
Paolo,

ovviamente ci sono molti elementi "ancillari" che porterebbero qualunque persona sensata a dare ragione a te piuttosto che al giornalista del Trentino. Non tanto il fatto che "ti conosciamo", in quanto alcuni non ti conoscono (e magari invece conoscono il "Trentino"). O in un'altra occasione potrebbero conoscere prima Mazzucco di te. :)

Ma una serie di circostanze accessorie fa pendere il piatto della bilancia dalla tua parte. Non so se ti ricordi una lunga discussione, anni fa, in cui dicevo appunto che nel tentare di demistificare una panzana come quella dell'11 Settembre, piuttosto che basarsi sul singolo elemento, come fanno alcuni - non te - bisogna mettere sui piatti della bilancia tutti gli aspetti conosciuti. E' li che spesso i "complottisti" falliscono, affidandosi ad un aspetto singolo piuttosto che a tutto l'insieme di elementi disponibili. Un altro ottimo esempio lo fornisce la recente discussione con quel tizio che sosteneva che su Marte l'atmosfera è superiore a 600 mBar: prendeva 1 elemento della cosa (i mulinelli marziani), e dimenticava tutti gli altri migliaia disponibili...

Ma il punto è un altro, vorrei chiedere ai lettori di questo articolo: quanti di loro si sono effettivamente interrogati sui pro e contro di una versione o dell'altra prima di dare automaticamente ragione a te? Io no, per esempio. Almeno fino a quando non ho letto il commento di Eagle che ha risvegliato il mio "organello dello scettico" e mi ha fatto dire "ehi... wait a moment..."

Ed è questo il problema: la nostra guardia mentale è SEMPRE bassa. E questo uno dei motivi per cui è così facile cadere nei tranelli dei nostri "cognitive bias".
p.s. Ovviamente con "panzana come quella dell'11 Settembre" intendevo certe patetiche teorie complottistiche che girano intorno agli eventi del 9/11...
@pgc

Con i dati disponibili, lo scenario "peggiore" dal punto di vista di chi non conosce nessuna delle persone è:

Paolo ha chiamato Samantha e questa ha risposto: "Ti dirò che il nome fornito da [Luca] è errato. Non dirò neppure a te il nome corretto, ma ti do il permesso di dire che lo hai ottenuto."

Il ragionamento di Eagle è sostanzialmente corretto, quello che magari non ha pensato è che alcuni lettori di questo blog potrebbero aver riflettuto sulla notizia prima di commentare, e non han neanche pensato potesse essere interessante il processo logico con cui han tratto la conclusione.

Nessuno ha commentato dicendo:

"C'è da credere che tu abbia effettivamente discusso la cosa con Samantha, quella vera perchè sei chiaramente conscio del fatto che l'ultima cosa di cui hai bisogno è che i fuffari mettano le mani su uno screenshot in cui ti inventi una smentita, detto questo augurissimi"

Perchè chiunque lo abbia pensato non riteneva questo articolo un'occasione per dar lezioni di investigazione.
@Stupidocane
Si, hai ragione. Ho cannato/esagerato nello scrivere "ma di 'bufala' non aveva obiettivamente niente, imho.".
Onestamente però (pur avendo seguito in realtime la vicenda), nella grande ed entusiasmante saga "Il cinico business delle bufale" mi è parso un capitolo fiacco :P.
[by Faber vecchio]

pgc #64
Ma il punto è un altro, vorrei chiedere ai lettori di questo articolo: quanti di loro si sono effettivamente interrogati sui pro e contro di una versione o dell'altra prima di dare automaticamente ragione a te?

Almeno uno:
- lo a me sconosciuto Pinco scrive sul Times: Kelsey, come coraggiosa. Amal, come speranza. Due nomi nei quali è racchiuso tutto lo spirito della mamma, Samantha Cristoforetti. L’astronauta trentina ha dato alla luce la sua primogenita a Colonia, alla fine di novembre, ma ha protetto il suo segreto gelosamente, come la sua creatura, fino a ieri, quando la notizia è trapelata
- lo a me sconosciuto Pallino scrive sul Blog del Salcazzo: Tutti hanno pubblicato il nome sbagliato della bimba. So dello sbaglio perché via Twitter ho chiesto conferme della notizia del Trentino alla fonte diretta, cioè a Samantha, che cortesemente ha risposto segnalandomi fra l’altro la questione del nome.

Ho avuto a che fare con l'anagrafica di un ente che si imbroda in continuazione dai tempi del verginone del centesimo pianone del grattacielone: non avete idea degli errori:
- Giancarlo, Gian Carlo, G Carlo: tre nomi, una persona (la trinità mignon)
- famiglia di cinque persone: indirizzo abbreviato in cinque modi diversi
- nomi stranieri: lasciamo perdere.

Mi pare più probabile che Pinco abbia scritto male un nome non comune, piuttosto che Pallino si sputtani facendo il ganzo con una bugia (a che scopo poi? far vedere che lui conosce Samantha?).
Tra qualche giorno, settimana o mese, tutti sapremo il nome giusto:
- se Kelsey Amal è sbagliato, nessuno si ricorderà di Pinco
- se Kelsey Amal è giusto, molti chiederanno conto a Pallino.

Scelta operativa provvisoria: credo a Pallino.
Poi mi siedo in riva al fiume e aspetto (NSFW).
Come qui (BTW, martinobri: l'ho salvato nei segnalibri; per caso, quel giorno gli avevo dato un occhio).
[by Faber vecchio]

Paolo, una sola parola: eccellente.
​@Faber
Almeno due nickname, per cortesia, e i fatti su cui si basa codesta affermazione.

Puoi rileggere, per esempio, i commenti: #16, #32, #41

[cut] non c'è nulla di oggettivo in questo articolo!
Errore macroscopico[]


Immagina per un attimo di non avere la più pallida idea di chi sia Paolo Attivissimo, di non aver mai letto niente su questo blog. Immagina, allo stesso modo, di non aver mai letto niente del giornalista Trentino.
Apri i due articoli, li leggi.
Cita un elemento che ti faccia essere certo che ciò che c'è scritto qui non sia del tutto inventato.
Ci sono molti elementi (reputazione, credibilità passata ecc..) che danno ragione a Paolo, ma dammi una prova inconfutabile che ciò che c'è scritto qui sia vero.

Sembra che poiché Paolo ha detto spesso cose corrette e verificabili, ora la sua parola debba essere legge!
A chi o in base a cosa sembra ciò?


A me sembra, in base ai commenti già citati (#16, #32, #41); in base alla volontà di non dialogare di alcuni, emersa nei commenti: #23, #43, #54, in base a @pgc che scrive di aver dato automaticamente ragione a Paolo

@Paolo
"Ma considera le fonti dichiarate: una è attribuita a una "trapelata"
imprecisata, l’altra è attribuita direttamente alla madre. Quale sarà la
più attendibile?"


"Per quale motivo dovrei giocarmi la reputazione su una questioncella come questa?"

È indubbio quale delle due versioni sia la più attendibile.
Sono più che sicuro che se mai Sam darà la notizia questo articolo verrà ampiamente confermato..e sarò ben felice di offrirti una birra.

@pgc
[...], vorrei chiedere ai lettori di questo articolo:
quanti di loro si sono effettivamente interrogati sui pro e contro di
una versione o dell'altra prima di dare automaticamente ragione a te? Io no, per esempio.


Esatto, vuoi per il tipo di notizia, vuoi per l'ottima reputazione di questo blog, vuoi per pigrizia, secondo me, pochi si sono posti il problema, dando per scontato che Paolo avesse ragione.
Ora, per una notizia come questa, chissenefrega, giustamente non cambia né la vita né il conto in banca di nessuno di noi.

Ma se fosse capitato su una questione più seria, siamo sicuri che le persone ad interrogarsi sarebbero state di più? Non lo so, spero di sì.
@pgc
Ed è questo il problema: la nostra guardia mentale è SEMPRE bassa. E questo uno dei motivi per cui è così facile cadere nei tranelli dei nostri "cognitive bias".

Non sono d'accordo. Dipende molto dalla notizia.

E' praticamente impossibile stare dietro ad ogni informazione e notizia. Non si può verificare tutto. Allora operiamo delle scelte su cosa stare con la "guardia alta".

Per esempio, sono felice che Samantha Cristoforetti sia diventata mamma, non è, per me, di nessuna rilevanza il nome della bambina.

Ma il fatto stesso che sia diventata mamma non è una notizia che valga la pena di verificare. Non è menefreghismo, semplicemente la vita privata di una persona che non conosco personalmente non mi interessa, mi attirano solo le sue imprese professionali e la ammiro per questo.

Se, però, la notizia tocca in qualche modo la propria vita si approfondisce eccome.

Mettiamo il caso che Paolo Attivissimo scriva che il ristorante dove lavora Puffolottiaccident stia acquistando dei droni per la consegna della pizza. Pensi che puffolotti si limiterebbe ad accettare tutto passivamente perché lo ha scritto Paolo o starebbe a indagare se la notizia da lui diffusa è fondata?

Se si pubblicasse la notizia di un nuovo marmo sintetico, migliore del marmo naturale e che si possa modellare col pensiero pensi che Stupidocane non alzerebbe le orecchie e la coda?
Guastulfo:

E' praticamente impossibile stare dietro ad ogni informazione e notizia. Non si può verificare tutto. Allora operiamo delle scelte su cosa stare con la "guardia alta".

Sono d'accordo: non si può fare ogni scelta "razionalmente", andando a verificare ogni elemento. Non sarebbe efficiente. Ma se in mancanza di tempo o di interesse diamo per scontato che una parte abbia ragione senza nemmeno porci il problema, facciamo un errore.

Si può invece addestrare il proprio istinto ad avere un atteggiamento istintivamente scettico. Nel caso in esame ho dato per scontato, come penso molti altri, che gli elementi a disposizione fossero sufficienti a dare ragione a Paolo piuttosto che a "Il Trentino". Conosco Paolo e gli assegno automaticamente fiducia. Ma così facendo, come dice Eagle ("Ma se fosse capitato su una questione più seria, siamo sicuri che le persone ad interrogarsi sarebbero state di più?"), si rischia facilmente di assumere sbagliate. In effetti guarda quanti posti che criticano Eagle danno per scontato che la sua fosse una questione di merito mentre, come è stato chiarito da lui stesso e come avevo sospettato, era una questione di metodo.

Spesso ho notato che molti attaccano qualunque sconosciuto, o qualsiasi persona nota per avere opinioni diverse da quelle di Paolo, se si esprimono opinioni solo apparentemente diverse da lui (prendo questo come un esempio, ma capita a tutti e dappertutto). Invece l'atteggiamento corretto dovrebbe essere quello di valutare ogni cosa "di per sé", indipendentemente dalla "storia" delle opinioni di quella persona.

Capita a tutti, anche in ambiente scientifico. Se qualcuno fa un'obiezione all'oratore dopo un talk, per esempio, è normale che questa venga valutata anche in base alle "credenziali" di quella persona. Se si tratta di un "outsider" viene in genere presa con un certo scetticismo. Se si tratta di persona nota, viene presa generalmente assai più seriamente. L'ho visto capitare spesso, e ho dovuto resistere io stesso alla tentazione di liquidare obiezioni intelligenti - come ho capito magari in un secondo tempo - solo perché a porla era uno studente un po' impacciato.

E' normale, per carità. E' un principio di "economia" della ragione che molto spesso funziona, ma altre volte induce in grandissimi errori. Per esempio sopprimendo obiezioni a teorie scientifiche che solo con grande fatica vengono poi accettate. Dobbiamo per questo cercare di limitare l'effetto di questo pregiudizio cognitivo.
[by Faber vecchio]

Eagle #70
Puoi rileggere, per esempio, i commenti: #16, #32, #41

Opinione legittima, diversa dalla mia.

in base alla volontà di non dialogare di alcuni, emersa nei commenti: #23, #43, #54

Opinione legittima, in parte coincidente con la mia.

Cita un elemento che ti faccia essere certo che ciò che c'è scritto qui non sia del tutto inventato.

Non lo cito, perché non c'è, come non c'è nel 99,(9)% di ciò che leggiamo, studiamo, comperiamo, mangiamo, diamo ai nostri figli, ma nemmeno nella segnaletica stradale che indica la strada per Roma, finché a Roma non ci siamo arrivati davvero, e nemmeno nel tabellone aeroportuale con i dati del nostro volo per Londra, finché a Londra non ci siamo arrivati davvero.

Ma tu hai cambiato argomento: parli di y (essere certo), laddove ho risposto alle tue affermazioni x: [cut] non c'è nulla di oggettivo in questo articolo! [cut] senza un minimo di prova (che NON vuole dire pubblicare il nome) non avrà nessun valore la sua risposta, come non dovrebbe avere valore questo articolo!

Ripeto, errore macroscopico:
- l'articolo contiene qualcosa di oggettivo: per vederlo, dovrebbe bastare leggerlo (e cliccare), ed eventualmente rileggerlo (e cliccare)
- posto che il valore teorico dell'articolo vada da zero (sicuramente falso) a uno (sicuramente vero), ho mostrato nel commento #68 perché il suo valore attuale sia 0,5 < valore < 1, anche se il Trentino fosse il non plus ultra dell'informazione e il Disinformatico un blog del ca***.
Eagle,
tu hai perfettamente ragione riguardo alla tesi di questo post, Paolo non può portare le prove di quanto sa, la motivazione è perfettamente ragionevole, per cui gli dobbiamo credere sulla fiducia, tanto la questione è irrilevante.
Sulle questioni serie invece di solito le prove e i link di approfondimento ci sono, se uno vuole, può approfondire e fare le ricerche da se. Lo si può vedere anche dai commenti e dagli aggiornamenti che Paolo stesso pubblica.
Ad esempio la questione Em-Drive. Ci sono i link ci sono i pareri di ognuno di noi e la questione è ancora aperta.
Oppure ci sono le affermazioni non ancora provate, tipo la fusione fredda o l'auto ad aria compressa, dove si è in attesa di prove robuste, quindi non c'è chiusura ma solo scetticismo.

In altre parole: quali altre affermazioni di Paolo sono state portate senza prove?