skip to main | skip to sidebar
70 commenti

Antibufala: attenti ai portachiavi in regalo, hanno il microchip che spia! [UPD 2012/12/18]

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “goat” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

ATTENZIONE!!
In questi giorni nelle aree di parcheggio e nei distributori di benzina alcune persone vi regalano gratis portachiavi per la macchina o la moto,
NON ACCETTATELI ASSOLUTAMENTE O BUTTATELI VIA!
Al loro interno c'è un microchip che segnala la vostra presenza in casa, quando uscite loro sono al corrente di dove vi troviate in quel preciso momento e possono entrare nella vostra abitazione senza preoccupazioni.
Questa è l'ultima pensata di alcuni malviventi dell'Est Europa per fare furti nelle nostre case. Da fonte sicura.....

Questo è un esempio del testo dell'allarme che sta rimbalzando su Facebook, via mail e in vari siti Web (come Iovivoaroma e Sicilian.it, segnalati da Matteo, che ringrazio, oppure Noiconsumatori.org). Altre versioni parlano di “criminali romeni” e simili o di “Distributori benzina Slovenia”:

MESSAGGIO IMPORTANTE

Attenzione in questi giorni vengono distribuiti dei portachiavi da essere agganciati all'interno della vostra auto; le persone ve li offrono gratuitamente presso i parcheggi o i distributori di carburante....NON accettateli...essi contengono un microchip all'interno del gadget. Questi delinquenti poi vi seguono fino a casa e vengono a conoscenza dei vostri movimenti per poi effettuare intrusioni e furti. Secondo la Polizia, si tratta di bande di Rumeni.

A prima vista quest'appello è di una stupidità così terminale che verrebbe voglia di negare l'accesso a Internet (e a qualunque cosa più tecnologica di una pietra di selce) a chiunque lo inoltri credendoci. Ma a guardar bene è talmente bislacco che ha un suo fascino morboso, anche perché rivela quanto sia preoccupantemente diffuso il pensiero magico a proposito della tecnologia. Tanta gente vive circondandosi di gadget, dall'apricancello allo smartphone al forno a microonde, ma non ha la più pallida idea di come funzionino. L'esempio classico è quello di chi si lamenta che non vuole le antenne dei cellulari e poi si lamenta che non c'è campo per telefonare.

Pensateci un attimo. Questi ipotetici ladri disseminatori di portachiavi avrebbero una tecnologia che non solo sarebbe degna di James Bond (sensore di presenza più GPS più trasmettitore più alimentazione, tutto dentro un portachiavi), ma costerebbe talmente poco che la regalano. Come funzioni, questa tecnologia, non si sa: ma la notizia arriva “da fonte sicura”. Fonte che però non è specificata. Tanto valeva scrivere “me l'ha detto mio cuggino.” Se avete amici che credono a qualunque cosa sia accompagnata dalle parole “da fonte sicura” e basta, ricordate loro che a Roma c'è una bella fontana che aspetta solo di essere venduta, affarone garantito. Garantito da fonte sicura, s'intende.

Non si capisce come il portachiavi faccia a segnalare la presenza in casa. Come la rileva? Se lo ficco in un cassetto, come fa a sapere se c'è qualcuno in casa? Come trasmette? Che portata ha? Quanto durano le batterie? È mai possibile che ci siano bande di ladri che passano ore a monitorare migliaia di gingilli elettronici in attesa che qualcuno di essi dia il segnale giusto? E questi trasmettitori non causano interferenze, che magari la Polizia Postale o i radioamatori saprebbero rilevare?

Ma soprattutto, perché arrovellarsi e fermarsi a pensare, quando è infinitamente più facile cliccare e diffondere a pioggia qualunque scemenza? Bah.


La “conferma” istituzionale del Canton Ticino è fasulla


Il 18 dicembre mi è stata segnalata una nuova versione che riporta in calce i dati di una dipendente della Sezione della Circolazione del Canton Ticino. Questi dati vengono interpretati da molti come una conferma ufficiale, ma non è così, per cui l'appello non va inoltrato. Ho contattato per chiarimenti la dipendente in questione, che mi ha chiarito telefonicamente di aver semplicemente inoltrato dal posto di lavoro l'appello ricevuto da amici e colleghi, senza compiere alcuna verifica, e di essere stata tratta in inganno dalla fiducia nei colleghi e dalle parole “secondo la Polizia”. Ora le è scoppiato intorno un putiferio.

È molto importante evitare di usare l'indirizzo di lavoro per inoltrare appelli o allarmi, perché si rischia di avallare allarmi in realtà fasulli e di coinvolgere in una bufala o in un falso allarme il nome della propria azienda o dell'istituzione presso la quale si lavora.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Siate civili e verrete pubblicati, qualunque sia la vostra opinione: gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
Commenti
Commenti (70)
Il problema è che in Italia la tecnologia, la tecnica, la scienza hanno un'accezione negativa, pericolosa (in grandissima parte per colpa di Benedetto Croce: http://pensieri-eretici.blogspot.de/2011/10/ne-portiamo-ancora-la-croce.html).
Saluti,
Mauro.
Ehm... Dove si clicca per condividere? ;-)
Di solito basta aspettare che qualcuno esca di casa, per sapere che non è più in casa.
Senza contare, ovviamente, il classico elemento "gli zingari/i romeni/i malviventi dell'est". Questi ladri extracommunitari portano via il lavoro ai tanti onesti delinquenti italiani!
@ djjeck

Troppo semplice. Il tuo metodo non è al passo coi tempi ;)
Ciao Paolo, seguo da moltissimo il blog ed ogni volta che mi trovo davanti un post simile a questo non riesco a fare a meno di domandarmi: ma chi lo scrive, perché lo fa? Le varie bufale, le varie catene di sant'antonio... ma perché? Non riesco proprio a capire cosa spinge determinate persone a perdere il primo tempo ad inventarsi cose simili. Riesco (non senza stenti) a capire chi, fiero ignorante, le condivide o le inoltra, ma chi le crea proprio no.. Magari questo non è la catena più 'assurda' che ho letto qui e forse riesco vagamente a comprendere le ragioni (xenofobia?), ma ce ne sono state tante altre in passato che mi lasciarono senza parole.

Ciao, buona giornata! :)
Perché questi ladri si dovrebbero dare tanto disturbo quando per sapere se sei in casa, al cesso o dal ginecologo basta richiderti l'amicizia su facebook?
Chiesti lumi al Radioamatore: un GPS localizza le posizioni, per inviare serve una trasmittente di dati. Ovviamente, i Radioamatori avrebbero dei disturbi sugli apparati.
Chi è che ha da fare domani? Oggi vado a comprare un po' di portachiavi... :)
Occhio che la fontana di Trevi sta a Roma, non a Trevi (PG)...
Era talmente stupido e insensato, questo appello, che confidavo non avrebbe raggiunto diffusione tale da approdare sul blog di Paolo. Ancora una volta ho sopravvalutato i miei simili...

PS: Se la fontana della quale parli è questa, da come l'hai scritto sembra che sia a TREVI, ma ovviamente non è così :-)
Abito a 500 metri dal confine con la Slovenia e per me (ed altre migliaia di persone) è normale fare rifornimento di carburante oltre confine.
Ovviamente qui da noi circola la versione "distributore di benzina Slovenia".
Ecco la mia risposta ad una conoscente che mi ha girato la versione del portachiavi auto: "Mi si consentita qualche osservazione: 1) chi assicura ai ladri che al portachiavi ci attacco quelle dell'auto e non quelle di casa? 2) il portachiavi potrebbe essere in auto (parcheggiata, guidata dalla moglie, in officina) ed io in casa con una mazza da baseball in mano 3) ma, senza tutta questa improbabile tecnologia, non fanno prima a suonare il campanello per vedere se sono in casa?".-
Aggiungo che da queste parti (Trieste) qualcuno ha pensato bene di ritoccare il messaggio per "valorizzarlo", specificando stazioni di servizio in Slovenia (è abitudine andare oltre confine a fare rifornimento visto che costa di meno).
Ho corretto l'articolo per togliere la stupidata di Trevi che avevo scritto; grazie a tutti quelli che me l'hanno segnalata. Devo smettere di scrivere gli articoli prima del quattordicesimo caffè.
Ovviamente, i Radioamatori avrebbero dei disturbi sugli apparati.
Non vedo proprio perché. Per favore, cerchiamo di non aggiungere altre cavolate tecnologiche ad una cosa che è già di per sé idiota...
Chiesti lumi al Radioamatore: un GPS localizza le posizioni, per inviare serve una trasmittente di dati. Ovviamente, i Radioamatori avrebbero dei disturbi sugli apparati.
Dipende da frequenze e potenze utilizzate.
Per esempio gli rfid (che usano potenze ridicole) non disturbano, ma agiscono su distanze brevi.



E comunque il GPS all'interno non funziona.

Di solito basta aspettare che qualcuno esca di casa, per sapere che non è più in casa.
Non solo ma moltissime persone fanno una vita regolarissima.
Io per esempio (e non ci vuole molto a verificarlo) esco di casa tutte le mattine tra cinque alle otto e le otto e cinque, e non vi rientro mai prima delle sei. Le volte che rientro per pranzo sono talmente poche da essere statisticamente irrilevanti.
E così come me fanno tantissimi operai, impiegati, lavoratori dipendenti. Forse gli autonomi e i liberi professionisti sono meno regolari, ma anche loro hanno delle forme di regolarità (magari hanno un contratto che prevede di essere in un posto tutti i martedì dalle 9 alle 6, quindi alle otto e mezza escono...

Non serve un sensore per sapere se uno è in casa o no, basta un po' di vecchia, sana investigazione...
Trascurando l'aspetto dell'alimentazione (volendo un sistema del genere si potrebbe far funzionare anche per mesi con poca batteria), l'interferenza coi radioamatori c'entra poco, non è detto che la trasmissione debba essere nelle stesse frequenze; inoltre il

sensore di presenza potrebbe non essere necessario, se si ipotizza che chi lo riceve lo metta effettivamente in auto basterebbe un gps. 

Se si volesse davvero fare più che altro secondo me bisognerebbe valutare come acquisire le informazioni in centrale, cioè quanto (e quindi come) l'oggetto deve trasmettere, e quindi quanta area coprire coi dispositivi. Una comunicazione punto-punto richiederebbe antenne troppo grandi oppure costose, sfruttare infrastrutture esistenti come la rete gsm richiederebbe una sim.

Tecnicamente non sarebbe inverosimile, ma la cosa richiederebbe una bella indagine di mercato: assicurarsi cioè che l'oggetto cada in mano a gente che vale la pena svaligiare e che lo usi a dovere, un investimento in pratica.

Il prototipo di italiano benestante moderno è abbastanza boccalone e accattone, non ci sarebbe da stupirsi se il tutto risultasse praticabile.

Trascurando l'aspetto dell'alimentazione (volendo un sistema del genere si potrebbe far funzionare anche per mesi con poca batteria), l'interferenza coi radioamatori c'entra poco, non è detto che la trasmissione debba essere nelle stesse frequenze; inoltre il

sensore di presenza potrebbe non essere necessario, se si ipotizza che chi lo riceve lo metta effettivamente in auto basterebbe un gps. 

Se si volesse davvero fare più che altro secondo me bisognerebbe valutare come acquisire le informazioni in centrale, cioè quanto (e quindi come) l'oggetto deve trasmettere, e quindi quanta area coprire coi dispositivi. Una comunicazione punto-punto richiederebbe antenne troppo grandi oppure costose, sfruttare infrastrutture esistenti come la rete gsm richiederebbe una sim.

Tecnicamente non sarebbe inverosimile, ma la cosa richiederebbe una bella indagine di mercato: assicurarsi cioè che l'oggetto cada in mano a gente che vale la pena svaligiare e che lo usi a dovere, un investimento in pratica.

Il prototipo di italiano benestante moderno è abbastanza boccalone e accattone, non ci sarebbe da stupirsi se il tutto risultasse praticabile.

Riccardo D.O.C. Non vedo proprio perché. Per favore, cerchiamo di non aggiungere altre cavolate tecnologiche ad una cosa che è già di per sé idiota...

Veramente ho chiesto specifiche al Radioamatore e mi ha riferito che se "telecomandi" del genere lavorassero sulle frequenze degli apriporta i disturbi ci sarebbero. Lievi e a breve distanza, ma ci sarebbero.
Chiaramente, appena fai notare la fesseria insita dentro questo appello, i fessi rispondono con la solita frase: "Non so se è vero, anzi spero che sia così. Intanto, nel dubbio, lo condivido".

Quindi loro condividono un appello sperando che sia una cazzata. Beh, sappiate che le vostre speranze sono state esaudite. Anzi, vengono SEMPRE esaudite. Peccato che la figura grama la fate voi.
A proposito: ricordatevi di scrivere su FB per quanti giorni sarete via da casa per le feste. Così i ladri risparmieranno un portachiavi.
Il rischio ad oggi non è concreto, ma lo scenario che l'allarme ipotizza è davvero oggetto di studio da una decina d'anni. La tecnologia c'è, si chiama RFID (Radio Frequency Identification). Le piastrine anti-taccheggio, i chip per gli animali domestici, il Telepass e NFC sono applicazioni di questo tipo di tecnologia. Per chi non lo sapesse, RFID funziona con lettori e tag (etichette) applicate agli oggetti. Il lettore RFID emette un segnale, i tag a portata di comunicazione trasmettono il proprio codice identificativo sfruttando la potenza emessa dal lettore stesso, tramite modulazione di carico o riflessione. Perciò (molto teoricamente) con un tag RFID nel "portachiavi" un malintenzionato, appostato sotto casa con un lettore, potrebbe capire se il proprietario è nei paraggi o no. Non occorrono né GPS né sensori particolari. Entrambe le varianti dell'appello in questo senso sono astute, perché parlano genericamente di "microchip". La seconda variante descrive meglio il meccanismo, nella prima è falso che "quando uscite loro sono al corrente di dove vi troviate in quel preciso momento", i ladri possono solo sapere che il proprietario non è in casa.

I tag RFID passivi (privi di alimentazione) sono molto economici (un euro o meno), ma hanno una portata limitata, da qualche centimetro a qualche metro (a seconda dello standard di riferimento, da cui dipendono frequenze, potenze e schemi di trasmissione). Quelli attivi estendono la portata di lettura sfruttando potenza propria (funzionano a batteria) ma costano un po' di più, diciamo sulla decina/ventina di euro. I lettori sono costosi (nell'ordine dei mille euro), ma ne basta uno. Si può anche modificare il lettore per emettere una potenza maggiore di quella standard e così ampliare il raggio di comunicazione; ci sarebbero interferenze con altre trasmissioni radio, ma per testare la presenza o assenza di un singolo tag basta attivare il lettore per una frazione di secondo o pochissimi secondi al massimo.

Come potete leggere qui http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.75.5340&rep=rep1&type=pdf sono molti, in teoria, i rischi per la privacy, compreso quello della rilevazione di presenza (o assenza) domestica. Perciò numerosi ricercatori si occupano di incrementare la sicurezza dei sistemi RFID, ma anche di capire mediante opportune sperimentazioni fino a che punto i pericoli paventati siano concreti o solo ipotetici. Intanto si trovano regolarmente in commercio kit per la rilevazione di presenza domestica, venduti per fini innocenti, come questo: http://www.iautomate.com/products/HomeSeer-2.0-RFID-Starter-Kit.html

Nel caso specifico, un sistema del genere tecnicamente potrebbe anche funzionare (benché l'affidabilità di RFID degradi sensibilmente con l'aumento della distanza o in presenza di schermatura causata da superfici metalliche o liquidi), ma da solo non dà un vantaggio decisivo al ladro. Ad esempio, se più persone abitano in casa, bisognerebbe dotare ognuna di un "portachiavi" per essere sicuri che in un dato momento nessuno sia presente. Come ha detto Camicius, la tradizionale investigazione resta necessaria per i ladri, che poi dovranno anche superare i sistemi di protezione dell'abitazione.
A quanto pare la bufala deriverebbe da un portachiavi che veniva effettivamente regalato presso i distributori di benzina in Sud Africa, e che conteneva un mini-dispositivo di illuminazione (cosa che avrebbe fatto pensare i più maliziosi a un dispositivo di localizzazione). Qui la storia:
http://www.hoax-slayer.com/key-ring-tracking-hoax.shtml

A me comunque questa "globalizzazione della paranoia" (una bufala che fa il giro del mondo in pochi anni) fa impazzire. :D
Paolo, se non ci fossi bisognerebbe inventarti. Ogni volta che leggo una tua segnalazione antibufala mi dai una sferzata di buonumore. Continua così!
Il riferimento alla pietra di selce è così stupendamente "trekkie" che mi sono quasi commosso! :D
Ho letto l'inizio dell'articolo senza fare caso al titolo e stavolta posso ammettere di essere stato tratto in inganno, complice il leggerlo su un blog apparentemente affidabile come questo. A prima vista a me questa truffa è sembrata plausibile:
sapevo che ormai da alcuni anni per poche decine di euro si possono acquistare localizzatori GPS che trasmettono grazie a una Sim inseribile, con la batteria di qualche ora. Non facendo una ricerca su Google ho pensato che una miniaturizzazione aggiuntiva li avrebbe già resi piccoli come portachiavi.
La trappola potrebbe consistere nel disegnare il portachiavi specificamente per l'auto, magari con un logo di un'azienda produttrice tipo Ferrari o Fiat, o dotandolo di una lucina led.
A quel punto il vantaggio rispetto ad appostarsi davanti casa in attesa che qualcuno esca è che col gps è possibile stimare anche quando rientrerà con largo anticipo.
Il problema del disturbo a altri dispositivi lo vedo inesistente, non tutti si portano un radioamatore seduto sul sedile posteriore :)
Ovvio che fermandosi a pensare di più, e soprattutto googlando qualche immagine di GPS prodotto recentemente, si può capire che sia una bufala.
Giudicatemi troppo fantasioso, ma se, quando ancora non era popolare, qualcuno vi avesse detto che davanti agli autogrill un tizio aiutato da dei complici che faceva vincere sempre truffava col gioco delle 3 carte, sareste stati così certi della veridicità o viceversa della bufala oppure avreste tentennato di fronte a un affermazione così strana?
Questo lo spammo ovunque.
[snip]verrebbe voglia di negare l'accesso a Internet (e a qualunque cosa più tecnologica di una pietra di selce) a chiunque lo inoltri credendoci[snip]

Semplicemente stupendo :D
La tecnologia c'è, si chiama RFID (Radio Frequency Identification). Le piastrine anti-taccheggio, i chip per gli animali domestici, il Telepass e NFC sono applicazioni di questo tipo di tecnologia. Per chi non lo sapesse, RFID funziona con lettori e tag (etichette) applicate agli oggetti. Il lettore RFID emette un segnale, i tag a portata di comunicazione trasmettono il proprio codice identificativo sfruttando la potenza emessa dal lettore stesso, tramite modulazione di carico o riflessione. Perciò (molto teoricamente) con un tag RFID nel "portachiavi" un malintenzionato, appostato sotto casa con un lettore, potrebbe capire se il proprietario è nei paraggi o no.

No: il malintenzionato può solo capire se il PORTACHIAVI è nei paraggi. Ma questa informazione è assolutamente inutile per il ladro, anzi può portare a delle intuizioni sbagliate. Il portachiavi potrebbe essere lontano, ma in casa c'è qualcuno; oppure il portachiavi potrebbe essere in casa, perchè è stato gettato in un cassetto.
Per il ladro sarebbe solo una trafila inutile e addirittura pericolosa.

Nel momento in cui si apposta sotto casa col suo gingillo elettronico, fa prima a controllare se la famiglia è uscita di casa.





Floriano,

"lo scenario che l'allarme ipotizza è davvero oggetto di studio da una decina d'anni"

mi interesserebbe sapere chi è così scemo da indagare su questo scenario.
Beninteso che un dispositivo RFID è completamente inutile (la portata è così ridotta che DEVI stare davanti a casa, il che equivale a vedere di persona se un tizio è a casa e il portachiavi non servirebbe. Agigungendo pure che, anzi, il portachiavi potrebbe essere dovunque e le persone piu' di una).
Ciao, grazie dell'articolo, ci sono cascato anche io, e meno male che in rete si trovano risposte come quelle nel tuo blog, o meglio si trovano persone che con un semplice ragionamento ti fanno riportare i piedi per terra.
Thanks
Io a questa proprio non resisto:
adesso la pubblico pari pari su FB e resto in attesa come un pescatore professionista... voglio verificare quanti dei miei contatti "se nascessero pesci morirebbero cellette", come si dice dalle mie parti!
Io l'ho condiviso quindi sono una dei tanti 'tecnologicamente' ignoranti che avete 'sopravvalutato', ma preferisco essere ignorante che avere a che fare con una massa di spocchiosi intelligentoni come quelli che scrivono qui dentro e si complimentano con Paolo Attivissimo prostrandosi alla sua maestosa intelligenza...
Sono tecnologicamente ignorante, ma non ho finora mai avuto i ladri in casa. Vi garantisco invece che diversi di quelli come voi che conosco io, nella loro grandissima intelligenza/cultura/furbizia sono stati fatti oggetto di indesiderate visite. Attenzione alle spalle intelligentoni giudici...
Anch'io ho l'impressione che parecchi lettori di questo blog lavorino all'UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici).
Se il ladro ha bisogno di sapere se c'è qualcuno a casa mia, prova a telefonarmi (al telefono fisso, ovviamente).
Se il ladro vuole sapere se sto tornando a casa, piazza un palo davanti alla porta, utile anche in caso di arrivo di parenti, amici, fornitori, poliziotti, ecc.).
Se il ladro ha proprio bisogno di sapere dove sono, manda un complice a pedinarmi.
Tutto il resto sono bubbole.
Ah, per la cronaca: per la localizzazione il GPS non serve a nulla. Per la precisione di cui si sta parlando, basta e avanza la rete telefonica GPRS-GSM.
Comunque, se uno proprio ne avesse bisogno, di localizzatori così ce ne sono già tanti, a prezzi neanche tanto alti, mentre gli RFID sono l'ultima cosa che mi verrebbe in mente di usare per un lavoro del genere.
Io l'ho condiviso quindi sono una dei tanti 'tecnologicamente' ignoranti che avete 'sopravvalutato', ma preferisco essere ignorante che avere a che fare con una massa di spocchiosi intelligentoni come quelli che scrivono qui dentro e si complimentano con Paolo Attivissimo prostrandosi alla sua maestosa intelligenza...
Sono tecnologicamente ignorante, ma non ho finora mai avuto i ladri in casa. Vi garantisco invece che diversi di quelli come voi che conosco io, nella loro grandissima intelligenza/cultura/furbizia sono stati fatti oggetto di indesiderate visite. Attenzione alle spalle intelligentoni giudici...


Il tuo sarcasmo è decisamente ingiustificato. Perchè è vero che essere un "ignorante tecnologico" non può essere una colpa; ma proprio per questo, bisognerebbe evitare di dispensare consigli su argomenti che -legittimamente- non si conoscono. Perchè? Perchè si rischia di fare la figura dei boccaloni o dei tuttologi. E di conseguenza, diventa legittimo l'ironia e il sarcasmo nei confronti di queste persone.
Preferisci essere ignorante solo per giustificare il fatto che ci sei cascata? Accòmodati.Però beccàti anche le frecciatine, fanno parte del pacchetto. Non puoi avere la botte piena senza la moglie ubriaca.

A proposito: il tuo discorso "Sono tecnologicamente ignorante, ma non ho finora mai avuto i ladri in casa" è paragonabile a quello di chi dice "non ho mai messo la cintura di sicurezza eppure non ho mai avuto incidenti". Si tratta di una correlazione arbitraria tra due eventi che non centrano niente una con l'altra.

PS: chiedo scusa a tutti se uso il corsivo anzichè il QUOTE, ma il tastino non mi funziona più e continua a rimandarmi alla pagina con le istruzioni (nonostante la funzione sia attivata).
Sull'uso di sensori RFID (attivi, visto che quelli passivi hanno al massimo un metro di portata). Proviamo ad immaginare la scena. Il ladro si avvicina alla casa, accende lo scanner e non rileva nulla. Bene, può dedurre che:
- la persona non è in casa e si è portata dietro il portachiavi
- la persona ha gettato il portachiavi nel primo cassonetto
- la persona ha regalato il portachiavi
- il portachiavi è in un cassetto, abbastanza lontano e robusto da schermare l'RFID
- il portachiavi è avvolto in domopak, tra due oggetti metallici, dentro una scatola metallica
- il portachiavi si è guastato, ha finito le batterie, ...

Insomma, non serve assolutamente a NULLA. L'unica cosa a cui servono i RFID è identificarsi quando riescono a trasmettere i loro dati. Es. identificare un cane, a cui si passa ripetutamente vicino lo scanner, finché si ha il segnale. o la chiave dell'auto, messa deliberatamente a pochi cm dal cruscotto. Non garantiscono, e non gli si chiede di farlo, di tracciare una persona o una cosa.

Per tracciare la mia auto, che ha un'assicurazione a km, ho dovuto metterci dentro un bel pacchetto di elettronica, ben più grosso di un portachiavi, ben più caro, che è attaccato alla batteria dell'auto per alimentarsi. Potrei fare un oggetto del genere usando il mio cellulare, ma la batteria dura, se va bene, una settimana, e la sola batteria non sta nel portachiavi.
Paolo hai descritto in modo lucido e conciso cosa siano i social network oggi, e il comportamento compulsivo che alberga in tutti noi...
"Ma soprattutto, perché arrovellarsi e fermarsi a pensare, quando è infinitamente più facile cliccare e diffondere a pioggia qualunque scemenza?"
questo e' twitter...facebook!
Ma una volta non recapitavano in busta due biglietti premio per il teatro/opera fila 8, posti 24 e 25 giorno 24 febbr., h.21.00 .......per rubare in casa facile-facile???? Non era più semplice e (soprattutto) sicuro e controllabile con questo sistema che "i merli" uscissero da casa e rubare indisturbati??? Bhooo!??! Vedo che la gente abbocca lo stesso a queste bufale (non da microchip ... ma da microcefali!!)
Lavoro in elettronica e firmware e sto costruendo esattamente queste cose in questi mesi :)

Dimensioni: circa un pacchetto di sigarette. Utilizza modulo cell. standard (quindi rilevabile con i consueti "disturbi") oppure onde radio a 433-915-2400MHz (meno rilevabili). Batteria: da qualche ora a qualche giorno.

Insomma, ci vuole ancora un po' di tempo :D
A prima vista quest'appello è di una stupidità così terminale che verrebbe voglia di negare l'accesso a Internet (e a qualunque cosa più tecnologica di una pietra di selce) a chiunque lo inoltri credendoci.
Cinquantacinque minuti di standing ovation (-:
Basta non leggere le informative sulla privacy dei software che usiamo, smartphone in primis. Altro che portachiavi e ladri esotici, diamo a molte aziende tante tante informazioni...
Ti stai fissando sulla cosa sbagliata. Premetto di essere certo anchio che si tratti di una bufala bella e buona, peró non ê con l'esempio della presenza che lo smascheri. Perchê con quel chip questi ipotetici malviventi, non studiano la presenza fisica delle persone ma la presenza in casa del dispositivo. Cosî dopo essersi accertati che il/la malcapitato/a abiti da solo/a e abbia attaccato le proprie chiavi al portachiavi, non gli resta che controllare i movimenti del chip... e quando il chip é lontano da casa, vuol dire che la strada é spianata e i ladri possono intervenire.
Ma pensa, allora io sono normale? Mi sono venute in mente esattamente le stesse domande. Aggiungo anche che come sistema è piuttosto scomodo. Infatti sarebbe più facile (e meno dispendioso) seguire un riccone fino a casa e spiarlo fino a quando non se ne va al bar per entrare a svaligiargli la casa.
@DarioG

é lecito chiedere chi é che lo ha commissionato e a cosa ha detto che gli servirebbe?

Un attrezzo simile non é che si presti a molti usi, e se puoi attaccare un pacchetto di sigarette su un terrorista afghano senza che se lo tolga dopo il primo angolo di strada... molto probabilmente puoi anche ammanettarlo con del vinavil e portartelo a casa.
[quote-"fede.kik"-"/2012/12/antibufala-attenti-ai-portachiavi-in.html#c3904727641768663482"]
Ti stai fissando sulla cosa sbagliata. Premetto di essere certo anchio che si tratti di una bufala bella e buona, peró non ê con l'esempio della presenza che lo smascheri. Perchê con quel chip questi ipotetici malviventi, non studiano la presenza fisica delle persone ma la presenza in casa del dispositivo. Cosî dopo essersi accertati che il/la malcapitato/a abiti da solo/a e abbia attaccato le proprie chiavi al portachiavi, non gli resta che controllare i movimenti del chip... e quando il chip é lontano da casa, vuol dire che la strada é spianata e i ladri possono intervenire.
[/quote]

Il che, come detto, è assolutamente inutile. Per controllare i movimenti del chip devi essere nei primissimi paraggi. DEVI appostarti: a quel punto vedi tranquillamente con i tuoi occhi quando il tizio esce di casa. Il dispositivo non ti aiuta minimamente.
Oppure il vecchio metodo: lei ha vinto due biglietti per il cinema ore x giorno y. Lì non devi neppure metterti ad aspettare.
Almeno nel caso di quelle inviate a me(http://www.facebook.com/photo.php?fbid=473105196061631&set=a.243824965656323.56706.103188249719996&type=1&theater), si tratta chiaramente di una bufala virale, diffusa di pubbliciari dell'azienda zoppini, il cui marchio compare in bella vista sulle immagini del portachiavi; operazione di diffusione e conoscenza del marchio riuscita, sia tra i boccaloni, sia tra gli scettici, che non hanno mancato di smanettare e accumulare contatti a tutto beneficio del brillante pubblicitario. Che sarebbe risultato meno brillante se al mondo ci fossero meno boccaloni.
Cosî dopo essersi accertati che il/la malcapitato/a abiti da solo/a e abbia attaccato le proprie chiavi al portachiavi,

E come farebbero ad accertarsi di ciò?
@Fede.kik

Non val la pena di andare a rubare in casa di chi stacca le chiavi dal proprio portachiavi e le attacca al trasmittente appena ricevuto, la cosa di maggior valore rispetto al peso che ha in casa é quel portachiavi, e quando si puó entrare per rubare il suo notebook si ha la certezza che il portachiavi non é in casa.

In questo senso le giacche dell´esercito sono un discreto antifurto, non tanto perché spaventano i topi d´appartamento persuadendoli che il padrone di casa sia un esperto di combattimento militare, ma perché da l´impressione che rubare in quella casa sia una perdita di tempo.
Egregio replicante cattivo, il mio non è sarcasmo, ma pari pari difesa della mia opinione 'diversa' da tante offese gratuite qui ricevute da me e da chi ha scelto di condividere un messaggio scrivendo:'magari non è vero, ma non si sa mai...'. Nessun problema, continua pure ad esprimerti nell'unica direzione che conosci, sono consapevole che i presuntuosi hanno una visione che converge a spigolo in un unico punto di vista e che non fa nessuna differenza siano analfabeti o bi-trilaureati.
Per inciso, l'essere "ignorante tecnologico" non è proprio colpa. Ci sono tanti 'ALTRI' interessi come la lettura, il teatro, lo sport, desiderio di dedicare tempo alla propria famiglia più che a discutere su internet ecc...
E, si può arrivare anche a leggere questi blog, perchè 'amici su FB' te li segnalano come a me.
Un copia incolla come quello del link in discussione non è un consiglio su qualcosa che -legittimamente- non si conosce. E' solo un gesto istintivo, dettato più dal cuore che dalla mente. Gesto che probabilmente non merita nemmeno tutto questo impegno nello spremersi ad istruire polletti, scomodando pure i radioamatori per capire. Gesto che un'altro essere umano, semplicemente dovrebbe sentirsi libero di ricevere, non ricevere, divulgare o ignorare. Di conseguenza NON diventa legittimo esprimersi con ironia e sarcasmo (e, anche vedendola a spigolo come te, confermi che 'il mio presunto sarcasmo' null'altro è che una difesa da vero sarcasmo)nei confronti di persone 'generico' sulle quali avete emesso un giudizio ed una bollatura che ricorda l'inquisizione. Riferito ai commentatori arroganti (escludo quindi persone educate e/o colte tipo Berto, Riccardo (D.O.C.), djjack, Loristeo, Gianni Comoretto ecc.), che non posso nominare uno ad uno, ma non sono 'generici'(come i condivisori dello stupido messaggio su FB), avete studiato sicuramente molto e forse non siete nemmeno ferventi credenti, ma credetemi, il bigottismo e la chiusura mentale che mostrate, è peggiore di quella dei fondamentalisti religiosi. Ringrazio per il boccalone e tuttologo che, detto da una simile persona è nient'altro che un complimento, anche se non -legittimo-, nè legittimato. Mi chiedo in cosa sono cascatO, secondo la tua brillante mente, che giustifichi frecciatine a pacchetto. Più che altro mi chiedo chi tu pensi di essere, dal momento che da solo ti sei definito 'polemico (quindi un noioso rompipalle) e cattivo' già in partenza scegliendo quel nick...
Nell'insieme, ho letto anche commenti sulla falsa riga di quelli offensivi, con la differenza che sono esenti da giudizio, intelligenti. Sai, per via del tuttologo, io ammetto di essere ignorante in alcuni campi come questo. Non si può sapere tutto di tutto, ma per come ci azzecchi nel capire gli altri, spero vivamente la tua professione non sia psicologo. Potresti arrecare danni ben più seri che a blablare di microchip e durata di una batteria o condividere minchiate su Fb.
N.B. -'A proposito: il tuo discorso "Sono tecnologicamente ignorante, ma non ho finora mai avuto i ladri in casa" è paragonabile a quello di chi dice "non ho mai messo la cintura di sicurezza eppure non ho mai avuto incidenti"'-
'CORRELAZIONE ARBITRARIA'?
vedo che da persona pesante e noiosa quale devi essere, ami complicare ogni frase. Si trattava semplicemente di osservazione di una coincidenza...quindi di semplice semplice casualità, fatalità.
Ah, per coincidenza, ho anche sempre messo la cintura senza mai aver avuto incidenti (e qui tocco ferro, NON SI SA MAI...ooooops, quel non si sa mai era lo stesso di tanti fieri ignoranti che han condiviso una stronzata su FB...). Ultima cosa, non mi interessa la tua opinione su niente. Mi interessa invece farti sapere che qualsiasi offesa tu ritenga di leggere qui, te la sei meritata tutta perchè sei talmente stupido che qualsiasi titolo di studio non potrebbe mai colmare quel vuoto.
Ciao Paolo,
mi fa piacere che, nonostante io non venga citato, hai comunque scritto le stesse cose di cui parlavo nella mia mail del 12/12/12 alle 20:17.
Non è sarcasmo e non metto in dubbio che tu non l'abbia letta (o letta dopo), mi fa veramente piacere che si condividano gli stessi pensieri in materia di tecnologia. ;)

@rosa del deserto

Certamente non è una colpa essere un "ignorante tecnologico", la colpa è parlare di qualche cosa che non si conosce.
Io non capisco nulla di letteratura,teatro o sport e me ne guardo bene da fare affermazioni su questi argomenti.
Se uno non capisce nulla di un certo argomento, prima di girare informazioni riguardo quell'argomento dovrebbe accertarsi della loro veridicità.
Non si può pretendere,dopo aver detto una cazzata (Paolo si può scrivere?), che chi è più esperto di te non ti dica di averla detta.

Di solito non amo i proverbi ma: "meglio stare zitti e dare l'impressione di essere imbecilli, piuttosto che parlare e darne la certezza" ;)
Egregio replicante cattivo, il mio non è sarcasmo, ma pari pari difesa della mia opinione 'diversa' da tante offese gratuite qui ricevute da me e da chi ha scelto di condividere un messaggio scrivendo:'magari non è vero, ma non si sa mai...'.

Certo. Perchè ragionamenti del tipo "non so se è vero, ma nel dubbio condivido" sono esattamente l'equivalente del ragionamento: "non so se ciò che sto per dire è una cazzata, ma nel dubbio la dico lo stesso". Risultato: internet è piena di gente che "nel dubbio condividono" e che anche dopo essersi resi conto di essere caduti in uno, dieci, cento bufale, continuano a farlo. E allora l'ironia nei loro confronti è più che giustificata. Soprattutto quando continuano ad insistere, ritenendo di aver fatto una cosa giusta.

Nessun problema, continua pure ad esprimerti nell'unica direzione che conosci, sono consapevole che i presuntuosi hanno una visione che converge a spigolo in un unico punto di vista e che non fa nessuna differenza siano analfabeti o bi-trilaureati.
Per inciso, l'essere "ignorante tecnologico" non è proprio colpa. Ci sono tanti 'ALTRI' interessi come la lettura, il teatro, lo sport, desiderio di dedicare tempo alla propria famiglia più che a discutere su internet ecc...


Infatti nessuno è obbligato a sapere tutto di tutto. Ma proprio per questo, se tu non sai come si crea un sito internet, andresti mai da un sistemista a spiegargli come si crea una connessione protetta? Andresti mai da un medico a spiegargli quali sono i sintomi di un ictus perchè l'hai letto su una mail che parla di una ragazza morta ad una grigliata? Alla fine è proprio per colpa di gente che diffonde informazioni su materie che non conoscono che poi si diffondono le bufale e la malainformazione.

Più che altro mi chiedo chi tu pensi di essere, dal momento che da solo ti sei definito 'polemico (quindi un noioso rompipalle) e cattivo' già in partenza scegliendo quel nick...

Pensa: non riesco a trovare il punto in cui mi sarei definito polemico. Me lo trovi tu? (mentre "noioso rompipalle" è un insulto gratuito da parte tua. davvero non sai esprimerti senza offendere?)
Quanto al nick...è un nickname. E proprio perchè non sai da dove arriva, farti idee su di me partendo da un nickname è quantomeno...infantile :)

'A proposito: il tuo discorso "Sono tecnologicamente ignorante, ma non ho finora mai avuto i ladri in casa" è paragonabile a quello di chi dice "non ho mai messo la cintura di sicurezza eppure non ho mai avuto incidenti"'-
'CORRELAZIONE ARBITRARIA'?


Te lo provo a spiegare. Io esco sempre di casa con le scarpe da ginnastica. Non sono mai stato rapinato in vita mia. Quindi potrei dire che è proprio grazie alle scarpe da ginnastica che ho evitato le rapine.
Ovviamente è una cretinata, perchè io metto in correlazione due cose che non centrano niente una con l'altra, ma che io, arbitrariamente, decido di collegare tra di loro.

Esattamente come hai fatto tu dicendo "io che non ci capisco niente di tecnologia, non ho mai avuto i ladri in casa, mentre altri che ne capiscono sono stati derubati più volte".
Non è che i ladri ti hanno risparmiato perchè non capisci di tecnologia. Magari hai solo utilizzato dei semplici accorgimenti per evitare i furti; o magari la tua casa non li ha mai attirati particolarmente. O magari è solo stata fortuna. O
Anche io non ho mai subito furti in casa. Eppure di tecnologia ne capisco abbastanza. Come la mettiamo?

Il resto sono solo insulti (anche pesanti) che non meritano commenti. Se internet ti fa arrabbiare così tanto, ti conviene uscire di casa. E' pieno di gente cattiva qua dentro. Soprattutto i geek che frequentano questo blog.
scusate una domanda, ma qualcuno sa da dove deriva questa bufala?

Voglio dire: distribuiscono portachiavi in un Pavesi e qualche paranoico ha pensato bene di costruirci sopra una storia? Oppure e' proprio inventata di sana pianta? O c'e' qualche altra soluzione piu' sottile?

Any idea?
Mi ricorda vagamente un episodio vero, letto non mi ricordo dove.
Un Social Engineer aveva l'obbiettivo di sfondare il firewall di una rete aziendale. Come soluzione, dissemino' il parcheggio di suddetta azienda di chiavi USB. I dipendenti le trovarono, e almeno uno di loro la infilo' nel computer in ufficio pochi minuti dopo, per curiosita'... facendo scattare cosi' un malware che diede all'attaccante accesso completo alla intranet :)
Ma di queste storie nessuno ne parla, mai nessun allarme che dica, "ATTENZIONE!!!1!! Infilare una penna USB nel tuo PC senza sapere da dove arriva e' come "
Ne parlo sul mio blog:
http://www.andreagiudice.eu/item/38-il-mio-augurio-non-avere-alcuna-certezza.html
Voglio dire: distribuiscono portachiavi in un Pavesi e qualche paranoico ha pensato bene di costruirci sopra una storia? Oppure e' proprio inventata di sana pianta? O c'e' qualche altra soluzione piu' sottile?

E' la stessa domanda che ci si pone davanti ad una barzelletta: chi è che le inventa? Ognuna di loro deve avere per forza un'antenata comune, da cui poi si diffondono le numerose variazioni. Ma chi è che le crea dal nulla? E anche quando le barzellette si rifanno ad episodi di cronaca, chi è che ha l'intuizione di creare una punchline, magari su argomenti tutt'altro che divertenti (pensate a tutte le barzellette macabre che circolavano subito dopo l'11/9)?

Una cosa è certa: con Facebook, la velocità di diffusione di queste bufale è aumentata in maniera vertiginosa. Se voi oggi condividete questa notizia, sicuramente alcuni dei vostri contatti faranno lo stesso appena la vedranno nella loro home. Mettiamo che siano "solo" 5 persone. Immaginate che anche a loro accada lo stesso: 5x5. Pensate a che numero di condivisioni si può arrivare dopo soli 2 o 3 giorni.
In questo caso è realmente possibile che qualcuno possa inventare dal nulla tale storia, o magari decida di mettere nero su bianco una storia sentita chissà dove e chissà quando, piuttosto che trasformare in fatto di cronaca la scena di un film.

Questo spiega perchè, ogni tanto, tornano alla ribalta bufale vecchissime come quella dell'ictus durante la grigliata.

Un Social Engineer aveva l'obbiettivo di sfondare il firewall di una rete aziendale. Come soluzione, dissemino' il parcheggio di suddetta azienda di chiavi USB. I dipendenti le trovarono, e almeno uno di loro la infilo' nel computer in ufficio pochi minuti dopo, per curiosita'... facendo scattare cosi' un malware che diede all'attaccante accesso completo alla intranet :)
Ma di queste storie nessuno ne parla, mai nessun allarme che dica, "ATTENZIONE!!!1!! Infilare una penna USB nel tuo PC senza sapere da dove arriva e' come "


Perchè i bufalari non diffondono mai allarmi contro comportamenti in cui cascherebbero in pieno, tipo "non aprire allegati che promettono di vedere le foto in costume di una ragazza sconosciuta". Preferiscono mettere in guardia gli altri da pericoli che loro saprebbero evitare tranquillamente, ma che per altruismo condividono con tutti: della serie "io non ci sarei mai cascato, ma siccome ti ritengo un fesso, ti spiego come evitare questo virus"...e poi sono sempre lì col computer che non funziona.

PS: non so se quell' "1" che spunta in mezzo ai punti esclamativi è voluto. In tal caso è una sagace presa in giro. dei vari urlatori da tastiera, che premono con talmente tanta forza lo SHIFT, da perdere le forze intorno al terzo punto esclamativo. Quando leggete i vari "SVEGLIAAAAAAA!!!!!1!!!!!!!!!!!" fate attenzione: c'è sempre qualche "uno" che salta fuori!!!!!!!!!1!!!!!

Mi ricorda vagamente un episodio vero, letto non mi ricordo dove.
Un Social Engineer aveva l'obbiettivo di sfondare il firewall di una rete aziendale.


Forse l'hai letto sul Disinformatico :-)

Per la problematica dell'email, direi che l'utilizzo non corretto della proprio indirizzo telematico, possa rientrare nella casistica del procurato allarme.
Oggi è per me un giorno triste.
Mia madre, insegnante di scuola elementare, tornando a casa mi ha raccontato che la preside ha fatto passare una circolare (apparentemente inviata dalla QUESTURA della mia città, Viterbo) nella quale si informavano i genitori degli alunni di tali portachiavi "maligni" distribuiti presso i distributori di benzina, consigliando loro caldamente di non accettarli e prestare molta attenzione.

Non ho parole. Davvero. Credo che tenterò di informare ufficialmente la preside della scemenza che ha fatto, ed in caso tale avviso provenga effettivamente dalla questura, credo che li contatterò, e contatterò qualche giornale locale.
Davvero non è possibile che una Scuola ed una Questura si facciano infinocchiare così.

Che giorno triste. E' forse questo ciò a cui i Maya si riferivano? La fine del mondo dell'intelligenza?
@Jacopo: e queso riapre la polemica sui comportamenti di chi ragiona come rosa del deserto.
Dubito però che la cosa venga dalla questura: in rete non ho trovato nulla.
Mia madre, insegnante di scuola elementare, tornando a casa mi ha raccontato che la preside ha fatto passare una circolare (apparentemente inviata dalla QUESTURA della mia città, Viterbo) nella quale si informavano i genitori degli alunni di tali portachiavi "maligni" distribuiti presso i distributori di benzina, consigliando loro caldamente di non accettarli e prestare molta attenzione.

Suvvia, non è così preoccupante....vent'anni fa le maestre mettevano in guardia gli alunni (e rispettivi genitori) dai tizi che distribuivano album di figurine bagnati nell' LSD.
Diciamo che, al di là delle fesserie allarmistiche di questa o di quella leggenda metropolitana, non è così sbagliato insegnare alla gente (e soprattutto ai bambini) a dubitare di chi ci regala qualcosa apparentemente senza un motivo o in luoghi dove non ci aspetteremmo che succeda.
[quote-"Replicante Cattivo"-"/2012/12/antibufala-attenti-ai-portachiavi-in.html#c2051442105416394704"]
Mia madre, insegnante di scuola elementare, tornando a casa mi ha raccontato che la preside ha fatto passare una circolare (apparentemente inviata dalla QUESTURA della mia città, Viterbo) nella quale si informavano i genitori degli alunni di tali portachiavi "maligni" distribuiti presso i distributori di benzina, consigliando loro caldamente di non accettarli e prestare molta attenzione.

Suvvia, non è così preoccupante....vent'anni fa le maestre mettevano in guardia gli alunni (e rispettivi genitori) dai tizi che distribuivano album di figurine bagnati nell' LSD.
Diciamo che, al di là delle fesserie allarmistiche di questa o di quella leggenda metropolitana, non è così sbagliato insegnare alla gente (e soprattutto ai bambini) a dubitare di chi ci regala qualcosa apparentemente senza un motivo o in luoghi dove non ci aspetteremmo che succeda.
[/quote]
Va bene, ma non puoi nemmeno infondere nei genitori con comunicati ufficiali (essendo una circolare scolastica) allarmismi inutili e diffidenza in generale. L'informazione non è stata data tramite un passarola ("oh, ma lo sai che ho sentito che regalano dei portachiavi che ti spiano? Diglielo ai bambini di dire ai genitori di stare attenti"), ma tramite una comunicazione ufficiale.
Cosa facciamo, domani passeranno la circolare che i bambini il 21 possono stare a casa per passare la fine del mondo con i propri genitori? Perché la credibilità e serietà della "notizia" è la stessa, a mio modo di vedere.
Dai, non è accettabile che una scuola alimenti la disinformazione e le bufale.
Va bene, ma non puoi nemmeno infondere nei genitori con comunicati ufficiali (essendo una circolare scolastica) allarmismi inutili e diffidenza in generale. L'informazione non è stata data tramite un passarola ("oh, ma lo sai che ho sentito che regalano dei portachiavi che ti spiano? Diglielo ai bambini di dire ai genitori di stare attenti"), ma tramite una comunicazione ufficiale.
Cosa facciamo, domani passeranno la circolare che i bambini il 21 possono stare a casa per passare la fine del mondo con i propri genitori? Perché la credibilità e serietà della "notizia" è la stessa, a mio modo di vedere.
Dai, non è accettabile che una scuola alimenti la disinformazione e le bufale.


Non sto dicendo che sia un bene, tutt'altro.
Dico solo che, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini, è abbastanza (purtroppo) normale che si preferisca dare una raccomandazione in più -per quanto possa essere inutile o infondata, anzichè una in meno. E che questo comportamento c'era anche prima di FB e delle catene via mail.

Quanto all'ufficialità della comunicazione -tu stesso l'hai detto- credo che sia da verificare. Spesso le famose "circolari" che vengono lette agli alunni partono dalla scuola stessa. Basta un bidello o una professoressa particolarmente boccalone ed ecco l'avviso pronto!



@Jacopo
Non solo: siccome i bambini saranno magari ingenui ma non sono scemi, da tutto questo potrebbero trarre la convinzione che i grandi gridano "al lupo, al lupo" per niente. E quindi derivarne la conclusione che tutti i loro avvertimenti sono poco affidabili, e che accettare caramelle da uno sconosciuto non sia in fin dei conti così pericoloso.
Non solo: siccome i bambini saranno magari ingenui ma non sono scemi, da tutto questo potrebbero trarre la convinzione che i grandi gridano "al lupo, al lupo" per niente. E quindi derivarne la conclusione che tutti i loro avvertimenti sono poco affidabili, e che accettare caramelle da uno sconosciuto non sia in fin dei conti così pericoloso.

Beh, questo potrebbe succedere SE i bambini iniziassero a debunkare tutte le raccomandazioni dei genitori, andandosi a leggere le antibufala o parlandone con gli amici. Con tutta la fiducia che si può dare all'intelligenza dei bambini, è un'ipotesi alquanto improbabile.
Il motivo principale per cui i bambini smettono di seguire gli avvertimenti, oltre alla loro comprensibile (e giustificata, vista l'età) idea di essere invincibili, è proprio quando questi avvertimenti iniziano ad essere ripetuti meccanicamente, come un disco rotto. Magari in modo incoerente: tipo come quando i genitori dicono "fai attenzione, mi raccomando" se il bambino esce a giocare, ma non quando sta uscendo per andare a scuola (come se il fatto di andare a scuola li renda immuni dal pericolo di essere investiti da un auto o avvicinati da un malintenzionato). O come quando gli dicono "vai piano" anche quando devono andare in macchina col padre di un loro amico.
Per non parlare del fatto che sentirsi ripetere sempre la stessa raccomandazione, alla lunga, può far crescere nel bambino un sentimento di frustrazione, come se il genitore non riponesse fiducia nei suoi confronti.

Insomma, l'ipotesi di "al lupo al lupo" è sicuramente qualcosa che può capitare, ma è più facile che si verifichi per motivi che vanno al di là della veridicità o meno della raccomandazione stessa. Scusate, ma voi avete mai sentito di malintenzionati che avvicinano i bambini con delle caramelle? Vi è mai successo? Eppure è una delle raccomandazioni che più ci aiutano, fin da piccoli, ad avere la doverosa diffidenza verso gli sconosciuti che che ci offrono qualcosa. Anzi, per me è stato molto più utile credere che ci fosse qualcuno che regalava figurine (cit.) "bagnate nel veleno" anzichè sentirmi dire che i vari omaggi donati fuori dalle scuole spesso celavano delle fregature nascoste. Così, alla fine, ero io stesso a rifiutare la proposta di chi offriva gadget (e che poi magari avrebbe chiesto un contributo ai miei genitori, i quali sarebbero stati obbligati a fare una scelta: aprire il portafogli o restituire il gadget e passare per i cattivi della situazione).

Diciamo che, rispetto alle caramelle/figurine degli sconosciuti, si tratta di allarmi probabilmente "eccessivi", ma dal fondamento giusto.
Nel caso del portachiavi spia, invece, c'è l'implicazione tecnologica che rende tale allarme più dannoso rispetto alla generica raccomandazione a non accettare regali dagli sconosciuti: si fa credere, infatti, che le persone comuni possano essere spiate attraverso "cimici" e che, pertanto, basta non entrarne in possesso per vedere rispettata la nostra riservatezza e sicurezza. Ci si dimentica, però, che la nostra riservatezza, invece, passa attraverso le nostre parole e -soprattutto- le nostre condivisioni via internet. E lo stesso oggetto che usiamo per condividere questo appello è la prima causa dell'auto-violazione della nostra privacy.
Visto che l'Ufficio Complicazioni Affari Semplici ha tirato in ballo i RFID per voler trovare una parvenza di verosimiglianza in tutta questa storia, prima di gettarsi in analisi tecnologiche su dimensioni e portata degli apparati, bisognerebbe porsi la domanda: ma come farebbe l'ipotetico malvivente che regala N portachiavi-spia a sapere poi dove abitano le N vittime? Ammettiamo che il malvivente sia il cattivo di 007 che invece di voler diventare padrone del mondo si è dato alla criminalità comune e può tracciare a distanza gli N-mila portachiavi regalati dai suoi scagnozzi, grazie ai supercomputer e alle supertecnologie della Spectre. Come farebbe a sapere che la posizione segnata su GoogleVillainMap di un portachiavi a caso corrisponda a una abitazione?
Addentrandoci nel campo dell'onanismo mentale probabilmente si troverebbe una soluzione, facendo girare sui supercomputer della Spectre un software che analizza i movimenti degli N-mila portachiavi e tramite analisi statistiche stabilisce che se un portachiavi trascorre x% ore/settimana in una posizione quella è l'abitazione, elimina la registrazione dei portachiavi fermi per il 100% del tempo etc...
Ma a quel punto non è più semplice diventare Padrone del Mondo (James Bond permettendo)?
Oppure se mi regalano un gadget a una fiera devo pensare che ci sia dietro la Spectre?
Oppure devo smetterla di cazzeggiare in pausa pranzo?
Il messaggio circola anche in Belgio, come "avviso della polizia belga", con l'indirizzo e-mail di un dipendente del ministero federale della giustizia.
Ma di questi portachiavi se ne' mai visto uno?
Paolo, per favore, necessita un approfondimento tecnicamente dettagliato perché mia madre è rimasta scettica sulla smentita :-(
Paolo, per favore, necessita un approfondimento tecnicamente dettagliato perché mia madre è rimasta scettica sulla smentita :-(

Beh, ci vuole qualche rifornimento di benzina, un po' di pazienza, una morsa ed un martello. Basta raccogliere i "gadget" dati in regalo, portarli a casa (meglio se raccolti da tua madre stessa o in sua presenza), metterli in morsa, prendere un martello e SBAMM!!

Se dentro c'è un chip, ha ragione lei... :D

Se non si convince, falla continuare a raccogliere portachiavi e tu continua a mostrarle il loro interno. Da una parte prima o poi si convincerà, dall'altra il distruggerli sistematicamente può anche essere catartico e distensivo. :DD
@Stu
volendo fare i pignoli un chip può esserci per una miriade di motivi...