Il missile che decolla e atterra come nei film di fantascienza

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Il missile spaziale slanciato e aerodinamico che atterra intero e verticalmente sulle zampette è un classico della fantascienza. La realtà ha proposto atterraggi ben differenti e meno cinematografici: di solito si salvano sotto dei paracadute soltanto piccole capsule contenenti l'equipaggio e il resto dell'enorme missile viene buttato via e lasciato a precipitare nell'oceano dopo il decollo. Le eccezioni sono state pochissime: lo Shuttle statunitense, il Buran russo e l'X-37B, per esempio, rientrano (o rientravano) planando come alianti, ma comunque i loro lanciatori venivano scartati, in tutto o in parte, dopo un solo uso (i booster laterali dello Shuttle cadevano in mare con paracadute e venivano riutilizzati).

Di lanciatori veramente riutilizzabili, che atterrino in piedi come nei film di fantascienza, non se ne sono visti, a parte il progetto DC-X (Delta Clipper) degli anni Novanta. Stavolta ci riprova SpaceX, che ha già al proprio attivo il primo volo commerciale di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale. A dicembre scorso il suo Grasshopper, che vedete nei video qui sotto, si è sollevato dalla rampa di lancio e poi è atterrato verticalmente in un solo pezzo.

Non lasciatevi ingannare dall'assenza di riferimenti dimensionali: questo missile è grosso. È alto circa 30 metri e si è sollevato di 40; la macchiolina che vedete qui accanto, evidenziata dalla freccia, è un manichino di un cowboy in grandezza naturale, messo lì semplicemente perché alla SpaceX sono dei burloni.

Certo, quaranta metri sono solo un piccolo passo rispetto all'intento finale, che è quello di creare un lanciatore multistadio in cui almeno il primo stadio atterra intatto e viene riutilizzato, riducendo fortemente i costi rispetto agli attuali lanciatori usa e getta. Ma riuscire a tenere in equilibrio una matita alta trenta metri è già una sfida tecnica notevole.




Questa è un'animazione delle intenzioni finali di SpaceX: staremo a vedere per scoprire quanto siano realistiche. Il consumo di propellente per il rientro a motore del secondo stadio e della capsula sembra perlomeno stravagante.

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Commenti
Commenti (41)
Mi domando: ma non sarebbe più conveniente farli ammarare entrambi (ma anche tutti e tre) appesi ai paracadute?
beh, piú che il *consumo* di carburante stesso la cosa piú bizzarra sia che abbiano voglia di portarsi dietro tutto quel carburante e relativa massa; a meno che non sia una specie di riserva, in caso le cose non vadano bene nello spazio e occorra muoversi a motore - e allora probabilmente devono in qualche modo liberarsi del carburante per non rischiare incidenti e incendi all'atterraggio.
[quote]Mi domando: ma non sarebbe più conveniente farli ammarare entrambi (ma anche tutti e tre) appesi ai paracadute?[/quote]
Ci hanno provato, ma si sono resi conto che ci sarebbe voluto troppo per rimetterli in sesto: i danni da impatto e da corrosione del sale erano troppo grandi. Musk vuole un apparecchio riusabile nel giro di pochi giorni.
Tra l'altro spacex non e' l'unica a scommettere su vettori riutilizzabili. Jeff Bezos (fondatore di Amazon) con la sua Blue Origin ha gia' costruito e fatto "saltellare" un prototipo qualche tempo fa: https://www.youtube.com/watch?v=NANePoo_p30
Una cosa e' certa: nel terzo stadio che atterra pieno di carburante io non ci entrerei per nulla al mondo. Neanche se avesse un paracadute come soluzione alternativa.
ma.. ci sono tante incognite...
come fanno a decelerare arrivando di punta.. poi nel video staccano e arrivano di "culo" .. !
[quote]Una cosa e' certa: nel terzo stadio che atterra pieno di carburante io non ci entrerei per nulla al mondo. Neanche se avesse un paracadute come soluzione alternativa[/quote]
Be', potresti dire la stessa cosa di un qualsiasi aereo di linea. Non e' che atterrano sempre con il serbatoio vuoto. Cmq, hanno gia' detto che il paracadute ce lo avranno per sicurezza aggiuntiva.

[quote]come fanno a decelerare arrivando di punta.. poi nel video staccano e arrivano di "culo"[/quote]
Girarsi in volo non mi sembra particolarmente complicato tutto considerato.
Sarebbe molto più efficiente se calasse per mezzo di paracadute usando getti per la direzionalità e solo in ultimo il motore principale per l'atterraggio dolce evitando quindi l'impiego di energia per mantenere la discesa lenta.
Ma se non lo hanno previsto evidentemente un motivo ci sarà.
Comunque in tutto questo la vera notizia è che sotto le feste per la prima volta in vita mia ho affumicato il salmone ed è venuto buono buono...
ma non è che il cowboy possa essere una semicitazione del Dottor Stranamore? Mi pare che che nella scena finale il militare a cavalcioni della bomba atomica in caduta sventolasse il cappello da cow boy
Millennium Falcon è sempre più vicino
Quanto a girarsi in volo, lo facevano già le mercury. Sui voli orbitali e sub-orbitali arrivavano ovviamente su "di punta" ma poi rientravano "di culo" :-P
Sulla terra l'atmosfera è un bel freno economico, trovo difficile pensare che venga sostituito così. Su Marte invece ... sarebbe tutt'un altro discorso.
concordo. mi pare una stupidata.
fare un rientro full powered significa doversi tirar dietro tutto il carburante per la decelerazione e per il controllo, visto che non sono forze aerodinamiche. che fai raddoppi il peso al decollo solo per tornare indietro??
non l'hanno fatto manco per curiosity, e con tutto che se ne sono fregati di recuperare gran parte del vettore e la gravità di marte è ben inferiore alla nostra. piuttosto fai un rientro a zero speed appeso ad un paracadute fino a 100 metri da terra e poi tiri fuori le zampe rallentando a motore solo per l'ultimissimo tratto.
ma in ogni caso la vedo una complicazione assurda.
no, a mio parere l'unica via per un vettore riutilizzabile è lo "spazioplano", evolvendo il concetto dello shuttle, o meglio ancora del buran, o anche qualcosa di simile a quello di rutan.
prima di tutto fai una salita aerodinamica finchè puoi (perchè chiedere a due booster di fare il lavoro che l'aria fa gratis?...), poi appicci i razzi e fai la seconda tratta. a quel punto per rientrare, visto che che una full feathered dalle velocità orbitali non sarebbe fattibile, ti rallenti a razzo fino alla velocità di ricaduta, paracadute subito per non andare in rientro balistico o completamente aerodinamico (con tutte le conseguenti rogne che c'ha dimostrato lo shuttle, che alla fine costava di più da risistemarlo per un nuovo lancio che non costruire un razzo nuovo...), ed appena le velocità sono sufficienti a non incenerirti via paracadute e giù in planata.
al massimo ci perdi il paracadute.
d'altra parte le prime idee di navetta riutilizzabile erano su questo concetto, poi la "pigrizia" di proseguire sulle strade battute dalle esperienze gemini-apollo hanno avuto la meglio, ma forse è stata più comodità in un momento storico in cui il primato spaziale andava difeso di settimana in settimana che non la vera possibilità di scegliere la soluzione "migliore".
altra strada, paracadute e schermo ablativo prima della planata: al massimo ci perdi l'ablativo, ma se l'alternativa è rischiare la pelle ogni volta con le piastrelle dello shuttle, mi sembra un buon cambio. anche perchè, sì, fichissime le piastrelle, ma erano così fragili che metterle proprio in cima ad una bomba da 760 tonnellate forse non era una buona idea...

vabbè, d'altra parte i soldi non sono miei, sono qui e non alla nasa, quindi magari han ragione loro... :)
@ Epsilon
… la vera notizia è che sotto le feste per la prima volta in vita mia ho affumicato il salmone ed è venuto buono buono...

Ottima notizia veramente.
E come? materiale di base? l'hai appeso in alto nella cappa del camino? hai fatto una camera a fumo? legna usata?
Spiegazioni, please.
@nova77 ha commentato: "Girarsi in volo non mi sembra particolarmente complicato tutto considerato."

Infatti alcuni caccia sono dotati di un sistema di controllo vettoriale della spinta che modificando l'inclinazione degli ugelli consente loro di "girarsi in volo".
Ah dimenticavo, utilizzo firefox 17.0.1 e nonostante abbia seguito la guida di paolo ho problemi con il quote
@StoneD
Sì, hai ragione.
Accidenti, potrebbe essere veramente una citazione. In tal caso, i miei complimenti all'ideatore.
[quote] no, a mio parere l'unica via per un vettore riutilizzabile è lo "spazioplano", evolvendo il concetto dello shuttle, o meglio ancora del buran, o anche qualcosa di simile a quello di rutan.
prima di tutto fai una salita aerodinamica finchè puoi (perchè chiedere a due booster di fare il lavoro che l'aria fa gratis?...), poi appicci i razzi e fai la seconda tratta.[/quote]
Questa e' simile ad una domanda posta a Musk alla Royal Aeronautical Society (se non erro). La sua risposta e' stata che vuoi cercare di uscire dall'atmosfera il prima possibile, ed il pezzetto in cui puoi sfruttarla e' davvero poco in confronto al totale del viaggio per andare in orbita. Loro dicono che hanno fatto i calcoli e l'hardware necessario aggiuntivo non valeva la candela.

E' vero che devi portarti dietro il carburante, ma il segreto sta nel creare motori che sono sufficientemente efficienti da lasciare un margine per il cargo. Non dimentichiamoci che la maggior parte dei lanci "moderni" usano motori disegnati (ed in alcuni casi anche costruiti!) 40 anni fa!
"E' vero che devi portarti dietro il carburante, ma il segreto sta nel creare motori che sono sufficientemente efficienti da lasciare un margine per il cargo. Non dimentichiamoci che la maggior parte dei lanci "moderni" usano motori disegnati (ed in alcuni casi anche costruiti!) 40 anni fa! "

E c'è un ottimo motivo, per questo uso di "vecchi" motori. C'è ben poco margine di gioco, per migliorare l'efficienza di un motore razzo; dato un certo peso da portare in orbita, serve una certa spinta, che per essere sviluppata nei tempi utili richiede tot tonnellate di un certo tipo di propellente, PUNTO. L'unico modo per modificare in modo significativo i termini di questa equazione consisterebbe nello sviluppare propellenti ancora più energetici di quelli attuali - cosa concepibile in teoria, ma di cui nessuno vuol sapere per le ovvie problematiche di sicurezza.

La fine della storia è che farebbe certo piacere pensare che la NASA e i Russi hanno perso decenni con i loro "vecchi" sistemi, e adesso arriva un privato che, oplà, fa la pensata mascula e ci apre le porte delle orbite a basso costo. Purtroppo, le probabilità che questo sia vero sono in pratica indistinguibili dallo zero assoluto.

Il concetto di uno spazioplano in grado di entrare in orbita, uscirne e rientrare a Terra in un pezzo unico è semplicemente non fattibile con gli attuali sistemi di propulsione. Bisognerebbe/bisognerà aspettare l'antigravità, la propulsione nucleare, o cose del genere.

Ci stiamo arrivando, basti pensare ad esempio allo spaceshipone... Non è una cosa che si può fare entro domani ma a breve sicuramente.
[quote]E c'è un ottimo motivo, per questo uso di "vecchi" motori. C'è ben poco margine di gioco, per migliorare l'efficienza di un motore razzo; dato un certo peso da portare in orbita, serve una certa spinta, che per essere sviluppata nei tempi utili richiede tot tonnellate di un certo tipo di propellente, PUNTO.[/quote]
Quindi mi stai dicendo che negli anni 60 abbiamo raggiunto il pinnacolo della tecnologia dei razzi e non v'e' spazio per miglioramento? Nonostante gli sviluppi tecnici e scientifici su materiali, metodi di design e simulazione? Scusami, ma mi pare una bella vaccata.

Il motivo per cui hanno smesso di ricercare e' che l'industria si e' fossilizzata su tecnologie provate (Orbital Sciences usa l'NK-33: un motore *costruito* in Siberia dai sovietici negli anni '60!) perche' non hanno incentivi finanziari a sviluppare qualcosa di meno costoso e piu' efficiente. Certo, il cavallo e' davvero un mezzo di locomozione affidabile, ma dagli qualche anno e quei trabiccoli a quattro ruote prenderanno il sopravvento!
fanno prima ad usare uno spazioplano con i motori SABRE
Vedi Skylon
"Quindi mi stai dicendo che negli anni 60 abbiamo raggiunto il pinnacolo della tecnologia dei razzi e non v'e' spazio per miglioramento? Nonostante gli sviluppi tecnici e scientifici su materiali, metodi di design e simulazione?"

Sì, sto dicendo questo ed è così. Il fattore principale per l'efficienza di un motore razzo è l'impulso specifico, che per semplificare è funzione della velocità dei gas all'uscita dell' ugello - velocità che dipende sopratutto dalle caratteristiche del propellente. Tutto quello che poteva essere studiato e fatto per altri aspetti (forma e dimensioni dell' ugello, pressioni in camera di cecc.), lo si è già studiato e fatto.

Per chi capisce l'inglese tecnico, questa pagina fornisce una valida presentazione di queste problematiche.

http://en.wikipedia.org/wiki/Rocket_engine
>Quindi mi stai dicendo che negli anni 60 abbiamo raggiunto il pinnacolo della tecnologia dei razzi e non v'e' spazio per >miglioramento? Nonostante gli sviluppi tecnici e scientifici su materiali, metodi di design e simulazione? Scusami, ma mi pare >una bella vaccata.

invece purtroppo è così. ha ragione ebonsi.
tu parli di efficienza, ma la verità è che l'efficienza di un motore a razzo è decisamente alta. hanno tentato di raschiare il fondo del barile con le configurazioni aerospyke, ma più in là di tanto non si va.
il limite è proprio nella densità energetica dei combustibili, ma anche lì, finchè restiamo sulle reazioni chimiche siamo a pallino. quindi, o si va sul nucleare, ed anche lì non sarebbe semplice convertire l'energia liberata anche dalla strucidissima annichilazione o dalla fusione, semmai ci arrivassimo, o si aspetta di trovare un escamotage per far fuori la gravità, ma anche in questo caso ho brutte notizie, visto che le ultimi opinioni al riguardo sono che si tratta di un... "effetto secondario"... una specie di forza centrifuga, per capirci... anche il tanto cercato bosone di higgs ha lasciato un po' tutto con un palmo di naso, perchè sì, l'han trovato, ma mica come si pensava, anzi...


>La sua risposta e' stata che vuoi cercare di uscire dall'atmosfera il prima possibile, ed il pezzetto in cui puoi sfruttarla e' >davvero poco in confronto al totale del viaggio per andare in orbita. Loro dicono che hanno fatto i calcoli e l'hardware >necessario aggiuntivo non valeva la candela.

mah...
sì, è vero al massimo la sfrutti per 25 km su 300 che devi farti, ma sono i 25 km in cui la densità è maggiore (la densità non si distribuisce linearmente con la quota...). e per sollevare da terra a velocità zero 25 tonnellate di roba finisce che ne devi sollevare altre 1000 di carburante. a sollevare 25 tonnellate di carico usando la portanza di due ali praticamente basta un md80, non so se mi spiego. quindi te ficchi 25 tonnellate nel tuo md80 (magari qualcosa di simile un po' più figo... :D :D :D ) lo fai decollare semivuoto e lo porti a 15 km. rifornimento in volo, lo porti a mach 1, spegni i ventoloni ed appicci i razzi andando su in verticale. l'hai sfruttata per poco, ma parti bello lanciato, senza inerzia e senza resistenza aerodinamica.

però, se han fatto i calcoli... certo mi fa pensare la frase "vuoi uscire in fretta dall'atmosfera", come se il problema fosse l'atmosfera. non mi risulta che i supermegatomiwattesplosoni che devono tirar fuori i booster servano a superare la resistenza dell'aria... ri-bah...
E' che il rientro senza carburanti & comburenti di sorta è infinitamente più sicuro... Sai com'è la roba che brucia ha anche la seccante tendenza ad esplodere... Penso che un sistema di recupero del razzo magari che ne so, paracadutandolo (come suggeriva Giako), anche in pezzi, sarebbe più sicuro che non rientrare a serbatoi semipieni...
[quote]Sì, sto dicendo questo ed è così. Il fattore principale per l'efficienza di un motore razzo è l'impulso specifico, che per semplificare è funzione della velocità dei gas all'uscita dell' ugello - velocità che dipende sopratutto dalle caratteristiche del propellente.[/quote]
Okay, mi pare ci siano 3 elementi in gioco qui:
1. Fisica dell'ugello. Ben studiata e forse siamo alla fine nella linea qui, anche se non escluderei possibili miglioramenti. Basti pensare alle nuove caratteristiche fisiche dei metamateriali prima considerate impossibili, o al gia' citato NK-33 che usava metallo corrugato per aumentare le performance. E' un errore basare i limiti su modelli semplificati.
2. Caratteristiche del propellente: siamo ben lontani da sfruttare tutta l'energia dei propellenti chimici, vedi anche (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Specific-impulse-kk-20090105.png)
3. Peso. Mi pare che sia stato bellamente ignorato: quando parlavo di nuovi materiali e metodi di produzione mi riferivo anche al fatto che gli sviluppi tecnologici ci permettono (o permetteranno) di ridurre sostanzalmente il peso dei razzi mantenendole o migliorando l'affidabilita'.
[quote]Tutto quello che poteva essere studiato e fatto per altri aspetti (forma e dimensioni dell' ugello, pressioni in camera di cecc.), lo si è già studiato e fatto.[/quote]
Benche' trovi anche affermazione palesemente ingenua, cio' non toglie che ci sono altri elementi che potranno contribuire alla realizzazione di razzi riutilizzabili. La stessa pagina di wikipedia che citi pone il motore di spacex (merlin 1D) in cima alla categoria thrust-to-weight, e stanno gia' lavorando ad un successore!

Cmq alla fine la mia personale opinione e' che grasshopper di spacex ha fifty-fifty chances di successo. Sono gia' riusciti dove moltissimi hanno fallito ed a costi estremamente ridotti: qualche calcolo sembrano in grado di farlo pure loro.
Correzione: il thrust-to-weight ratio del Merlin *non* e' al top della categoria, ma semmai dimostra che per quel che riguarda i carburanti chimici c'e' ancora spazio di manovra.
La discesa a motore è indispensabile dove non c'è una atmosfera sufficientemente densa da rallentare l'astronave (Luna o Marte ad es.); un vantaggio è che si può fare il rientro con decelerazioni e velocità controllate e si "risparmia" sullo scudo termico e poi per ripartire basta "rifare il pieno".
"Quindi mi stai dicendo che negli anni 60 abbiamo raggiunto il pinnacolo della tecnologia dei razzi e non v'e' spazio per miglioramento? Nonostante gli sviluppi tecnici e scientifici su materiali, metodi di design e simulazione? Scusami, ma mi pare una bella vaccata."

Il problema e' che o si individua un nuovo carburante, oppure i miglioramenti possono essere solo marginali... Niente legge di Moore insomma. Infatti il costo per mettere 1 Kg in orbita si e' ridotto del 50% in 10 anni (dal 1990 al 2000), per poi rimanere costante. Non e' poco, ma non e' certo quella riduzione al 10% che ci vorrebbe per cambiare le carte in tavola e rendere i voli orbitali alla portata di nuovi business.

F e E. dixit: "concordo. mi pare una stupidata."

mi stupisco sempre quando leggo frasi cosi'. Chiunque ha il pieno diritto di esprimere opinioni, per carita', ma non ti sembra che liquidare cosi' un'impresa in cui c'e' gente assolutamente geniale che mette un sacco di quattrini possa sembrare un tantino supponente? :) Elon Musk i suoi conti se li sa fare. L'ha dimostrato piu' volte (PayPal, Tesla Roadstar, Falcon 9). Puo' sbagliare questa volta, ma eviterei di affermarlo prima di 6 mesi di studio profondo di tutti i dettagli tecnici del progetto sulla base di un PhD in Ingegneria Aerospaziale.

Lui ritiene che mentre uno spazioplano tipo Space Shuttle sia poco conveniente a causa dell'aerodianmica necessaria, che lo rende pesante, delicato, e difficile da mettere in orbita (e infatti ogni SRB da solo basterebbe a mettere in orbita una capsula con 6 astronauti a bordo), riciclare il solo primo stadio, che - va precisato - al contrario dello Space Shuttle compirebbe solo un volo suborbitale, potrebbe risultare un modo per consentire di abbassare significativamente il costo della messa in orbita di un payload.

Non so se avra' ragione lui o continueremo con i vettori usa e getta, ma sicuramente e' un tentativo da compiere prima o poi, e infatti ci stanno provando in molti. Chi vivra' vedra'. Ricordiamoci comunque che mettere in orbita 80 tons e riportarle a terra, e compiere un volo suborbitale ad un vettore sono due problemi di complessita' ENORMEMENTE differente.

saluti

Mah, non so che dirvi, non mi convince...
@nova77:
>Peso. Mi pare che sia stato bellamente ignorato: quando parlavo di nuovi materiali e metodi di produzione mi riferivo anche >al fatto che gli sviluppi tecnologici ci permettono (o permetteranno) di ridurre sostanzalmente il peso dei razzi >mantenendole o migliorando l'affidabilita'.

probabile, ma il grosso problema non è tanto il peso del razzo, quanto il peso del combustibile, e per di più il fatto che ti devi pure portar dietro l'ossidante, e se volessimo fare anche solo il conto della vespa con testa da 150cc e 15 pari, siamo a 14:1. :D



@pgc:
>mi stupisco sempre quando leggo frasi cosi'. Chiunque ha il pieno diritto di esprimere opinioni, per carita', ma non ti >sembra che liquidare cosi' un'impresa in cui c'e' gente assolutamente geniale che mette un sacco di quattrini possa >sembrare un tantino supponente? :) Elon Musk i suoi conti se li sa fare. L'ha dimostrato piu' volte (PayPal, Tesla Roadstar, >Falcon 9). Puo' sbagliare questa volta, ma eviterei di affermarlo prima di 6 mesi di studio profondo di tutti i dettagli tecnici >del progetto sulla base di un PhD in Ingegneria Aerospaziale.

senz'altro supponente, se fossimo tutti qui a prender le cose alla lettera e non a far quattro chiacchere da bar (perchè in fondo questo è...), come sarebbe dovuto essere evidente dal tono molto poco accademico dei miei interventi.
quindi, se ti sembra meno supponente, possiamo imporre l'equivalenza "mi pare una stupidata"="se avessi le orecchie piene di dollari forse non imposterei il problema in questo modo chiedendo le verifiche ai tecnici".

detto ciò, riguardo a Musk, ne ho grandissimo rispetto. il ragazzo ha le palle ed è coraggioso.
tuttavia non è che sia il mida de noartri. la tesla, che tu citi, si è salvata per il rotto della cuffia e solo grazie a consistenti finanziamenti da parte del governo americano, perchè la roadster era arrivata a costargli più in produzione del prezzo a cui la vendeva. si è rimesso in carreggiata, ma è stata davvero una "bumpy ride".

il falcon 9 deriva un buon 80% di tecnologia da materiale nasa, compreso lo scudo termico, che loro ovviamente dicono di aver "sviluppato e migliorato" (e 'sti cazzi..) ma che prende le mosse dal solito scudo del mercury...
per di più, anche gli sviluppi e le migliorie sono stati fatti a braccetto con la nasa, con cui praticamente si è stabilito un rapporto del tipo "il governo vi ha tagliato i fondi. noi abbiamo i soldi, voi avete il know-how: che volemo fa'?".

poi, è vero che non ho studiato "a fondo tutti i dettagli tecnici", ci mancherebbe, e per questo come ho detto stiamo facendo chiacchere da bar, ma le sciocchezze che scrivo sono pur sempre basate su una formazione professionale in campo aeronautico, per quel poco che può contare...
di certo col fior fiore di fisici, ingegneri e tecnici che si sta pagando dubito che stiano prendendo cantonate mostruose, anzi, ma proprio sulla base delle sue altre esperienze ho la sensazione che imposti le scelte su soluzioni sempre piuttosto conservative...



Qualsiasi settore tecnologico è comunque sempre aperto a possibili miglioramenti, e i motori razzo non fanno eccezione. Il problema è che al di là di certi limiti, ogni minimo miglioramento nelle prestazioni e/o nell'affidabilità finisce per costare uno sproposito (in soldi e/o nell'impatto su altre caratteristiche), e quindi essere sempre meno conveniente e giustificabile.

Il motori razzo sono appunto in questa situazione: dei miglioramenti sono (forse) teoricamente concepibili, ma la curva prestazioni/costi si è fatta estremamente ripida. Per voler credere che Musk o chiunque altro possa uscirsene con una qualche innovazione rivoluzionaria nella propulsione a razzo, che renderebbe di colpo fattibile, ragionevolmente sicura ed economicamente conveniente una soluzione, che TUTTI i paesi e le agenzie che si sono occupate e si occupano di programmi spaziali hanno sempre scartato, bisogna prima convincersi che le leggi della fisica possano essere cambiate a piacere.
@F. e G.
se avessi le orecchie piene di dollari...

Ma che schifo!!!
Preferirei non avere a che fare con uno che si ficca dollari nelle orecchie!
... ma con uno che è pieno di dollari fino alle orecchie...

Si scherza ovviamente :-D
Ho letto un sacco di discussioni tecniche, ma a nessuno ha rivissuto i pomeriggi trascorsi nei cinema parrocchiali a vedere i b-movie di fantascienza comprando le liquirizie ripiene di E123? Oppure sono troppo vecchio?
nessuno ha rivissuto i pomeriggi trascorsi nei cinema parrocchiali a vedere i b-movie di fantascienza comprando le liquirizie ripiene di E123? Oppure sono troppo vecchio?

Al mio cinema la fantascienza non andava molto... di più roba tipo "Ercole contro i tiranni di Babilonia" o "Ti-Koyo e il suo pescecane" (visto tre volte).

Le nostre liquirizie però erano cave... era un godere succhiarci la gazzosa.

"Per voler credere che Musk o chiunque altro possa uscirsene con una qualche innovazione rivoluzionaria nella propulsione a razzo, che renderebbe di colpo fattibile, ragionevolmente sicura ed economicamente conveniente una soluzione, che TUTTI i paesi e le agenzie che si sono occupate e si occupano di programmi spaziali hanno sempre scartato, bisogna prima convincersi che le leggi della fisica possano essere cambiate a piacere."

io non sarei cosi' drastico. L'obiettivo di SpaceX e' di ridurre il costo delle missioni spaziali ad 1/20 di quelle attuali non attraverso soluzioni di per se' rivoluzionarie, ma attraverso una gestione diversa del progetto.

Per esempio usando un design che permette di usare le stesse macchine per la saldatura per tutti i moduli, scalando la tecnologia per ottenere vettori piu' potenti ma senza cambiare il concetto iniziale (addirittura il primo e il secondo stadio del Falcon 9 usano piu' o meno lo stesso motore), utilizzando un pintle injector (utilizzato anche nell'Apollo LM), riciclando alcuni componenti come la capsula Dragon che puo' essere riutilizzata, costruendo tutto nello stesso luogo e riducendo all'osso le spese non essenziali. Fino a scelte (molto discusse) come l'impiego di computer non radiation-hardened, che recentemente hanno dato problemi, durante la permanenza nello spazio (alcuni computer di bordo hanno mostrato malfunzionamenti).

E' un po' come il passaggio dal modello artigianale nella costruzione di auto alla linea di montaggio. Anche in quel caso il disegno di base rimaneva lo stesso ma cambiava la gestione della costruzione. Comunque sparare a zero contro gli innovatori e' facile almeno quanto farsi illudere che tutto quello che fanno vada bene. Chi vivra' vedra', a meno che non si abbiano le competenze specifiche necessarie per valutare questo percorso.
Mah .... non trovate che un dildo volante come vettore sia un po' inappropriato ??
Rebecca,

le forme sono dettate dall'aerodinamica e dalle esigenze strutturali. La forma cilindrica è la più adatta per fendere l'aria causando la minore resistenza al passaggio. Se mi passi la battuta, problemi analoghi si risolvono spesso usando forme analoghe.
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Ci riprovo:

Nuovo test in Giugno: raggiunti 325 m con la nuova sensoristica che consente l'atterraggio di precisione completamente autonomo. Effetto cero-a-caposotto garantito...

[vid-4:3]http://www.youtube.com/watch?v=eGimzB5QM1M[/vid]

Se il video non funziona di nuovo, andate direttamente a: http://www.youtube.com/watch?v=eGimzB5QM1M.