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137 commenti

Il cinico business delle bufale. Prima parte: Liberogiornale.com

di Paolo Attivissimo con la collaborazione tecnica di David Puente. Pubblicazione iniziale: 2016/12/16 7:00. Ultimo aggiornamento: 2016/12/27 10:10.

“Gentiloni choc: ‘Gli italiani imparino a fare sacrifici e la smettano di lamentarsi”, scrive Liberogiornale.com, e la notizia (completamente falsa) diventa rapidamente la più letta in Italia, con decine di migliaia di condivisioni sui social network, secondo i dati di Repubblica.

Ma Liberogiornale.com non è un semplice sito d’informazione amatoriale che sbaglia o un sito di “satira e finzione” (come asserisce in caratteri piccolissimi in un angolo ben nascosto): è una fabbrica professionale di panzane. Pubblica intenzionalmente balle per fare soldi; e se queste balle disinformano un intero paese, creano panico infondato o danneggiano qualcuno, fa niente, tanto i soldi della pubblicità non puzzano e anzi lavano la coscienza.

Altro che informazione “alternativa” di Internet: Liberogiornale.com è in realtà una struttura schiettamente commerciale, che lucra sulle false notizie e sfrutta gli utenti che abboccano ai suoi strilli acchiappaclic. E fa parte di una rete professionale occulta di siti sparabufale che ha ramificazioni anche fuori dall’Italia. Con l’aiuto di David Puente, collega debunker ed esperto in tracciamento online, oggi cominciamo a diradare la cortina fumogena che ha finora coperto gli affari cinici degli spacciatori di false notizie-shock.



La piovra delle panzane


Liberogiornale.com fa parte di una galassia di siti bufalari che spesso storpiano in modo ingannevole i nomi di testate giornalistiche molto note, come Ilfattoquotidaino.com (non è un refuso: è proprio quotidaino), News24tg.com o Gazzettadellasera.com.

L’intento sembra piuttosto evidente: ingannare i lettori facendo credere che le notizie pubblicate provengano da testate autorevoli e incassare grazie al traffico pubblicitario derivante dalla frenetica condivisione.

I nomi dei titolari di questi siti sono nascosti: se si consulta il registro pubblico dei titolari, per esempio tramite Domaintools, risulta che Liberogiornale.com è intestato alla società Domains by Proxy LLC, che è una delle tante aziende online alle quali ci si rivolge per proteggere la propria identità da spammer e altri scocciatori.

Ma c’è un legame nascosto che unisce questi siti apparentemente distinti e permette di risalire ai loro veri proprietari, ed è proprio la pubblicità. Esaminando attentamente il codice pubblico delle loro pagine, come ha fatto David Puente nell’ambito di un’indagine ben più ampia durata alcuni mesi, emerge infatti che questi siti usano una stessa fonte, e addirittura condividono lo stesso account da publisher, per i propri banner pubblicitari.

La fonte è la società Edinet, con sede a Sofia, in Bulgaria. I suoi dati pubblici sono nel registro del Ministero della Giustizia bulgaro. Il sito della società è Edinet.bg, il cui “Chi siamo” (scritto, stranamente, in italiano) spiega che si tratta di un “Gruppo editoriale” che ha uffici “in Francia, Germania, Slovenia e soprattutto Italia. I componenti e collaboratori di Edinet sono al 90% Italiani ed è proprio in Italia che sono puntate tutte le nostre risorse.” Ma che sorpresa.

Il registro del ministero bulgaro indica anche il nome del titolare di Edinet: Carlo Enrico Matteo Ricci Mingani.

Ulteriori ricerche fanno poi emergere un comunicato stampa, presso Comunicati-stampa.net, nel quale compare il nome di Matteo Ricci come “responsabile delle pubblicazioni” di Edinet Ltd. Il comunicato annuncia che “Edinet Ltd ha rilevato il gruppo KontroKultura”. Guarda caso, L’account publisher condiviso da questi siti si chiama “kontrokultura”. Ricci si vanta di gestire “oltre 30 testate online”.

Quali altri siti ospitano i banner pubblicitari di Edinet con l’account “kontrokultura”? A questo punto non è difficile scoprirlo, usando sempre strumenti pubblici: oltre a Gazzettadellasera.com e Liberogiornale.com spuntano News24europa.com, News24tg.com, Notiziea5stelle.com e altri ancora.

Ci sono molti altri elementi che legano e accomunano questi siti: questo è solo l’inizio e ne parleremo nelle prossime puntate. C’è anche, intorno a questi siti, uno stuolo di promotori, di “pompatori” di queste false notizie sui social network: complici consapevoli e inconsapevoli. Ma se nel frattempo volete sapere chi è che fabbrica queste bufale ad alto impatto sociale e politico, chi crea polemiche finte, chi coordina questo spaccio destabilizzante, ora avete un nome. Un nome che ha fatto molto per nascondere le proprie tracce, ma che alla fine è emerso usando proprio le risorse di quella Rete che i bufalari di professione vorrebbero sfruttare come miniera d’oro personale.



2016/12/17


Questo articolo ha superato le centomila visualizzazioni ed è stato ripreso da molte testate giornalistiche, sia online sia su carta: Il Secolo XIX, Repubblica, Il Post, TGCom24, La Stampa, Il Foglio e altri. È un buon passo verso l’obiettivo di questo ciclo di indagini, che non è la censura, ma la segnalazione al grande pubblico dell’esistenza di un business della bufala, socialmente pericoloso e poco conosciuto. Poi ognuno deciderà se alimentare questo business o no. E personalmente sono contrario alla censura, come chiunque può leggere nei miei articoli sul tema.

Matteo Ricci Mingani ha fatto alcune dichiarazioni a Repubblica, al Corriere, al Secolo XIX e ad Agi.it. Sempre Agi.it, a firma di Matteo Flora e Arcangelo Rociola, ha proseguito l’indagine, partendo dai dati pubblicati qui e fornendo altri dettagli sull’attività e la struttura di Edinet e della galassia di siti promotori di articoli-bufala.

Mingani ha dichiarato di essere estraneo ai contenuti dei siti in questione e di fare semplice hosting: le prossime puntate di questa indagine documenteranno che questa sua asserzione è perlomeno fantasiosa.

Intanto Liberogiornale.com e Ilfattoquotidaino.com hanno sospeso volontariamente le pubblicazioni: al posto delle bufale ora c’è solo un avviso che recita “Servizio sospeso – Edinet Ltd in seguito a quanto appreso dai mezzi di comunicazione sospende l'erogazione del servizio gestito su nostri server in via cautelare. Edinet Ltd è estranea ai contenuti pubblicati da terzi ospitati su nostri server.” Forse involontariamente, l’avviso conferma che Edinet è collegata a Liberogiornale.com e Ilfattoquotidaino.com.



Matteo Ricci Mingani ha eliminato il proprio account Twitter (@nighyfly), che mostrava la sua affiliazione politica molto esplicita: un aspetto che David Puente ed io conoscevamo ma abbiamo volutamente messo da parte per non prestare il fianco a chi, inevitabilmente, avrebbe teorizzato un attacco politicizzato, distraendo dal reale scopo del debunking, che è ridurre i danni causati dalle bufale. Francamente a me non interessa il colore politico degli spacciatori di bufale: di destra o di sinistra, sono comunque pusher della panzana e seminano odio e paure infondate.

Un altro chiarimento importante: molti hanno collegato la pubblicazione di questa indagine al recente appello della Presidente della Camera, Laura Boldrini, contro le bufale del Web, pensando che l’indagine sia stata fatta in risposta a questo appello. Per farla breve: no. Una ricerca sistematica e dettagliata come quella che David Puente mi ha fornito non s’improvvisa in qualche giorno. I dati che ho visto (e che non ho ancora pubblicato) risalgono a mesi fa, quando non era neanche stato immaginato il convegno sulle bufale che ho moderato a Montecitorio.



2016/12/27


La seconda parte di questa serie di articoli è stata pubblicata qui.
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Commenti
Commenti (137)
grandissima idea questo articolo. Ancora una volta complimenti
Insomma siamo al livello di Elio & Le Storie Tese con l'Italia e la Bulgaria ??? Grazie Paolo e David.
Accidenti, bel lavoro complimenti.
Ora però vado a deprimermi in un angolo sapendo che la legge non li fermerà.
Che bello leggere del Giornalismo!
intanto grazie per l'indagine quello che mi chiedo e' se questo comportamento non sia in qualche modo perseguibile... No eh...
Il vostro lavoro è estremamente meritorio (su twitter seguo un po' tutti voi debunker). Anche se difficilmente gli "untori" (quelli che poi concretamente diffondono ad altri la bufala) rettificheranno la malaugurata condivisione di una falsa notizia, risulterà sempre più indispensabile questa vostra attività se organicamente strutturata, come mi sembra di capire sarà leggendo le parole della presidente Boldrini. Anche in Germania si sta pensando di fare qualcosa del genere, oltre che inasprire le pene o creare un reato ad hoc.
Bizzarro che anche, per esempio, Lercio.it sia un sito satirico ma nessuno scambia i suoi titoli per notizie reali...

Uno potrebbe pensare anche a della malafede da parte degli autori di Liberogiornale.it. Ma solo se uno è malizioso, eh!
Grazie, è bello sapere che c'è ancora chi, come voi, si batte per un internet migliore.
Speriamo si riesca a fare qualcosa contro questo "fenomeno" globale.
Paolo, è legale in Italia l'uso di servizi come ad esempio Domains by Proxy LLC, per ragioni di privacy?
Normalmente la registrazione di un dominio .IT permette il mascheramento dei dati whois, ma appunto solo parziale, resta infatti sempre visibile il Nome e Cognome di chi ha registrato dominio.
Grazie.
Indagine che ovviamente ne' Iene ne' Striscia ne' Report ne' tutti quelli che si spacciano per "giornalisti d'assalto in cerca della verita' contro il sistema" e' mai riuscita a fare...
Ma non c'e' qualche strumento giudiziario che possa intervenitre sullo spaccio incontrollato e pericoloso di notizie false, anche in assenza di denuncia di parte, un po' come sul rischio temuto (come visto in diversi esempi alcune notizie e balle possono portare a suicidi, crisi aziendali, turbative di borsa, diffamazione, calunnia...)

Purtroppo la tanto decantata e strenuamente difesa liberta' di stampa porta anche questa m.e.r.d.a.... che sta sommergendo con la quantita' chi di giornalismo ne ha fatta una professione seria.
Tra poco il "rumore di fondo" delle notizie acchiappaclic mettera' sotto silenzio le notizie vere, che si disperderanno nell'oblio.
Questo e' il futuro che ci preparano (Matrix, ma senza sonde su per il cervello, ma su per il cu...!!).
Complimenti. Ho fatto anch'io il giornalista, diverso tempo fa, e ancora mi sorprendo che ci sia qualcuno che sappia fare davvero questo mestiere. Ancora complimenti!
Mi piace questa idea. Se permetti userò questi tuoi articoli (tempo permettendo) come coda di un corso sulla sicurezza in rete che sto tenendo.
Complimenti per l'articolo!! Riguardo al suo oggetto invece: che porcata! Complice come sempre è poi chi diffonde queste immondizie; personalmente devo ancora decidere se l'ignoranza media dei netizen sia un'attenuante delle loro colpe o un'aggravante relativamente al perpetrare nel diffondere informazioni di cui capiscono poco/nulla, prese da fonti assolutamente farlocche.
Internet è un mondo nuovo in cui le regole e i comportamenti devono ancora essere pienamente assimilati e capiti. In cui è fondamentale l'intelligenza sulle cose e sui fatti.
Grazie per l'ottimo sevizio.
Paolo,

Purtroppo temo che questo articolo (e quelli che seguiranno) informera' solo i tuoi 25 lettori, per dirla alla Manzoni. Non c'e' il modo di farla finire sulle pagine dei quotidiani veri, online e cartacei, in modo che qualche milione dei nostri concittadini abbiano le idee schiarite?
Pioggia di fango in arrivo in 3...2...1...

---Alex

PS = più seriamente, grazie Paolo e David
Così, per chiarire, che differenza c'è tra "Libero Giornale" che pubblica una "notizia" sulla Serracchiani che non arriva a fine mese e "The Onion" con una sul CEO ExxonMobil che dichiarebbe essere troppo tardi per mettere riparo ai cambiamenti climatici? Secondo me sono i lettori. Ne conosco alcuni, anche di non italiani, che hanno rilanciato anche le boiate di "The Onion".
Congratulazioni!
Attendo trepidante e diffonderò le prossime puntate.
Ci vogliono più giornalisti come voi in questo paese!
Bravi, bell'articolo
Ti seguo da tanti anni ed è la prima volta che mi sento spinto a contribuire.

Continua su questa strada, questo articolo è l'essenza del disinformatico.

Bravo, bravo, bravo.
Qui al mio paesello è ben conosciuto un certo Matteo Ricci Mingani che da ragazzino (parliamo degli anni '80) si divertiva un mondo a dare falsi allarmi bomba telefonando a Carabinieri e Polizia, e a fare altre facezie del genere...
Salvo strano caso di ominimia, che non sia proprio lui ad aver fatto carriera negli anni?
Finalmente i miei debunker preferiti insieme in una indagine. ^.^
Seguiamo i soldi.
Ottimo lavoro, complimenti!
Ho scritto questo post due giorni fa su Facebook
"Se ti sta antipatica la Boldrini (non è improbabile) e ti fanno vedere una sua foto con la dicitura "anche in Italia si dovrà portare il Burka" c'è qualche probabilità che tu ci creda. Se chi lo scrive è un sito fasullo, ma dal nome credibile (tipo CorriereDelMattino o LaGazzettaDellaSera) le probabilità aumentano. Se poi lo vedi anche sulle pagine di alcuni tuoi amici te ne convinci e lo condividi anche tu.
Nella tecnica "cognitiva" questo comportamento si chiama "Bias di Conferma". Wikipedia lo definisce "un processo mentale che consiste nel ricercare, selezionare e interpretare informazioni in modo da porre maggiore attenzione, e quindi attribuire maggiore credibilità, a quelle che confermano le proprie convinzioni o ipotesi, e viceversa, ignorare o sminuire informazioni che le contraddicono. Il fenomeno è più marcato nel contesto di argomenti che suscitano forti emozioni o che vanno a toccare credenze profondamente radicate."
Questo fenomeno si sta diffondendo molto sui social network, Facebook in particolare, e sta PROFONDAMENTE falsando ed inquinando il dibattito e la credibilità di ciò che leggiamo.
Il fenomeno è ormai planetario e sta allarmando fortemente soprattutto i governi occidentali. Questa difatti è diventata l'arma più potente che le forze dell'antipolitica stanno utilizzando per diffondere malumore e rabbia verso la classe politica che amministra i vari paesi, indipendentemente dal fatto che lo faccia bene o male e di qualunque colore politico essa sia.
In Italia sono vari i gruppi e le pagine F.book che fanno ricorso a man bassa a queste tecniche, ma i più attrezzati ed organizzati sono tre siti, riconducibili al M5S: "TseTse", "La Fucina" e "La Cosa". Ognuno di questi siti controlla diverse decine di gruppi sui social network. Questi siti sono gestiti da svariate società, intrecciate in un complicato gioco di scatole cinesi. Alcune di esse sono delocalizzate in Macedonia ed occupano decine di dipendenti.
Questa è una minaccia molto grave alle regole che dovrebbero governare il confronto politico nel nostro paese.
Personalmente non ho alcuna intenzione di accettare passivamente tutto questo. Nè di vedere la mia pagina F.book costantemente immerdata.
Da qualche tempo sono in contatto con alcuni "debunker" (v. su wikipedia) italiani e nei prossimi giorni approfondirò su questa pagina alcuni aspetti. Comunicherò inoltre ai miei amici di F.book le regole a cui mi atterrò. Accetto comunque volentieri consigli, proposte ed osservazioni."
Aldo Perrella
Emblematico il sito "Notizie a 5 stelle".
Chissà a chi si riferisce...e chissà perchè proprio a loro.
Molto bene.
Repubblica e La Stampa hanno già fatto un pezzo sul tuo articolo (citandoti!!!) :D
Grazie per il vostro lavoro. Una discussione politica vantaggiosa e scelte democratiche vere e fondate sono messe seriamente in pericolo da informazioni false e mezze verità raccontate in modo tendenzioso. Bravi, speriamo che si arriva ad emarginare questi fenomeni che danneggiano tutti indistintamente. Bravi, continuate per favore.
Complimenti Paolo, molto interessante. Ho due domande:
1 Formalmente sono accusabili di un qualche specifico reato? Mi piacerebbe li si potesse incastrare con qualcosa di sostanzioso.
2 Chi sono i soggetti che comprano spazi pubblicitari veicolati poi con le modalità che hai ben spiegato? Sono/sarebbero assimilabili come "complici"

Ciao!
Marco
Paolo, mi fanno notare che il tizio in questione ha delle simpatie politiche piu' che discutibili...
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1222224224490016&set=pcb.1222226251156480&type=3&theater
e c'è anche un volto se volete. Anzi piu d'uno, visto il personaggio non ha un profilo solo
https://www.facebook.com/matteo.riccimingani?fref=ts
https://www.facebook.com/matteo.mingani?fref=ts
Ci vorrebbe molto a introdurre una norma di legge che imponga di dichiarare in modo evidente e non mascherabile le finalità? Mi riferisco ovviamente a quelle righe "scritte in piccolo"...
Cercando semplicemente su google nomi e cognome citati si può risalire anche a un indirizzo.
Grazie Paolo!!!!!!! Proprio ieri mia moglie, sconcertata dalla notizia (maledetto Facebook) mi ha costretto a doverle ribadire che certe notizie vanno prese con pinze lunghe un km... Le farò leggere questa splendida indagine...
Grandissimi!!!! Ottimo lavoro. Eccellente.
Grande Paolo! (e anche David Puente)
chissà, magari c'è un po' di evasione fiscale e/o capitali nascosti e la finanza potrebbe fare qualche sorpresina
E' lui o non é lui? Ceeeerto che é lui: https://www.facebook.com/matteo.mingani?fref=ts
Ma non e' reato pubblicare notizie false?
Un titolare che ha così tanti nomi, deve avere tante testate.
Se lo incontro, magari gliene dò una anch'io.
Era ora che qualcuno finalmente lo dicesse!!!
Lavoro egregio, complimentissimi a te e David.
Le cosiddette testate non autorevoli ricevono ordini dall'alto di presentare certe notizie in certo modo.

I giornali italiani mi puzzano da giornali di partito da lontano e se capita li leggo al bar, se no evito di buttare soldi comprandoli.

Meglio la stampa estera non-tabloid IMHO.
Complimenti Paolo, piccoli debunker crescono!! :-)
Dall'intervento alla Camera di qualche settimana fa, ho iniziato a seguire anche il promettente David Puente. State facendo un OTTIMO lavoro, lavoro che andrebbe addirittura a mio avviso pagato dallo Stato, altro che...
Spero che anche la politica vi darà una mano per cercare di fermare questo fenomeno che invece sta continuando a proliferare. Certe persone che si arricchiscono con questi metodi, FANNO MALISSIMO ALL'INTERA SOCIETA'.
Qualche idea su come boicottare questi deficienti?
http://www.lastampa.it/2016/12/16/italia/politica/la-catena-dei-siti-bufala-contro-gentiloni-porta-a-sofia-8T8UMuEfoJvdSA1WOpFQmL/pagina.html
Grazie, Paolo, almeno qualcuno cerca di esporre con chiarezza questo scempio -- con la speranza che i lettori sui social network imparino a leggere quanto trovano su Internet con spirito critico.

Come vedi la situazione di beppegrillo.it e siti collegati? Il network di Casaleggio & Associati funziona in maniera simile, con l'aggravante che influenza direttamente il voto e la vita di una grossa forza politica del nostro paese.
Grande, sono anni che ti seguo su zeusnews, complimenti
Grazie del lavoro di emersione di questa struttura.
Domandona.
Agli albori di internet esisteva una caterva di siti che giocavano sui refusi. Per esempio digitando nell'url l'indirizzo con una "U" o una "O" al posto della "I" (capitava, essendo vicine sulla tastiera), usciva fuori la versione porno o truffaldina del sito originale. Il fenomeno aveva anche un nome che non ricordo. A parte dotare i browser delle schede "preferiti", mi pare che questo tipo di siti siano stati fatti sparire in qualche modo: non sarebbe possibile individuare un sistema per impedire il proliferare di questo altro tipo di truffa? Prima o poi la scusa del disclaimer "stiamo solo scherzando non sono notizie vere" dovrà finire o no?
che tristezza vedere internet, quello che era il luogo principe per l'informazione e l'approfondimento, intasato di spazzatura.
Volevo solo precisare che il Matteo Ricci Mingani che conosco io è proprio quello della pagina facebook segnalata dall'utente "Mec" qui sopra. (Lo conosco personalmente, poiché siamo coetanei e la cittadina dove viviamo è piccola, quindi ovvio si ci conosca. Inoltre lui era parecchio noto anni fa, appunto perchè si dilettava di scherzi di cattivo gusto quali allarmi bomba ecc. )
Davvero interessante. Stavo pensando di fare la mia tesi di laurea sull'argomento delle bufale. Nel caso, potrei contattarla ? Come ?
Grazie mille
Attivissimo sei il mio idolo :)
Innanzitutto applausi a scena aperta & standing ovation per l'articolo.

Poi un refuso: "Edinet Ltd. Il comunicato annncia che".
Complimenti! A quando la prossima puntata?
Non aggiungo altro a quello che hanno già scritto altri. Se queste persone sono perseguibili o meno, aggiungo solo un grande GRAZIE per questo importantissimo lavoro che stai facendo. Continua cosi' Paolo e nel nostro piccolo faremo la nostra parte. Grazie ancora! :-)))
Stupidocane,

refuso sistemato, grazie.
Tutti,

grazie dei complimenti. Il grosso del lavoro tecnico l'ha fatto David: io l'ho solo raccontato.
Al di là di un giusto intervento del Legislatore per sanzionare questi comportamenti, l'unica cosa che possa fermare il dilagare della disinformazione, quali che ne siano le finalità (lucro o potere), è la disapprovazione dell'utenza verso chi condivide queste notizie senza prima verificarle: una volta o due ci si può sbagliare per pigrizia mentale o ingenuità, ma i boccaloni seriali vanno proprio messi alla berlina.
ora liberogiornale.com appare come sospeso! :) guardate la home page
Beh Paolo, il Primo smascheratore di bufale di cui io ho memoria, sei stato tu, e meno male che hai "insistito"... (tu contro 100), ora forse puoi iniziare a raccogliere qualche frutto, e avere "contagiato" persone a cercare la verità, non è poco!
Edinet ha sospeso il servizio a liberogiornale:

"Servizio sospeso

Edinet Ltd in seguito a quanto appreso dai mezzi di comunicazione sospende l'erogazione del servizio
gestito su nostri server in via cautelare.
Edinet Ltd è estranea ai contenuti pubblicati da terzi ospitati su nostri server."

prendere abbagli è facile ma che ci si mettano di proposito per rendere internet inaffidabile
Per quel che può valere e da vecchio giornalista, aggiungo i miei complimenti a quelli già espressi da altri. Non posso però trattenermi dall'esprimere un'amara considerazione: è davvero un peccato che questa inchiesta sia partita proprio quando a ben altri livelli sta prendendo forma una pericolosissima campagna contro le cosidette "fake news" - che poi sarebbero quelle non in rigoroso allineamento con le versioni ufficiali degli eventi, e che perciò dovrebbero essere soppresse, onde impedire che qualcuno si faccia magari venire dei dubbi. Non vorrei, davvero non vorrei che il nostro Ospite e David Puente finissero, contro la loro volontà e le loro idee, ad essere imbrancati con la censura mccarthista che sta montando negli Stati Uniti. E purtroppo il rischio non è proprio ipotetico, visto che in questa stessa discussione sono state pubblicate cose, a proposito della libertà di stampa, da far accaponare la pelle.

E' una battaglia senza speranza. Questo mi è stato risposto, oggi, dopo aver fatto notare che la solita frase attribuita a Pertini, quella delle mazze e delle pietre, era una bufala:"Ma qual'è il problema ? Se questo è il modo per guadagnarsi da vivere meglio per loro, io mi diverto a sparare cazzate, tutto qui, non mi costa un cent....sarà la differenza di età, ma ormai non vedo come posso battagliare se non sparando cazzate sul social, non è importante la bufala, ma ciò che c'è scritto. Se lo metto a mio nome non lo legg e nessuno, mentre con il nome di Pertini ha più risalto. Io penso veramente a ciò che c'è scritto sul manifesto e mi piacerebbe vedere il popolo in rivolta......ma resterà un sogno, la rivoluzione si fa con la gente seria e non con i coglioni e purtroppo, in Italia, ne abbiamo molti"
Tutti i grandi uomini(vedi Saint-Exuperie)hanno classificato il giornalismo come la più bassa ed abbietta forma di scrittura.
La lista completa dei siti del esimio che avete scoperto è quella dell infografica? Sennò mettete un elenco completo ?
Bravi, è ora che si parli di questo cosa dalle implicazioni pericolosissime. La cosa più triste sono i gonzi che abboccano involontariamente, condividono a raffica e fanno il gioco di questi figuri.
ripropongo un dubbio che avevo già espresso nel periodo della brexit e che immagino potrebbe essere un ramo laterale dell'inchiesta:

che peso possono avere le bolle di profilazione dei principali motori di ricerca e social network nella diffusione delle bufale e nella formazione di opinioni disinformate negli utenti internet?

perchè in fondo le reti di bufalari sono solo metà del problema. l'altra metà è che i mezzi che gli utenti hanno a disposizione per formarsi un'opinione sono intrinsecamente inclini a tagliare gran parte delle informazioni.
insomma, mi pare che facebook che chiede ai suoi utenti "segnalateci le bufale" ma poi gli mostra soltanto gli articoli che dice il suo algoritmo impedendogli di avere un quadro chiaro della situazione non sia libera da responsabilità.
e google, che se uno fa una ricerca per approfondire non mostra tutte le informazioni?

poi salta fuori che uno si trova fuori dalla UE e dice "ah, ma non me l'aspettavo..."
Non so se è stato segnalato, ma anche Matteo Flora e Arcangelo Rociola hanno lavorato in parallelo ad un articolo simile :)


http://www.agi.it/cronaca/2016/12/16/news/libero_giornale_fake_news_siti_italiani_grillo_movimento_5_stelle_matteo_ricci_mingani-1318432/
Anche ilpost.it ti cita ampiamente
Chi controlla i siti di bufale in Italia
Paolo Attivissimo ha scoperto che molti sono riconducibili a un'unica azienda registrata in Bulgaria da un imprenditore italiano, che però mette le mani avanti
http://www.ilpost.it/2016/12/16/siti-bufale-italia/
Mi accodo ai tanti complimenti!
Questo è giornalismo, questo è servizio sociale! Grazie!

Ah, e mi accodo al desiderio di perseguibilità di tale progetto disinformante!

@RageAgainstTheMachine
Insomma siamo al livello di Elio & Le Storie Tese con l'Italia e la Bulgaria ???

Esatto, proprio un pippero!

@Zaku
Bizzarro che anche, per esempio, Lercio.it sia un sito satirico ma nessuno scambia i suoi titoli per notizie reali...

Tempo fa sì... Anzi, ho conosciuto Lercio grazie a persone che lo linkavano su FB cascandoci. Ma all'inizio almeno il titolo era ingannevole, poi bastava leggere l'articolo e si capiva che era satira. E mi divertivo a leggere i commenti (su Lercio stesso) di persone che ci cascavano e venivano prese in giro!
@Stefano
Indagine che ovviamente ne' Iene ne' Striscia ne' Report ne' tutti quelli che si spacciano per "giornalisti d'assalto in cerca della verita' contro il sistema" e' mai riuscita a fare...

Ma cosa dici? Gli eroi dell'inchiesta? Non osare attaccarli per favore!
Vabbè, scherzi a parte, Report forse è un po' più efficace, ma Iene e Striscia sono bravi nell'alzare polveroni solo per l'audience...

@AmiC e altri
Ho cercato gli articoli che parlano di Paolo. Chissà se qualche clic in più su queste belle notizie aiuti i giornalai a puntare a notizie più serie, anzi, a notizie più notizie!

@mic
a proposito dei profili di questo Ricci, mi sembra comunque una persona molto sola. Ho dato un'occhiata e molti degli articoli che condivide sul suo profilo sono senza like (o con pochissimi) e tutti sono senza commenti!
Non voglio mettermi a fare lo psicanalista o il criminologo, ma non mi sembra, anche da qualche commento di chi lo conosce personalmente, che stiamo parlando di una persona molto equilibrata. Sarà un buono stratega, ma...

[by Faber vecchio]

Di codesta inchiesta trovo interessante la tecnica usata.

Dissento dalla possibile difesa d'ufficio dei ritardati mentali e dal peana dei commenti:

1. la prima parola nelle pagine di liberogiornale.com è DISCLAIMER, prima di NOTIZIE.
Il ritardato mentale che non legge il disclaimer è colpevole.
Mutatis mutandis, sarebbe come se un ritardato mentale scrivesse qui che in Internet non c'è l'indirizzo di Paolo, perché era troppo faticoso cliccare Donazioni

2. il ritardato mentale che abbocca a notizie eccezionali o strampalate senza farsi un giro di conferma in Google News dovrebbe lasciar perdere Internet

3. quando liberogiornale.com dà notizia di un reato, si può presentare una denuncia penale (prima che qualcuno lo chieda: esistono anche le denunce amministrative e le denunce sanitarie, mentre non esistono reati non penali).
Attenzione, però: se il signor Procuratore scoprisse che il denunciante sapeva trattarsi di "satira", potrebbero essere c***i molto amari (per il denunciante)

4. azzardo che più prima che poi scriverò "ebonsi aveva ragione", tanto per cambiare :-)
sarebbe questo? visto che cita kontrokultura... https://www.facebook.com/matteo.mingani?fref=ts

o anche questo (è sempre lui)...https://www.facebook.com/matteo.riccimingani?fref=ts
https://www.facebook.com/matteo.mingani?fref=ts cita Borghezio e ha alcuni amici palesemente mussoliniani... l'unico riferimento a Sofia è una sua amica veronese, fascista anche lei, Sabrina Boni che dice di abitarci e di lavorare alla Gazzetta della Sera https://www.facebook.com/sabrina.boni.96?fref=pb&hc_location=friends_tab& - https://www.facebook.com/gazzettasera/?pnref=lhcpnref=friends.all
e comunque buon lavoro!
Occhio, piu' vi avvicinate alla cloaca e piu' rischiate di sporcarvi. Ho adblock e ghostery su chrome ma questo non ha impedito di ritrovarmi, in maniera assolutamente gratuita, un like alla pagina fb di "Notiziea5stelle". E solo per aver aperto quei siti-fogna. Io a quelli li' non auguro la giustizia ordinaria, ma quella divina e piu' truce possibile.
http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2016/12/16/ASYZ98YF-gentiloni_catena_bufala.shtml
attento che hai attaccato la cricca del potere, tra un pó i loro studi legali faranno inviare una lettera da uno stagista sottopagato...

Ps: non fargli notare la percentuale di followers falsi comprati su twitter e facebook (con due noti tools si trovano subito).

Pps: attento anche a non fare nessun articolo sulla fabbrica di account falsi (troll) pagati a commento dai loro giornali per spargete notizie false ovunque (lavorano anche durante i weekend)
@ebonsi (commento #65)"a ben altri livelli sta prendendo forma una pericolosissima campagna contro le cosidette "fake news" - che poi sarebbero quelle non in rigoroso allineamento con le versioni ufficiali degli eventi"

Potresti spiegare meglio in cosa consiste questa campagna e quali sarebbero le "versioni non allineate" prese di mira?
Io come "fake" capisco esattamente "notizia falsa": per esempio, se scrivono che il ministro dell'istruzione ha dato ordine di servire carne di cane alla mensa per festeggiare il capodanno cinese, è "fake" (o vaccata in italiano), non è "non allineata" oppure "potrebbe averlo detto a microfoni spenti". Mi pare che di questo si parli, e questo è un fenomeno che va oggettivamente arrestato.
Tempo fa c'era invece la tendenza a dire cose imbarazzanti e poi metterci la pezza con un "sono stato frainteso e chi riporta il contrario è in malafede" che è più simile allo scenario che hai descritto.
Grandi!
Ottimo lavoro!!!
:-)

Faber,

Il ritardato mentale che non legge il disclaimer è colpevole.

Tieni presente che moltissimi utenti vedono questi articoli-bufala su Facebook (come mostrato nello screenshot in cima all'articolo) sullo schermo minuscolo di un telefonino e quindi è molto facile che non vedano affatto il disclaimer o il link al disclaimer.
Dan De Rosa,

attento anche a non fare nessun articolo sulla fabbrica di account falsi (troll) pagati a commento dai loro giornali per spargete notizie false ovunque (lavorano anche durante i weekend)

Sono accuse pesanti. Sei in grado di documentarle? Altrimenti sono poco credibili.
@faber
Dissento dalla possibile difesa d'ufficio dei ritardati mentali e dal peana dei commenti:

1. la prima parola nelle pagine di liberogiornale.com è DISCLAIMER, prima di NOTIZIE.
Il ritardato mentale che non legge il disclaimer è colpevole.


Già, ma proprio questo fa intuire come Liberogiornale non facesse nulla per rendere evidente la propria natura.
Per dire: se non me l'avessi fatto notare tu, neppure io avrei fatto caso quella scritta, così anonima (non sembra neppure un link), che di certo non attira l'attenzione del lettore, il quale invece butterà subito l'occhio sulle foto degli articoli. Lo stesso termine "disclaimer" non sembra essere stato scelto a caso: perchè usare una parola straniera e vagamente tecnica, quando avresti potuto sceglierne una più comprensibile e in italiano?

Se tu realizzi un sito, è tuo interesse mettere ben visibile in home page tuttò ciò che devo sapere prima di iniziare la navigazione, soprattutto se, come in questo caso, è un'informazione necessaria per "interpretare" gli articoli riportati.
Se non lo fai (e quindi ometti o nasconti tale informazione), o sei un incompetente, oppure vuoi fare in modo che i tuoi lettori non vengano a sapere certe cose. Ed è, appunto, il caso di questi siti.
La gente che condivide queste notizie ha le sue colpe, non c'è dubbio. Ma il non rendersi conto che si tratta di siti c.d. "satirici" non è una loro colpa, perchè questi sono mascherati da siti seri.

PS: a meno che non mi sia sfuggito, noto ora che neppure Lercio presenta un disclaimer ben visibile in home page...ma nel loro caso, gli stessi titoli sono talmente esagerati da rendere evidente la loro natura umoristica. Dopo l'episodio dell'articolo sulla Kyenge, sono spariti i titoli fraintendibili, quindi se oggi uno ci casca e li prende per veri, è perchè è un analfabeta funzionale alla massima potenza.
"Potresti spiegare meglio in cosa consiste questa campagna e quali sarebbero le "versioni non allineate" prese di mira?
Io come "fake" capisco esattamente "notizia falsa": per esempio, se scrivono che il ministro dell'istruzione ha dato ordine di servire carne di cane alla mensa per festeggiare il capodanno cinese, è "fake" (o vaccata in italiano), non è "non allineata" oppure "potrebbe averlo detto a microfoni spenti". Mi pare che di questo si parli, e questo è un fenomeno che va oggettivamente arrestato.
Tempo fa c'era invece la tendenza a dire cose imbarazzanti e poi metterci la pezza con un "sono stato frainteso e chi riporta il contrario è in malafede" che è più simile allo scenario che hai descritto."

Per rispondere appieno, dovrei fornire e commentare dozzine di link in inglese, portando questa discussione irrimediabilmente OT. Per farla molto breve, e scusandomi per la semplificazione bianco/nero con chi sa di cosa stia parlando:

Lo sconfitta elettorale della Clinton è stata vista negli Stati Uniti essenzialmente come una sconfitta dei grandi media, che erano tutti apertamente schierati a favore della candidata democratica ma la cui presa e potere di convincimento sul pubblico si sono rivelati inferiori a quanto ci si aspettasse. La colpa viene attribuita alle cosidette "fake news", che circolerebbero in rete - dove "fake" significa, sì, false, ma in questo caso vale come "non in linea con le verità stabilite a priori", che la gente deve invece imparare ad accettare senza discutere. Ad esempio, vale sopratutto come fonte di "fake news" Wikileaks, a cui invece non saremo mai abbastanza grati per i milioni (letteralmente) di documenti, tutti rigorosamente autentici, che ha portato all'attenzione del pubblico nel corso degli anni.

Un dettaglio particolarmente sinistro è che la campagna contro le "fake news" è stata avviata e viene sostenuta da due grandi (nel senso di tiratura) quotidiani, il "Washington Post" e il "New York Times", che a partire dal 9/11 si sono trasformati dalle eccellenti fonti di informazioni e analisi che erano un tempo, in semplici casse di risonanza della propaganda governativa, ripetendo senza alcuna critica anche le più fenomenali panzane e anzi inventandone di nuove per sostenere la linea ufficiale (basterà pensare alla famosa "inchiesta" di Yudith Miller sui tubi di duralluminio, che potevano serire "solo" alle "armi da distuzione di massa" di Saddam Hussein.

Si mira, insomma, all'instaurazione di qualcosa di sinistramente simile al "Ministero della Verità" di Orwell, anche se in modo molto più discreto: non ci sarà bisogno di creare alcun ministero, essendo invece sufficiente che la gente possa leggere le notizie esclusivamente su organi di stampa perfettamente allineati e coperti, e ben disposti loro stessi, senza necessità di censure o costrizioni, a dimostrare che "Pravda" e "Isvestia" dell'epoca stalinista erano dei poveri principianti.

Potrei poi tirare in ballo delle esperienze personali, ma direi che basta così.
Linsdtituire
a ome una"

Grazie!
Linsdtituire
a ome una"


DEVO imparare a usare la funzione "Anteprima". DEVO imparare a usare la funzione "Anteprima". DEVO....
Bellissimo lavoro!
[by Faber vecchio]

Paolo Attivissimo
Tieni presente che moltissimi utenti vedono questi articoli-bufala su Facebook (come mostrato nello screenshot in cima all'articolo) sullo schermo minuscolo di un telefonino e quindi è molto facile che non vedano affatto il disclaimer o il link al disclaimer.

E' vero, ma hanno torto lo stesso: prima di abboccare e rilanciare, aspettino il tempo necessario per le doverose verifiche.
Non devono mica levarsi un tizzone di brace dallo sfintere su cui non batte il sole :-)

Comunque, complimenti a entrambi per l'inchiesta, soprattutto dopo la precisazione segnalazione al grande pubblico dell’esistenza di un business della bufala.
Mi dispiace solo che stavo meglio prima di sapere dell'esistenza di liberogiornale.com e Ilfattoquotidaino.com: li ho trovati più lassativi di Charlie Hebdo, che almeno qualche volta fa pensare e sorridere amaro.
@ebonsi Grazie per il chiarimento (avevo presente la situazione di Wikileaks), meriterebbe senz'altro un approfondimento. Si può discutere sul fatto che la situazione post 9/11 che hai citato sia "border line": gli articoli a supporto delle "prove" delle armi di distruzione di massa erano a tutti gli effetti "fake news" essi stessi, e purtroppo di tipo subdolo in quanto provenienti da testate con una certa autorevolezza e basate sulla manipolazione di discorsi tecnici. Lo so, lo spazio nei commenti è tiranno.
Pensavo però che da addetto ai lavori ti riferissi a qualche fenomeno italiano che non avevo notato.
Ottimo lavoro. Aiuta a fare pulizia nel web.
Un paio di link, per chi fosse interessato a comprendere cosa si stia preparando:

https://consortiumnews.com/2016/11/20/nyt-...net-censorship/

http://original.antiwar.com/justin/2016/11...-witch-hunters/

A scanso equivoci: io non intendo in alcun modo suggerire che l’inchiesta di Paolo e di David Puente sia direttamente o indirettamente legata a queste faccende. Dico solo che è una dannatissima coincidenza che l’inchiesta sia divenuta pubblica, proprio nel momento in cui forze ben diverse stanno premendo per dei controlli sulla rete apparentemente sulla stessa linea, ma in realtà indirizzati a obiettivi che certamente né Paolo e né Puente si sognerebbero mai di condividere.

E’ un po’ come se qualcuno avviasse una (ben giustificata) campagna contro gli intollerabili ritardi del sistema giudiziario italiano, proprio nel momento in cui un fatto di cronaca nera particolarmente odioso dà la stura alle pulsioni del “bisognerebbe impiccarli tutti senza processo”.

E la coincidenza è tanto più dannata, in quanto la piena condivisibilità delle posizioni di Paolo e Puente in questa inchiesta rischia, senza che loro lo vogliano, di funzionare da vasellina per convincere la gente ad accettare ben altre forme di controllo.

[quote]
Domaintools, risulta che Liberogiornale.com è intestato alla società Domains by Proxy LLC, che è una delle tante aziende online alle quali ci si rivolge per proteggere la propria identità da spammer e altri scocciatori.
[/quote]

Non sempre la gente che acquista domini lo attiva al volo. Anche perchè è gratis solo il primo anno, di solito.
Con i tools free di DomainTools ho notato che riporta
[quote]About 12% of the records publish domain name ownership data; the rest use a privacy or proxy service.[/quote]
su
http://research.domaintools.com/research/whois-history/search/?q=Gazzettadellasera.com
così ti ho acquistato (regalo di natale :P) un report completo: https://www.clodo.it/files/varie/GazzettaDellaSera-com-2016-12-17.pdf

In realtà sono un po' deluso, non credo abbia alcun valore aggiunto alla tua indagine.
Confidavo in una correlazione tra i dati whois veri e un elenco di altri domini con il whois originale, per aiutarti a fare un elenco,
invece il report fornisce siti hostati sullo stesso IP e basta (irrilevanti).

Ovviamente considero i dati anagrafici nel report dati pubblici, ma se non ti garba non approvare questo commento e piallo il tweet.
Bellissimo lavoro! Bravi! E il fatto che due siti si siano autosospesi è un buon segno.
Grazie!
[by Faber vecchio]

ebonsi
https://consortiumnews.com/2016/11/20/nyt-...net-censorship/
http://original.antiwar.com/justin/2016/11...-witch-hunters/

Immagino che intendessi
https://consortiumnews.com/2016/11/20/nyt-advocates-internet-censorship/
http://original.antiwar.com/justin/2016/11/27/the-witch-hunters/.

Se me li chiederai, ti darò un paio di consigli di impaginazione.
Non posso far altro che unirmi ai (meritatissimi) complimenti a Paolo e David per il loro lavoro, e aspettare pazientemente le prossime puntate dell'inchiesta. Grazie.
Un aspetto secondario della vicenda. Molti stanno criticando questa indagine perché c'era un "disclaimer" (per me evidente, per altri no) che stabiliva come quei siti fossero satira. A questo si aggiunge la presenza di articoli effettivamente assurdi (in stile lercio).

Tuttavia ignorano (per superficialità) che il problema qui nono sono le notizie realistiche, ma il business che c'è dietro. Qui sta il punto, questi siti usano appositamente notizie simil-vere per generare incassi pubblicitari.
Si ma smettiamo di nascondere queste bufale dietro la satira dove non c'è
@Faber:

Grazie, ma postare un link dovrebbe rientrare perfino nelle mie modestissime capacità da cavernicolo. Avevo semplicemente fatto copia/incolla da un'altra discussione in rete dove li avevo postati in precedenza, e dove i due link erano e sono apribili nonostante gli indirizzi compressi. Preblemi di compatibilità di piattaforme, immagino.
siete appena diventati i miei eroi personali
@lufo88
Un aspetto secondario della vicenda. Molti stanno criticando questa indagine perché c'era un "disclaimer" (per me evidente, per altri no) che stabiliva come quei siti fossero satira. A questo si aggiunge la presenza di articoli effettivamente assurdi (in stile lercio).

Quelli che criticano questa indagine sono facilmente ascrivibili ad una di queste due categorie, se non entrambe:
- quelli che si bevono le bufale e quindi, non solo non vogliono ammettere di essere dei fessi, ma soprattutto non vogliono ammettere che la loro "oasi felice" che conferma tutti i loro pregiudizi in realtà potrebbe non esistere.
- quelli che, assurdamente, associano queste indagini al concetto di "censura" e temono che un giorno qualcuno potrebbe abusarne. Chi ha questo timore, solitamente, è gente che pretende di usare internet per poter dire tutto quello che vuole, in anonimato, senza regole e senza prendersi la responsabilità di quello che dice.

Tuttavia ignorano (per superficialità) che il problema qui nono sono le notizie realistiche, ma il business che c'è dietro. Qui sta il punto, questi siti usano appositamente notizie simil-vere per generare incassi pubblicitari.

Il business in questo caso è un aggravante. Il danno principale è la disinformazione generata da questi articoli, che spesso si tramuta anche in danni concreti (vedi il caso degli antivaccinisti): sapere che qualcuno lo fa per guadagnarci, rende ancora più squallido tutto il sistema. Per dire: io preferirei sapere che chi diffonde notizie false su un certo politico o una certae etnia lo fa per un reale odio/antipatia nei loro confronti, rispetto a chi usa queste argomentazioni come uno strumento solo per farsi soldi...troverei i primi, quantomeno, più "sinceri".
ma no cavoli!
non me lo dovevi fare questo tiro Paolo
mi hai fatto fuori il daino che era il metodo perfetto per scovare i miei contatti più boccaloni
;-)
BRAVO!!!
[by Faber vecchio]

ebonsi
Avevo semplicemente fatto copia/incolla da un'altra discussione in rete dove li avevo postati in precedenza, e dove i due link erano e sono apribili nonostante gli indirizzi compressi.

Forse hai selezionato Copia [la stringa come appare], anziché Copia indirizzo [l'URL sottostante].
[by Faber vecchio]

lufo88
il problema qui nono sono le notizie realistiche, ma il business che c'è dietro.

Cioè, se queste balle disinformano un intero paese, creano panico infondato o danneggiano qualcuno non è un problema, purché lo si faccia gratis.
Il problema è lo sterco del diavolo.
Il post.it aveva anche pubblicato un'altra inchiesta, eseguita da BuzzFeed, su siti di bufale macedoni pro-Trump. I gestori hanno candidamente dichiarato che l'unico intento è quello di far soldi.

Gli strambi siti macedoni pro-Trump
Finalmente qualcuno che cerca di fare chiarezza nel mondo della cosiddetta "informazione" in rete. Personalmente ritengo che l'Italia dovrebbe dotarsi di una legislazione che preveda pesanti sanzioni per gli spacciatori di notizie false. Vedrete che dopo i primi arresti o multe salatissime, la gente ci penserà due volte prima di creare o condividere bufale. Internet è diventato il regno della disinformazione, tanto che iniziare un discorso con: "ho letto su internet che..." non dà di te l'idea di una persona affidabile nelle sue fonti.
Semplicemente GRAZIE per il vostro prezioso e utile lavoro! :)
Comunque complimenti x l'80, forse anche il 90... % di chi commenta e segue questo blog, siete persone x me molto colte e preparate, non c'è che da imparare qui dentro!
@Unknown,
una legge la vewdo dura visto che spesso vengono coinvolti anche giornalisti di fama.
Qualcosa la poteva fare da subito l'ordine dei Giornalisti ma, per lo stesso motivo, non lo farà mai.
Rischio di diventare seccante, ma

http://original.antiwar.com/cook/2016/12/18/clintons-defeat-fake-news-conspiracy/

ritengo che sia importantissimo, sopratutto in questo blog e in questa discussione, compremdere bene da dove venga la campagna contro le "fake news", e a cosa miri. Questo anche e sopratutto perché il meritorio lavoro di Paolo e David Puente non ha nulla a che vedere con questa campagna, e le due cose dovrebbero essere tenute ben separate - mentre purtroppo alcuni dei commenti sembrano puntare in una direzione ben diversa.

Eccezionale! Continuate così Ragazzi ;)
Per informazione, l'account LinkedIN è ancora in piedi (https://www.linkedin.com/in/matteo-ricci-mingani-64014819). Curioso il "TeknoKultura at Direttore Responsabile", neanche lo sforzo di correggere... ;)
1984... un romanzo che diventa realtà.
Complimenti e grazie per il bel lavoro fatto.
Grazie a entrambi.
Qualcuno dice che basta il disclaimer e che anche lercio blablabla.
Peccato che lercio il disclaimer è bello grosso, il sito non gioca sui nomi "associabili" a siti reali, e il nome del sito stesso ormai è sufficientemente noto per non provocare danni.
Della serie se credo per vera una notizia del vernacoliere beh ci sono poche speranze.
PS dire che questa inchiesta (anche se come dici tu è del buon David) è collegata al congresso di Roma, come suggerisce qualcuno su twitter, forse significa che hai/avete toccato dei nervi scoperti.
ebonsi,

sono molto consapevole delle tesi dell'articolo che citi e proprio per questo sto cercando di stare bene attento a cosa faccio e come ne sono coinvolto.
Ed ecco qua, proprio quello che temevo:

http://www.maurizioblondet.it/sia-lo-sancire-quali-notizie-veree-quali-false/

non che ci sia davvero bisogno di preoccuparsi più che tanto degli scritti di Blondet, ma la distinzione tra il lavoro di Paolo e di Puente e la campagna per la creazione del "Ministero della Verità" - distinzione a mio parere essenziale, e che Paolo mi ha fatto l'onore di riconoscere come tale - sembra essere saltata.

Non so proprio come si potrà uscirne, salvando ciò che deve essere salvato ma evitando di essere contaminati dal resto. Anche perché non non conosco quali siano le idee e gli obiettivi della Boldrini al di là delle vicende che la coinvolgono personalmente, ma temo che non siano proprio del tutto piacevoli.

Domanda per qualche competente: Ma il "revolutionary ramjet motor built around a high compact Continuous Detonation Wave Engine" sarebbe forse una variante aggiornata del "pulsogetto" della V1 tedesca?
@Luca Colombo ha commentato:
Peccato che lercio il disclaimer è bello grosso

Scusa, dove sarebbe il disclaimer? Magari mi succede come quando cerco un oggetto che è proprio sotto il mio naso, ma io non riesco proprio a vederlo. Di sicuro non è "Lo sporco che fa notizia" perchè quello è un sottotitolo che potrebbe stare sotto il nome di una testata seria, o sedicente tale.

Poi concordo (avendolo già detto prima) sul fatto che i titoli di Lercio sono talmente assurdi che solo un fesso potrebbe prenderli sul serio. Diciamo che il disclaimer li metterebbe al sicuro dal punto di vista legale, casomai un Gasparri o un Vasco Rossi decidessero di prendere troppo sul serio un articolo che parla di loro.

il sito non gioca sui nomi "associabili" a siti reali

Ehm....mai sentito parlare di Leggo?

In questo caso, però, è Lercio che rischia di essere infangato dal nome della testata a cui si ispira, visto che Leggo, per l'uso regolare che fa del clickbait e di notizie bufala, è quasi paragonabile ai siti di cui si parla in questi articoli (aggravato dal fatto che è una testata giornalistica).

e il nome del sito stesso ormai è sufficientemente noto per non provocare danni.

Più che il nome del sito (considerando che i boccaloni non guardano neppure quello) sono gli stessi titoli a far capire che non c'è niente di serio nei propri articoli. Senza contare che molti articoli nemmeno esistono....c'è il titolo e basta :) (proprio perchè sanno che la gente si ferma lì e non va oltre).
Mi scuso con tutti, ma come avrete già capito, dal punto di vista informatico dispongo di tre mani sinistre. La frase sul pulsogetto V1 non c'entra ovviamente nulla, è un pezzo di un'altra discussione che è rimasto attaccato chissà come.
[by Faber vecchio]

Replicante Cattivo
Quelli che criticano questa indagine sono facilmente ascrivibili ad una di queste due categorie, se non entrambe

... o ad altre enne categorie (enne > 1), anche pregiate come gli "ebonsi-like" e i "Mattia Butta-like".

E' improbabile che la fantasia del singolo eguagli quella della realtà.
[by Faber vecchio]

ebonsi
Rischio di diventare seccante

IMO, no.
Poterne leggere tutti i giorni, di commenti tuoi e di articoli come quello sul DU.
Chi prova ad argomentare che i siti bufalari e Lercio.it sono la stessa cosa temo che manchi un filino di onestà mentale...
[by Faber vecchio]

“Gentiloni choc: ‘Gli italiani imparino a fare sacrifici e la smettano di lamentarsi”, scrive Liberogiornale.com, e la notizia (completamente falsa) diventa rapidamente la più letta in Italia, con decine di migliaia di condivisioni sui social network, secondo i dati di Repubblica.

43.000 condivisioni. Su 60 milioni di italiani.
Io dico, per restare alle ultime ore, che almeno 20 milioni di italiani sanno già degli attentati ad Ankara e a Berlino, e altri 20 milioni lo sapranno domattina.

Il dogma diventa rapidamente la più letta in Italia puzza di bufala almeno quanto la "notizia" attribuita a Gentiloni (detto che la fonte è Repubblica è detto tutto).
E comunque non creda neanche lui di essere così importante, neanche si chiamasse Andreotti, Berlinguer o Craxi.
BTW, per forza i boccaloni hanno abboccato: da un individuo che ha promosso la Boschi, invece di licenziarla per quanto ha lavorato male, ti puoi aspettare qualunque uscita. Grande Mannelli :-)

e se queste balle disinformano un intero paese,

Non esageriamo: non penso di essere l'unico italiano che nemmeno sapeva dell'esistenza di liberogiornale.com prima del tuo articolo né che gli italiani siano 60 milioni di coglioni.

creano panico infondato

Beh, addirittura il panico.
Hai un esempio?

o danneggiano qualcuno, fa niente

Idem, hai un esempio?

Se non ti conoscessi da anni potrei indulgere al pregiudizio "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei".
Sta' attento a non farti usare.

Se la signora è preoccupata per l'odio dilagante, insegni ai suoi soci a lavorare come dovrebbero e vedrà che l'odio si dissolve.
Piuttosto, mi auguro che non ci prepari i regali di Natale, Befana, Pasqua e pasquetta pensando che tutti gli italiani abbiano i gusti del suo capo.
Mi bastano e avanzano i problemi al piloro da libagioni natalizie.
Faber,

43.000 condivisioni. Su 60 milioni di italiani.

Su 60 M, però, si vendono 3.542.239 giornali/giorno (Giornalettismo/Audipress). E nel frattempo la notizia falsa ha superato le 100K condivisioni.

Concordo con il tuo ragionamento, ma le proporzioni sono un po' diverse da quelle che citi. In altre parole, la bufala-Gentiloni può avere un peso mediatico significativo.


Non esageriamo

Quando parlo di "queste balle", mi riferisco all'intero ecosistema delle notizie bufala. Nel loro complesso, sì, disinformano un intero paese, perché se i meterologi vengono inseguiti per strada dagli sciachimisti, le cui tesi approdano tredici volte a Camera e Parlamento, se le vaccinazioni calano, se si diffondono allarmi sismici infondati o allerte per alluvioni fandonia (Ilmeteo.it e compagnia), i danni sono molto concreti.


Sta' attento a non farti usare.

Ci sto stando molto più attento di quanto ti possa dire o quanto tu possa immaginare.


Se la signora è preoccupata per l'odio dilagante, insegni ai suoi soci a lavorare come dovrebbero e vedrà che l'odio si dissolve

Puoi anche chiamarla per nome, non è Beetlejuice. Ed è consapevole che anche i suoi "soci" (per usare il tuo termine) fanno parte del problema. Lo ha chiarito al convegno di Montecitorio che ho moderato e anche in altre sedi. Che poi i "soci" capiscano e si comportino da persone civili invece che come cavernicoli, questo è tutto da vedere.
Quello che non capisco è perché per paura "che poi censurano le notizie vere" accettiamo come normale il fatto che ci siano quasi solo fake
Avviso ai naviganti: segue (se Paolo lo accetta) un papirone sostanzialmente basato sul "ah, secondo me...". Comunque nessuno è obbligato a seguire le mie elucubrazioni.

E cominciamo dall’inizio.

A chiunque puó capitare (e difatti capita) di trovare in rete cose, che lo fanno sbottare, “questo non dovrebbe essere permesso!” Peraltro, l’indignazione è spesso e volentieri dipendente dalle mentalità, dall’educazione/formazione e dagli interessi personali di ciascuno. L’inchiesta di cui stiamo parlando può ricadere in questa categoria per molti, ma personalmente mi lascia abbastanza indifferente: trovo invece molto ma molto meno tollerabile che ci siano in giro individui, e anzi vere e proprie organizzazioni, che speculano sul dolore e sulla sofferenza altrui lanciando assurde campagne contro le vaccinazioni, e suggerendo che tutte le malattie possono essere curate ricorrendo alle idee di un mentecatto di due secoli fa o di uno attuale, usando il bicarbonato o i fiori, oppure (ma ahimé riservato alle rappresentanti del gentil sesso) infilandosi medagliette della Madonna nella vagina.

Detto questo, il problema, come diceva qualcuno, è “Cosa fare?”

Il lavoro di risoluta denuncia svolto da Paolo e altri, ben al di là dei limiti di questa inchiesta, è di grande importanza e pienamente accettabile (anche se non condivido alcune delle idee di Paolo e certi suoi atteggiamenti, ma questo non c’entra). Ma la cose si fanno decisamente più opache quando si comincia a parlare di “fake news” (definite come tali in base al giudizio esclusivo dei “powers that be”), o si dice “qualcuno dovrebbe fare qualcosa”, o addirittura – come è purtroppo avvenuto in questa discussione – si tira in ballo il governo.

Paolo è senza dubbio – lo ha detto e ripetuto, e gli credo – perfettamente al corrente della suddetta opacità in agguato, e della necessità di mantenere una ben chiara linea di separazione. Temo però che alcuni dei partecipanti a questa discussione, pur se in perfetta buona fede, non si rendano conto di cosa stiano invocando.

Personalmente, vedere i siti antivaccinisti o “bicarbonatisti” chiusi d’autorità, e i loro titolari sbattuti in galera a tempo indeterminato, non mi farebbe perdere né il sonno e né l’appetito; anzi, probabilmente tirerei fuori un paio di buone bottiglie, nunc est bibendum. Però non mi auguro affatto una cosa del genere (se non nei limiti di reati ben precisi, come la truffa o la circonvenzione d’incapace), perché mi rende perfettamente conto di cosa succederebbe se si desse davvero a qualcuno – non importa se magistrato, poliziotto o uomo politico – il potere di fare una cosa del genere. Non ci si fermerebbe certo ad eliminare i siti che possono dar fastidio a me, a Paolo o a Pinco Pallino: si arriverebbe inevitabilmente, e prima piuttosto che dopo, al “Ministero della Verità” e alla censura (possibilmente preventiva, ma altrimenti repressiva) su qualsiasi tipo di informazione o commento che dia fastidio a chi detiene il potere. Non si tratta di fantasie più o meno complottiste: le cose andrebbero certissimamente così. E quindi, attenzione nell’auspicare certe misure.

Per fare un paragone grossolano, è un po’ come per la lotta alla criminalità organizzata. E’ infatti ovvio come magistratura, polizia e carabinieri dispongano di mappe abbastanza precise circa la consistenza delle varie cosche e i loro appartenenti. E quindi, perchè un fare un ben repulisti, saltando sopra a tutti i garantismi di legge con un colpo deciso, che tagli la mala pianta alla radice? Diciamo, una bella mattina Napoli si sveglia, e trova un paio di centinaio di camorristi impiccati ai lampioni di Via Caracciolo?

Bello, neh? No: perché sappiamo tutti cosa succederebbe dopo, se davvero le FF.OO. fossero autorizzate a comportarsi così. E con le bufale in rete, e più o meno lo stesso.

vi segnalo anche questo sito...http://tgcom24news.com/
@ebonsi
grazie per aver segnalato "consortiumnews", è uno dei siti che fa le pulci in maniera rigorosa (analogo a quanto fa Faligiablu in piccolo). Sono andato a vedermi una delle campagne incriminate, quella di "propornot.com", e concordo che sia inquietante aver lanciato una idea di segnalazione di quel tipo, dove segnalare con la stessa tag siti antivaccinisti, sciachimichisti, ufaroli insieme a quelli pro-Trump (personaggio che non piace nemmeno a me, ma mi inquietano quasi di più certe manovre della Clinton. A questo giro gli statunitensi hanno davvero dovuto scegliere tra peggio e meno peggio), anche nel caso non proponessero notizie false.

Ripeto però che la differenza con questa inchiesta c'è tutta.
Comunque il fenomeno della lotta alle notizie-bufala in Italia è diventato popolare proprio in queste settimane, prima era di nicchia. Ieri sera c'è stato un intervento interessante di Walter Quattrociocchi su RAI Radio1 (sottolineava anche alcuni punti critici del fenomeno bufala-antibufala, tra cui le possibili derive censorie e i rafforzamenti delle convinzioni dei fruitori delle bufale).

Per chi disquisisce su Lercio: non solo è un sito palesemente satirico, adesso ha anche uno spazio fisso (il giornale radio Lercio News) nella trasmissione Radio2 Social Club su RAI Radio2, e una trasmissione dedicata alla redazione di Lercio sempre su RAI Radio 2 il sabato e la domenica pomeriggio. Più sdoganata di così!
[by Faber vecchio]

Paolo Attivissimo
Quando parlo di "queste balle", mi riferisco all'intero ecosistema delle notizie bufala.

Ho capito (prima no).

se si diffondono allarmi sismici infondati o allerte per alluvioni fandonia (Ilmeteo.it e compagnia), i danni sono molto concreti.

Azz... anche questa non la sapevo.
Forse dovrei frequentare anche i siti cazzari :-)

Ci sto stando molto più attento di quanto ti possa dire o quanto tu possa immaginare.

Lo davo per scontato, ma preferisco arrossire oggi che impallidire domani.

Puoi anche chiamarla per nome, non è Beetlejuice.

Vero.
Chiedo scusa a te, ai lettori del blog e a Laura Boldrini.

Ed è consapevole che anche i suoi "soci" (per usare il tuo termine) fanno parte del problema.

Notizia positiva.
Vorrei che Laura Boldrini guadagnasse punti agli oculi miei 'cecati: mi attira come donna e mi incuriosisce come persona, ma ha detto troppe tante sciocchezze abbagliata dal "sessismo" e dal "terzomondismo".
Però "ilfattoquotidaino.it" è ancora attivo... è collegato agli altri siti?
Paolo, vorrei anche segnalarti un altro blogger, si chiama Diego Cajelli, il suo blog è diegozilla.com
Lui ne ha già parlato, di questa cosa, nel gennaio 2015.
http://www.diegozilla.com/2015/01/il-business-dellignoranza-e-dellodio/
Qui non si parlava di network fatti apposta per guadagnare sulle false notizie, ma di siti web che ospitano gratuitamente e offrono servizi pubblicitari, che poi permettono di guadagnare con le bufale ... il giro è sempre lo stesso, poi.
Però Diego proponeva di rivolgersi alle aziende che imprimono i banner pubblicitari, con l'hashtag #avoistabene?
Tipo Wind, Euronics, e altre, metterle in guardia sul fatto che su certi siti c'è la loro immagine
alcune hanno risposto positivamente, altre no ... sostanzialmente credo anche io che la soluzione migliore per combattere le news fittizie, sia quella di toccarle sul portafoglio in modo da renderle meno convenienti economicamente.
Politica o non politica, sarà cambiata la fruizione dei mezzi con cui comunichiamo, ma la testa dell'essere umano è rimasta uguale a sempre; la superstizione c'è sempre stata, con la differenza che una volta non c'era la scienza che potesse smontarla.
Per cui, se la testa umana non è cambiata nei secoli, sarebbe bene agire per fare in modo che la superstizione, la falsità e l'antiscienza siano sconvenienti a livello politico ed economico.
Anch'io sono stata mio malgrado oggetto di clickbaiting + fake news questa primavera, e sia David Puente sia Michelangelo "maicolengel" di bufale un tanto al chilo, hanno dato voce alla mia lettera inviata come rettifica a un articolaccio che Ilgiornale ha pubblicato in merito a una mia presunta, mai svolta, intervista sul canone rai e i non vedenti.
http://www.debunking.it/2016/05/la-disinformazione-de-il-giornale-la-rai-fa-pagare-il-canone-pure-ai-ciechi-ma-la-notizia-e-del-2009/

http://www.butac.it/giornale-canone-rai-ai-ciechi/

E vi assicuro che di danni, nei miei confronti, quell'articolaccio -ancora presente on line
su ilgiornale- me ne ha fatti parecchi. Solo io so le telefonate, mail, commenti, messaggi di INSULTI che ho ricevuto.
Insulti che mi sarei anche meritata qualora l'intervista fosse stata vera (secondo il giornalista io avrei sostenuto che per un cieco il televisore "è un soprammobile") cosa che per me, che lavoro proprio nel settore ICT, sarebbe tagliarsi la zappa sui piedi. Non puoi essere accessibility consultant in un'azienda ICT e poi dire una cosa del genere sui media...

Poi tra l'altro l'ufficio legale de ilgiornale ha sostenuto pure che io non fossi assolutamente identificabile (peccato che di elena non vedente a treviso che in passato ha preso posizione sul canone rai, ci sia solo io)
a loro però che la tecnologia abbia fatto passi da gigante dal 2009 ad ora, non è importato
Per le bufale mediche, il punto è lo stesso: vanno stroncate economicamente, più che moralmente.

Attendo parte due.
:)
L'articolo dice "l’obiettivo di questo ciclo di indagini [...] non è la censura, ma la segnalazione al grande pubblico dell’esistenza di un business della bufala, socialmente pericoloso e poco conosciuto" però poi leggo su Repubblica:
Attivissimo: ''Responsabilità dei social network? Molta, perché non compie vigilanza (pur avendo gli strumenti tecnici per farlo) e anzi spesso incamera parte dei guadagni''

Quindi qual è la posizione dell'autore: pro o contro la censura? E' Repubblica che scrive una fake news?
Marco,

La mia posizione è contro la censura per le ragioni che spiego qui.

Quello che mi attribuisce Repubblica è corretto: "vigilanza", però, non implica censura. A me piacerebbe che Facebook fosse più attiva nel segnalare una notizia falsa etichettandola come tale (o almeno avvisando "occhio, probabile bufala"), ma senza censurarla.