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Disinformatico radio, podcast del 2011/11/25

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

48 commenti

Tre giorni da fantascienza: Sticcon Reunion 2011

Mira Furlan, Ethan Phillips e appassionati di fantascienza a Montecatini


IMG_1968Sono reduce da tre giorni epici, insonni e surreali di Sticcon Reunion, il raduno degli appassionati di fantascienza che si è tenuto a Montecatini Terme lo scorso weekend.

Oltre al piacere di ritrovare tanti amici e condividere con loro memorabili chiacchierate ed altrettanto memorabili mangiate, quest'anno ho fatto da traduttore per i due ospiti del raduno, Mira Furlan (Lost, Babylon 5) e Ethan Phillips (Star Trek Voyager, The Island) e ho anche dato una mano a portarli in giro per Pisa e Lucca.

Vedere le loro espressioni di meraviglia per l'arte italiana e condividere con loro quei momenti di scoperta è stata una splendida occasione sia per conoscere le persone dietro i personaggi, sia per ricambiarli delle meraviglie e delle gioie che loro hanno regalato a noi in questi anni.

Purtroppo il ritorno alla realtà e alle scadenze del lavoro di tutti i giorni mi impedisce, per ora, di raccontarvi in dettaglio i mille aneddoti curiosi e affascinanti del raduno, ma comincio a ringraziare tutti per la passione e l'impegno necessari per gestire bene un evento del genere e inizio a pubblicare queste assonnate righe e qualche mia fotografia per creare un punto di ritrovo dove potete segnalare, attraverso i commenti, le vostre foto e i video della Reunion. Preparatevi ad alcune sorprese.

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Sul palco a tradurre per Mira Furlan.

Mira Furlan IMG_1807
Mira Furlan.

River Song e un Weeping Angel di Doctor Who IMG_1591
River Song e un impressionante Weeping Angel di Doctor Who.

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Difficile stare seri con Ethan Phillips sul palco. Sono in ghingheri perché faccio la parte di Rory in Doctor Who.

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La mia “sposa” e il Weeping Angel. Non chiudete gli occhi.

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Uno splendido TARDIS in grandezza naturale.

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In visita a Pisa.
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Con il Governo Monti gli animali domestici diventano un lusso? Pensare prima di inoltrare lo è già per molti

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “mariellacalz*” e all'aiuto di Mattia, FraGatto ed erica.p.

"CI MANCAVA SOLO QUESTA: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce BENI DI LUSSO, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perche in questo modo, lei sarà complice dell'aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non puo permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. COPIA E INCOLLA"

Questo è un esempio del testo della nuova catena di Sant'Antonio che sta invadendo la Rete perché viene inoltrata da chi non si ferma a verificare o a chiedersi se ha senso inoltrare un appello, vero o falso che sia, che non riporta alcuna fonte o alcun riferimento credibile. Se il governo italiano mettesse una tassa sull'inettitudine nell'uso di Internet raccoglierebbe miliardi.

A quanto mi risulta, al momento non c'è alcuna "legge sugli animali domestici" emanata o ipotizzata dal governo Monti. L'appello nasce forse da un'interpretazione cinofallica di un articolo del Corriere di ottobre 2011 a firma di Danilo Mainardi, nel quale Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari, segnala amareggiato che "tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all'Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali una volta detti da compagnia e che oggi si preferisce chiamare d' affezione". La critica al redditometro è ampliata in un articolo dell'Associazione.

Un'altra origine possibile è questo articolo di Tecnologia-ambiente.it, che paventava una presunta "tassa sui cani" in quanto considerati "beni di lusso" ma poi è stato rettificato per chiarire appunto che non si tratta di una tassa ma di una inclusione nel redditometro. A sua volta, questo articolo citava una petizione su Petizionionline.it che non è stata rettificata. Idem dicasi per Leggo.it, che tuttora parla della "tassa" come se fosse un dato di fatto. C'è anche un'altra petizione su Firmiamo.it.

In ogni caso, mandare in giro storie di questo genere senza verificarle e senza corredarle di fonti precise è da irresponsabili e non fa altro che alimentare incomprensioni e odio.
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Il “mistero” dei Teschi di Cristallo

I teschi di cristallo hanno un potere magico? Sì, quello di imbrogliare


Il mito dei Teschi di Cristallo Maya è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura new age e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura.

Recentemente National Geographic ha messo alla prova le principali asserzioni che riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l'esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges (morto nel 1959) diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun, in quello che oggi è il Belize, nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi.

Il teschio in questione è leggermente più piccolo di un cranio umano ed è ricavato da un blocco unico di cinque chili di quarzo ialino o cristallo di rocca lavorato con straordinaria finezza e perfezione, tanto che secondo i sostenitori delle sua origine paranormale sarebbe impossibile crearne un duplicato.

Secondo la prima edizione dell'autobiografia di Mitchell-Hedges (Danger My Ally, 1954), il teschio di cristallo, da lui denominato Teschio del Destino, avrebbe almeno 3600 anni e sarebbe stato usato dai sacerdoti Maya, che con i suoi poteri sarebbero stati in grado di uccidere con la sola forza del pensiero. A suo dire, sarebbe stato fabbricato a mano dai Maya lavorandolo per abrasione con la sabbia, con infinita pazienza, ininterrottamente per circa trecento anni.

Alcuni sensitivi dicono che guardando il teschio negli occhi hanno visioni olografiche del futuro e affermano che ridere in faccia al teschio porti a morte certa. Negli anni Settanta iniziò a circolare l'asserzione che radunando i tredici teschi di cristallo in un unico luogo sarebbero accaduti eventi portentosi o calamità planetarie. Con l'approssimarsi della data fatidica del 2012 queste profezie hanno riacquistato popolarità e suscitato inquietudini.

Una storia affascinante, ma i fatti la smentiscono inesorabilmente. National Geographic, per il documentario The Truth Behind the Crystal Skulls (2011), ha commissionato la fabbricazione di un teschio identico a un artigiano cinese, che in undici giorni di lavoro è riuscito perfettamente nell'impresa.

Blocchi unici di quarzo ialino delle giuste dimensioni si trovano e si possono lavorare con mezzi più che normali, con buona pace di chi dice che sarebbe impossibile creare un teschio di cristallo persino con la tecnologia odierna. Basta avere un bel po' di soldi, perché blocchi del genere sono molto costosi (alcune migliaia di dollari) e la loro lavorazione è altrettanto impegnativa e delicata.

Inoltre nella cultura Maya, ben documentata dagli archeologi, non c'è alcun riferimento a oggetti di questo genere. C'è da aggiungere, poi, che il teschio di Mitchell-Hedges ha vari dettagli anatomici tipici di un cranio europeo, ben diverso da quelli degli abitanti dell'America latina precolombiana. Perché i Maya avrebbero dovuto scolpire pazientemente un teschio europeo?

Cosa più importante, il presunto teschio Maya ha segni di lavorazione meccanica moderna che non hanno nulla di insolito, scoperti dall'esame dell'archeologo Norman Hammond e confermati da Jane Walsh del museo Smithsonian. Tutto punta, insomma, verso una fabbricazione con mezzi tecnologici contemporanei sul modello di un cranio europeo.

Come avviene spesso nel mondo del paranormale, la figlia di Mitchell-Hedges, Anna, ha rifiutato di permettere ulteriori esami scientifici dell'oggetto fino alla propria morte nel 2007. Ora il teschio è custodito dal marito di Anna, Bill Hormann.

Anche le modalità della sua scoperta hanno dettagli imbarazzanti. La figlia di Mitchell-Hedges ha sempre affermato di aver trovato lei stessa il teschio a Lubaantun nel 1927, ma una verifica negli archivi ha rivelato che lei non era affatto lì. Gatta ci cova.

Il teschio di cristallo conferì ad Anna Mitchell-Hedges notevole popolarità, tanto da organizzare esposizioni a pagamento dal 1967 in poi e un tour internazionale intorno al 1990, e ha alimentato una vastissima produzione letteraria di pseudoarcheologia mistica.

Ma i fatti restano quelli che sono, e ce n'è uno che, insieme agli altri, condanna senza appello tutta la leggenda dei teschi: un catalogo del 1943 della casa d'aste Sotheby's, che offre un teschio di cristallo identico a quello “scoperto” da Mitchell-Hedges. L'acquirente? Frederick Albert Mitchell-Hedges stesso.

E che dire degli altri teschi analoghi esposti nei musei del mondo? Non sono una prova della loro autenticità? No: quelli al British Museum londinese, al Musée du quai Branly parigino e allo Smithsonian di Washington sono presentati etichettandoli chiaramente come falsi. Per esempio, il British Museum dice che il teschio è “Probabilmente europeo, 19° secolo d.C.” e che “sono state riscontrate tracce di una ruota da gioielliere”. Una mola moderna, insomma: altro che Maya che vanno avanti a sabbiare per secoli.

L'unica cosa davvero portentosa di tutta questa faccenda, insomma, è la disonestà di questi imbroglioni e l'ingenuità di chi vuole credere a tutti i costi senza mai dubitare.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “stefano.pa*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
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Mister Pixar a Milano, figuraccia degli organizzatori

John Lasseter a Milano: grande lui, patetici gli organizzatori


Ieri sera sono andato con la famiglia e gli amici a vedere John Lasseter a Milano. Lasseter è stato splendido: ha raccontato sia l'evoluzione straordinariamente rapida dell'animazione digitale, sia il processo creativo che porta alla creazione di un grande film d'animazione. Molti pensano che sia "tutto fatto dal computer", ma Lasseter, con il supporto di spezzoni, bozzetti e immagini di lavorazione, ha chiarito molto eloquentemente che il computer è solo la tavolozza, ma la creatività è tutta merito degli artisti e della loro passione, e che il fondamento di un buon film non è la tecnologia, ma la scelta di una buona storia, di personaggi accattivanti e di un'ambientazione curata e credibile.

Lasseter ha anche presentato in anteprima italiana Small Fry, un cortometraggio con i personaggi di Toy Story, e ha risposto alle domande del pubblico con parole ricche di entusiasmo, ispirazione e incoraggiamento. Qui sotto vedete un paio delle foto scattate da Rodri Van Click e pubblicate qui per sua gentile concessione.



Per Meet The Media Guru, che ha coordinato l'evento, ho invece solo parole di compatimento. La serata con Lasseter era prenotabile via Internet, e questo dava l'impressione che chi aveva prenotato (come me e i miei amici) avesse diritto a un posto a sedere. Fa parte della logica di base dell'organizzazione di un evento: si accettano solo tante prenotazioni quanti sono i posti disponibili, poi le prenotazioni si chiudono, e chi non ha prenotato non entra. Non è un concetto high-tech, innovativo e introdotto da poco. Giusto?

Sbagliato. Quando siamo arrivati davanti al Dal Verme, dove si teneva l'incontro, c'era una calca incredibile. Centinaia di persone ammassate davanti agli ingressi, senza nessuna distinzione fra prenotati e improvvisati; disorganizzazione totale; spintoni, insulti e litigate; mezz'ora di ritardo e intervento drastico di un paio di vigili del fuoco per contenere la spinta della folla incazzatissima di essere tenuta all'oscuro della situazione e di scoprire che la prenotazione (fatta, si noti, dando a Meet the Media Guru il proprio indirizzo di mail e nome e cognome) non valeva nulla ed era una totale presa in giro.

Alcuni di noi sono riusciti a entrare lo stesso, per scoprire che gli unici posti liberi erano quelli dietro il banco regia, per cui Lasseter l'abbiamo visto solo in video pur essendo in sala. Altri sono stati convogliati in una sala separata, che proponeva lo streaming dell'incontro, con un audio insopportabilmente distorto e alto e senza gli spezzoni dei video della Pixar per presunti “problemi di copyright”. Non c'era traduzione: o capivi l'inglese, o ti arrangiavi. Molti sono andati a casa furibondi di aver buttato via la serata. Non è andata meglio anche ai giornalisti, ad alcuni dei quali la conferma dell'accredito stampa è arrivata solo due ore prima della conferenza stampa.Vergogna.

Cari sponsor, la prossima volta che organizzate un evento, chiamate un circolo di cucito invece di questi superfighi che si danno arie da Web 2.0, invitano a tweetare e poi incespicano su cose fondamentali come la gestione dei posti a sedere. Le comari del circolo lasciano perdere cellulare e iPad e sanno sicuramente fare di meglio con carta e penna. E soprattutto buon senso.
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Stasera sono a Sonvico

A Sonvico stasera si parla di Internet e minori


Questa sera alle 20.30 sarò a Sonvico, alle scuole elementari in via Ra Bressanela 2 (link su Google Maps), per tenere una conferenza-dibattito sull'uso di Internet da parte dei genitori, organizzato dall'Assemblea dei Genitori di Sonvico-Dino. L'ingresso è libero.
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Occhio ai solleciti di pagamento da Italia-programmi.net

Perché Italia-programmi.net manda richieste di pagamento a pioggia?


A giudicare dalle numerose segnalazioni che sto ricevendo, parecchi utenti italiani sono stati raggiunti via mail da un sollecito di pagamento a nome di Italia-programmi.net.

Eccone un esempio (i dati del destinatario sono stati omessi):

Italia-Programmi.net - Sollecito di pagamento

[omissis]
[omissis]
[omissis]


21/11/2011

Numero fattura: [omissis]

Gentile Signor [omissis],

la ringraziamo per l'iscrizione a pagamento del 04/11/2011 15:32 (indirizzo IP: [omissis]) effettuata da http://www.italia-programmi.net/sign.php?686. Non avendo fatto ricorso al diritto di recesso di 10 giorni, siamo lieti di poterla annoverare tra i nostri clienti per il portale di download premium www.italia-programmi.net.

Nel suo account personale troverà contenuti preparati dalla redazione e informazioni in tema Software per computer, nonché numerose funzioni esclusive. Ai fini della preparazione e dello svolgimento dei nostri servizi ci permettiamo di inserire in fattura le tariffe di utilizzo concordate sulla base del seguente prospetto:

---------------------------------------------------------------------------

Accesso per 12 mesi a www.italia-programmi.net - 96,00 EUR

8,00 EUR per mese, pagamento secondo le condizioni commerciali dell'anno precedente.

---------------------------------------------------------------------------

Importo dovuto 96,00 EUR

---------------------------------------------------------------------------
---------------------------------------------------------------------------

La preghiamo di eseguire il pagamento di 96,00 entro il 01/12/2011 tramite SEPA / bonifico UE sul seguente conto bancario:

Beneficiario: Estesa Ltd.
IBAN: CY30005001400001400154795201
BIC-Code: HEBACY2N

La preghiamo di voler indicare in fase di versamento la seguente causale in modo da poter tracciare il Suo pagamento: [omissis]

Se non disponete di un servizio banking online, potete utilizzare il nostro ordine di bonifico da noi approntato (ORDINE-DI-BONIFCO-[omissis].PDF). Lo troverete in allegato a quest'e-mail. Dovete semplicemente inserire i vostri dati e inoltrarlo alla vostra banca dopo averlo firmato.

Vi preghiamo di provvedere al pagamento dell'importo in scadenza entro il termine stabilito, onde evitare di incorrere in spese di ingiunzione supplementari.

Se ha dimenticato i dati di accesso o la password, può richiedere questi dati in qualsiasi momento al link http://www.italia-programmi.net/lostpwd.php.

Per qualsiasi domanda su questa fattura e sui nostri servizi, si rivolga tramite e-mail al nostro servizio clienti: support@italia-programmi.net

In allegato trovate il sollecito di pagamento in formato originale su nostra carta intestata.

Ha tutta l'aria di un contratto ingannevole nello stesso stile di quelli dell'avvocato tedesco Olaf Tank. Tuttavia il sito Italia-programmi.net, quando si cerca di scaricare un programma, indica molto chiaramente le tariffe per il servizio, a differenza del caso di quello di Olaf Tank. È quindi abbastanza difficile respingere l'addebito sostenendo di non essere stati informati dei costi.

Comincio a pubblicare questa breve nota per creare un punto di riferimento per la discussione e le indagini. Pubblicherò aggiornamenti man mano che mi arriveranno.


Aggiornamenti


Una lettrice, Anna, via Twitter mi segnala questa pagina di Tomshw.it che parla del caso e cita un articolo dell'ADUC che descrive in dettaglio i comportamenti scorretti dei gestori del sito e spiega come rispondere a eventuali solleciti di pagamento. C'è anche un articolo su Punto Informatico che descrive l'intervento dell'Antitrust italiano. È davvero molto difficile non considerare truffaldino questo modo di fare commercio. Oltretutto i programmi offerti da Italia-programmi.net sono tutti liberamente scaricabili gratis dai siti dei rispettivi produttori.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “luciano.rav*”.
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L’astronave atomica del dottor Dyson

Andare nello spazio a colpi di bombe atomiche? Si può. Se arriva un asteroide, si deve


Ho già parlato in passato del progetto Orion, quello che nei primi anni Sessanta proponeva di portare nello spazio enormi veicoli grazie alla detonazione di bombe nucleari dietro un grosso ammortizzatore.

Non era uno scherzo: era un'idea alla quale avevano lavorato seriamente nomi come Freeman Dyson. Furono condotti dei test dimostrativi usando esplosivi convenzionali e si capì che per quanto istintivamente sembrasse una follia, l'idea di portare centomila o più tonnellate nello spazio facendo scoppiare un migliaio di bombe atomiche in rapida successione era praticabile.

Cosa più importante, se oggi ci accorgessimo in ritardo di un grosso asteroide in rotta di collisione con la Terra, la tecnologia di Orion sarebbe probabilmente l'unica in grado di salvare il mondo.

Parti del progetto sono ancora segrete oggi, ma un po' di documentazione pubblica c'è. La BBC ha intervistato i protagonisti del progetto e raccolto i filmati sconcertanti dei test di quest'idea straordinaria irripetibile figlia di un periodo in cui si pensava in grande e si glissava sulle conseguenze, e qualche tempo fa ha creato in proposito un documentario intitolato To Mars by A-Bomb, una cui versione forse leggermente rimaneggiata è consultabile su Youtube in inglese (uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette). Grazie all'amico Stefano per la segnalazione.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/11/18

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto: le nuove opzioni di ricerca di Google, i primi 40 anni del microprocessore, l'invasione d'immagini scioccanti in Facebook, la bufala del PIN dei bancomat rovesciato che chiama la polizia e l'appello che paventa censura di tutta Internet da parte degli USA.
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Phishing ticinese verso i docenti

Quanto dev'essere sofisticato un attacco di phishing? Non molto


Giovedì ero in una scuola di Bellinzona per una lezione su Internet e le sue trappole sociali e tecniche. Una delle docenti mi ha mostrato una mail sospetta:

Da: "Posta elettronica scuola TI - @edu.ti.ch" <[omissis]@yahoo.com>
Data: 16 novembre 2011 20:10:06 GMT+01:00
A: [omissis]
Oggetto: Gentile utente edu.ti.ch ,
Rispondi a: [omissis]@w.cn


Gentile utente edu.ti.ch ,

Un virus DGTFX è stato rilevato nelle cartelle account di posta elettronica edu.ti.ch deve essere aggiornato a novembre i nostri protetta DGTFX nuovo anti-virus versione 2011 per prevenire danni ai nostri log di database e file importanti.

Fare clic sulla scheda risposta, riempire le colonne di sotto e rispedire o il vostro account di posta elettronica verrà interrotto immediatamente per evitare la diffusione del virus.

Nome utente:
Password:

Si noti che la password viene cifrata con chiavi RSA a 1024 bit per la vostra sicurezza password. Siamo profondamente dispiaciuto per l'inconveniente.

Il tuo account possono anche essere verificate immediatamente entro 24 ore,: informazioni non corrette possono portare a sanzioni, confisca o sospensione del tuo account.

NOTA: Per ragioni di sicurezza, chiudere il browser quando hai finito di utilizzare servizi che richiedono l'autenticazione!

Grazie per la vostra comprensione.
Supporto tecnico / Team TSR manutenzione.
Posta elettronica scuola TI - @edu.ti.ch Servizio Clienti

Copyright © 1994-2011 edu.ti.ch ! Tutti i diritti riservati. Termini di servizio - Copyright / IP Policy - Linee guida Per ulteriori informazioni su come utilizziamo i tuoi dati leggi la nostra Politica sulla Privacy - Informazioni confidenziali

Pensavo si trattasse di un tentativo casuale di phishing e le ho consigliato di non rispondere e cestinare il messaggio, ma stamattina ho saputo dalla stampa locale (Tio.ch; Cdt.ch) che la stessa mail è stata ricevuta anche da altri docenti delle scuole ticinesi. E purtroppo qualcuno di loro ha risposto, presumibilmente regalando il proprio nome utente e la propria password ai criminali.

Non paghi del loro successo, stamattina gli spioni hanno insistito:

Da: "Posta elettronica scuola TI - @edu.ti.ch" <[omissis]>
Data: 19 novembre 2011 03:44:34 GMT+01:00
A: [omissis]
Oggetto: ultimo avvertimento
Rispondi a: [omissis]@w.cn

Cari edu.ti.ch! utente,

 Attualmente stiamo aggiornando tutte le e-mail account edu.ti.ch! del database ed e-mail centro vista conto cioè home page, migliorare la sicurezza di installazioni di nuovi virus 2011 anti-spam e anti, spazio della cassetta postale di grandi dimensioni. ! account di posta elettronica edu.ti.ch che non sono più attivi per permettere di creare più spazio per i nuovi utenti conti.

 In altri di continuare a usare i nostri servizi si è bisogno di aggiornare e ri-confermare i vostri dati account e-mail come richiesto qui di seguito:

 Indirizzo e-mail
 password
 Data di nascita:

 In caso contrario, questo sarà immediatamente rendere il tuo account disattivati ​​dal nostro database ed il servizio non sarà interrotto messaggi importanti può anche essere persa a causa della tua calo di ri-ci ha confermato i dettagli del conto. E 'anche pertinenti, si capisce che la nostra preoccupazione principale è la sicurezza per i nostri clienti, e per la sicurezza dei propri file e dati.

 NOTA: Per ragioni di sicurezza, chiudere il browser quando hai finito di utilizzare servizi che richiedono l'autenticazione!

 Grazie per la vostra comprensione.
 Supporto tecnico / Team TSR manutenzione.

Si pensa sempre che gli “hacker” (termine improprio, ma pazienza) usino stratagemmi ultrasofisticati, ma in realtà molto spesso basta un attacco grossolano per superare le difese dei sistemi sfruttando l'anello debole della catena: l'utente.

In questo caso alcuni docenti avrebbero dato retta a un messaggio-trappola nonostante:

1. fosse scritto in un italiano catastroficamente sgrammaticato
2. provenisse da un indirizzo che per simulare una provenienza autorevole usava soltanto un espediente banalissimo (una descrizione e nulla più, lasciando in chiaro il vero mittente e il reply-to cinese)
3. chiedesse loro dati estremamente sensibili come le password e le date di nascita.

Se questo attacco ha avuto successo, vuol dire che basta davvero poco, persino un messaggio sgangherato come questo, per ingannare gli utenti. Vuol dire anche che i docenti (e con loro molti altri utenti) hanno bisogno urgente di una sensibilizzazione all'uso di Internet e di uno strumento fondamentale come l'e-mail. Sembra proprio che manchino le basi, e questo è preoccupante.

Inoltre, se questo attacco ha colpito esclusivamente docenti, vuol dire che gli aggressori si sono impadroniti in qualche modo della rubrica dei loro indirizzi e che quindi c'è stata una compromissione della sicurezza dei servizi informatici scolastici. In tal caso non si tratterebbe di un tentativo a casaccio che per pura coincidenza ha raggiunto anche dei docenti, ma di un attacco mirato (spear phishing).

Speriamo che l'incidente serva di lezione, non solo in Canton Ticino ma anche altrove. Se qualcuno ne sa di più, mi scriva.


Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “pilla” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
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“Scie chimiche” alla radio stamattina

Dibattito a distanza sulle “scie chimiche”


Stamattina ho partecipato a una trasmissione in diretta su Radio IES a proposito delle “scie chimiche” insieme a sostenitori di questa bizzarra tesi di complotto: la registrazione dovrebbe essere pubblicata tra poco. Poi sono uscito per andare alla RSI per condurre il mio programma settimanale e ho visto queste enormi scie nel cielo altrimenti limpido. Sarà un caso?

R0022480

Le scie sono rimaste nel cielo a lungo, proprio come dicono gli sciachimisti, secondo i quali quelle persistenti siano “scie chimiche” spruzzate da chissà chi per avvelenare il mondo. “Scie chimiche” sopra casa mia? Ma io non sono uno dei prezzolati disinformatori che collaborano al complotto? Forza, sciachimisti, spiegatemi questa cosa.


Aggiornamenti


2011/11/20. La mia proposta di noleggiare un aereo da turismo e fare a sorpresa un prelievo di una presunta "scia chimica" è stata bocciata dai partecipanti sciachimisti (i soliti nomi, nessun esperto di settore, come consueto) con le scuse più bizzarre. A questo punto è chiaro che sono gli sciachimisti a non voler fare chiarezza sulla questione.

Radio IES ha pubblicato la registrazione su Youtube in varie parti che non ho tempo di catalogare. La mia registrazione della trasmissione (senza le pubblicità) è scaricabile qui.
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L’alieno in frigorifero

Alieno nel frigorifero, oltraggio al buon senso. O dovrei dire ortaggio?


Scienziati che cercate ET fra le stelle, non avete capito niente: provate a guardare nei frigoriferi. Perché dopo la donna italiana che conserva nel frigidaire i feti alieni che ha partorito, è arrivata la donna russa che conserva nel frigorifero il cadavere di un alieno. Da due anni.

Ne parlano Blitz Quotidiano, Giornalettismo e tanti altri siti italiani e di tutto il mondo, citando a volte il Daily Mail, che sembra essere il punto di partenza della diffusione della notizia.

Il Daily Mail, tempio della deontologia giornalistica (nel senso che la deontologia vi viene sacrificata quotidianamente), dice che la donna, Marta Yegorovnam, della città di Petrozavodsk, ha tenuto l'“alieno” per due anni nel suo frigorifero e ne ha scattato cinque foto.

La signora dice di aver preso il corpicino da un luogo dove si era schiantato un UFO, vicino a casa sua. La “creatura” sarebbe alta (o lunga) una quarantina di centimetri, secondo il sito Unexplained Mysteries, che è citato dal Mail e che a sua volta cita un blog in inglese che cita un sito russo imprecisato. Notizie di prima mano, insomma.

Per il Mail, il “famoso scrittore ed esperto del paranormale Michael Cohen” avrebbe dichiarato che “Potrebbe trattarsi di una sofisticata burla, tuttavia non andrebbe scartata la possibilità che si tratti di un vero alieno”. Ma se si volesse usare il buon senso invece della febbre (f)ufologica, l'unica cosa che andrebbe scartata e spacchettata, qui, è la porcheria che la signora Yegorovnam tiene in frigorifero, perché prima di lanciarsi in sparate su cadaveri alieni bisognerebbe prendere il “cadavere” e analizzarlo. Per esempio per escludere che sia una verdura tagliuzzata da una mitomane, una burlona o una pazza.

Ma guarda caso non si può. L'“alieno” non è più esaminabile perché se lo sono portati via dei sedicenti rappresentanti di un centro di ricerca dell'Accademia Russa delle Scienze. Però i dipendenti del centro, interpellati, dicono di non saperne nulla.

“Notizie” come questa sono veramente utili: permettono di discriminare fra ufologi seri e cialtroni. I primi liquideranno la notizia come una boiata. I secondi continueranno a perpetuarla seriamente come ennesima prova dell'occultamento governativo delle visite degli extraterrestri. E a ricamarci sopra per vendere paccottiglia e spillare soldi agli ingenui.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “sawyer”.
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Strane megastrutture in Cina

Cosa sono le strutture gigantesche in Cina visibili in Google Maps?


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Molti siti e giornali (Giornalettismo; Express-news; Ticinonline; Telegraph) stanno segnalando le immagini di strutture di enormi dimensioni situate in zone poco accessibili della Cina e visibili nelle immagini di Google Maps. Abbondano gli interrogativi sulla loro funzione; probabilmente non tutte le strutture hanno lo stesso scopo, per cui vanno esaminate una per una o raggruppandole per tipo. Questo articolo verrà aggiornato man mano che procede l'esame ed emergono nuove informazioni.

La serie più completa di immagini sembra essere quella pubblicata da Gizmodo qui. La fotografia qui accanto è tratta da Google Maps a queste coordinate (40.452107,93.742118): la griglia irregolare di segmenti rettilinei misura circa 1200 per 700 metri e un esame ravvicinato sembra suggerire che si tratti di una colorazione applicata al terreno, dato che ne segue i rilievi e mostra segni di dilavamento e asportazione da parte delle ruote di veicoli. Alcune linee sembrano quasi cancellate.

Un'altra struttura analoga è visibile a circa 30 chilometri di distanza, a queste coordinate (40.458148,93.393145), e misura circa 1700 metri per 1300. Fra le due strutture c'è un altro oggetto misterioso: una sagoma che somiglia alla pianta di un aeroporto ma è soltanto dipinta sul terreno ed è accompagnata da un suo clone con un curioso colore azzurro composto da strisce di tonalità differenti, anch'esse apparentemente dipinte.



È molto improbabile che si tratti di strutture che dovevano restare nascoste: i cinesi non sono stupidi e sanno benissimo che strutture di questo tipo sono facilmente visibili per le potenze straniere tramite i satelliti di ricognizione. Le ipotesi fantasiose su un'“Area 51” cinese o su ideogrammi per attirare gli alieni vanno quindi accantonate, così come sembra implausibile che si tratti di copie delle mappe stradali di bersagli militari (Washington o Mosca), perché i missili cinesi non avrebbero bisogno di identificare visivamente il proprio obiettivo.

La spiegazione più plausibile è che si tratti di poligoni di tiro. La colorazione chiara aiuterebbe a rilevare dall'alto la precisione del tiro e la quantità di materiale spostato. C'è, infatti, una zona quadrata a un'estremità dell'“aeroporto” che sembra proprio butterata di crateri di varie dimensioni:


Guardando la stessa immagine nella cronologia di Google Earth si nota che nel 2005 la stessa area non era altrettanto crivellata, mentre già nel 2006 era costellata di macchie (presumibilmente crateri).

Anche alcune altre immagini, come la griglia di quadrati disposti su quattro file di quattro elementi o la disposizione circolare, sembrano dei poligoni di tiro, con veicoli abbandonati da usare come bersagli.

La Cina non è nuova a questo genere di megastrutture per esercitazioni: casi analoghi erano già emersi in Google Earth/Maps alcuni anni fa (nel 2006).

La struttura che si trova a 40.452107,90.85693359375, invece, è un complesso con ampi bacini allagati e poco profondi: lo si nota dal colore chiaro dell'acqua e dalle ombre degli oggetti che vi affiorano. Seguendo una delle "strade" che si dipartono dal complesso, verso nord-est, si nota che a un certo punto c'è una diga. La "strada" è in realtà un canale. Un lettore, At, segnala che secondo Wikipedia si tratta di un impianto di produzione di cloruro di potassio presso Lop Nur.

Più intrigante è la colossale griglia che si vede a 44 42'40.81"N 93 31'46.18"E. È tracciata sulla superficie con linee accoppiate che hanno tutta l'aria di essere tracce di ruote di un veicolo, e nel 2009 non c'era, secondo Google Earth: è comparsa fra settembre 2009 e maggio 2010. La griglia è composta da due bande larghe circa 3 chilometri (quella in direzione sudovest-nordest) e 1,5 chilometri (quella che si estende da nordovest a sudest) e lunghe rispettivamente circa 45 e 30 chilometri. Non ho idea di cosa possa essere.
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Arcobaleno di Luna in Islanda. Con aurora

Un arcobaleno di notte? In Islanda si può



Questa splendida foto di Stephane Vetter, che ritrae la cascata islandese di nome Skogarfoss, è l'Astronomy Picture of the Day di ieri. A parte la meraviglia per la sua bellezza, è colma di chicche: è stata scattata di notte, per cui l'arcobaleno non è prodotto dalla rifrazione della luce diretta del Sole, ma è dovuto alla luce della Luna, che era quasi piena (volendo essere pignoli, la luce lunare è pur sempre luce solare riflessa).

Come se non bastasse, in cielo c'è l'aurora. Sulla sinistra si riconosce la costellazione dell'Orsa maggiore. Voglio andare in Islanda. Con paesaggi così, non mi stupisce che le credenze in troll, fate e folletti siano ancora diffuse.
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Antibufala: le funzioni nascoste del cellulare. Digitare il PIN al Bancomat in senso inverso chiama la polizia? No

Sta circolando di nuovo un appello, spesso intitolato “Quattro cose che il cellulare potrebbe fare”, che propone consigli sulle funzioni nascoste dei telefoni cellulari. In realtà si tratta di una collezione di panzane e mezze verità che possono rivelarsi pericolose o causare disagi ai servizi d'emergenza, come spiegato già nel 2008 in questo articolo.

Questo è il testo dell'appello attualmente in circolazione:

Ci sono alcune cose che possono essere fatte in caso di gravi emergenze. Il cellulare può effettivamente essere un salvavita o un utile strumento per la sopravvivenza. Controlla le cose che puoi fare.


PRIMO – Emergenza

Il numero di emergenza per il cellulare è il 112 in tutto il mondo. Se ti trovi fuori dalla zona di copertura della rete mobile e c’è un'emergenza, componi il 112 e il cellulare cercherà qualsiasi rete esistente per stabilire il numero di emergenza per te; è interessante sapere che questo numero 112 può essere chiamato anche se la tastiera è bloccata. Provalo.


SECONDO - Hai chiuso le chiavi in ​​macchina?

La tua auto ha l’apertura/chiusura con telecomando? Questa funzionalità può risultare utile un giorno. Una buona ragione per avere un telefono cellulare: se chiudi le chiavi in ​​auto e quelle di ricambio sono a casa, chiama qualcuno a casa sul cellulare dal tuo cellulare. Tenendo il tuo cellulare a circa 30 cm. dalla portiera, dì alla persona a casa di premere il pulsante di sblocco, tenendolo vicino al suo cellulare. La tua auto si aprirà. Così si evita che qualcuno debba portarti le chiavi. La distanza è ininfluente. Potresti essere a centinaia di km. e se è possibile raggiungere qualcuno che ha l'altro telecomando per la tua auto, è possibile sbloccare le porte (o il baule).
N.d.r.: funziona benissimo! Lo abbiamo provato e abbiamo aperto l’auto con un cellulare!


TERZO – Riserva nascosta della batteria

Immagina che la batteria del telefono sia molto bassa. Per attivare, premere i tasti *3370#

Il cellulare ripartirà con questa riserva e il display visualizzerà un aumento del 50% in batteria. Questa riserva sarà ripristinata alla prossima ricarica del tuo cellulare.


QUARTO - Come disattivare un telefono cellulare RUBATO?

Per controllare il numero di serie (Imei) del tuo cellulare, digita i caratteri *#06#
Un codice di 15 cifre apparirà sullo schermo. Questo numero è solo del tuo portatile. Annotalo e conservarlo in un luogo sicuro. Quando il telefono venisse rubato, è possibile telefonare al provider della rete e dare questo codice. Saranno quindi in grado di bloccare il tuo telefono e quindi, anche se il ladro cambia la scheda SIM, il telefono sarà totalmente inutile. Probabilmente non recupererai il tuo telefono, ma almeno si sa che chi ha rubato non può né usarlo né venderlo. Se tutti lo faranno, non ci sarà motivo di rubare telefoni cellulari.

A questi suggerimenti, che risalgono appunto al 2008, se n'è ora aggiunto uno nuovo, che con i cellulari non c'entra nulla:

ATM - inversione numero PIN (buono a sapersi!)

Se dovessi mai essere costretto da un rapinatore a ritirare soldi da un bancomat, è possibile avvisare la polizia inserendo il PIN# in senso inverso. Per esempio, se il tuo numero di pin è 1234, dovresti digitare 4321. Il sistema ATM riconosce che il codice PIN è stato invertito rispetto alla carta bancomat inserita nella postazione ATM. La macchina ti darà il denaro richiesto, ma la polizia – all’insaputa del ladro – sarà mandata immediatamente alla postazione ATM.

Questa informazione è stata recentemente trasmessa su CTV da Crime Stoppers, tuttavia è raramente usata perché la gente semplicemente non la conosce.
Si prega di divulgare a tutti questo avvertimento. Questo è il tipo di informazioni che la gente non pensa di ricevere, perciò trasmettila ai tuoi familiari e amici.

Non è vero, ma Snopes.com racconta che l'idea che il PIN composto in senso inverso potesse essere usato come allarme silenzioso fu proposta realmente nel 1994 e brevettata nel 1998 sotto il nome di SafetyPIN. Tuttavia le banche e i produttori di sportelli automatici non l'hanno mai adottata, nonostante alcuni stati americani l'abbiano anche raccomandata a livello legislativo. L'asserita garanzia fornita da Crimestoppers è in realtà smentita sul sito di quest'organizzazione anticrimine. Per cui è del tutto inutile diffondere quest'informazione.
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Fantastico video dalla Stazione Spaziale Internazionale

La sublime bellezza del nostro fragile pianeta



Guardatelo ingrandito a tutto schermo e in alta definizione, se potete. Capirete perché c''è gente che è disposta a sopportare anni di addestramento e selezioni inesorabili per farsi lanciare sulla cima di un missile concepito cinquant'anni fa, sopportare due giorni senza gabinetto e sei mesi a bersi pipì riciclata. Per fare scienza e per contemplare con i propri occhi la ghirlanda animata dell'aurora, i fuochi d'artificio dei fulmini, il bagliore delle luci delle città e dei fuochi negli accampamenti nel deserto da quattrocento chilometri d'altezza, veleggiando silenziosamente nel vuoto a quasi trentamila chilometri l'ora.

Questo è quello che fa la scienza mentre i ciarlatani e gli illusi si guardano l'ombelico e si palpeggiano il Power Balance. Questa è l'esplorazione migliore: quella che guarda in fuori, verso l'infinito, per farci scoprire quello che c'è dentro di noi e ci fa capire la fragilità del guscio sul quale viviamo. Non ci sono altri mondi abitabili conosciuti. Questa è l'unica casa che abbiamo. Trattiamola bene.

Le riprese sono un montaggio accelerato di scatti effettuati con una speciale fotocamera ultrasensibile dagli equipaggi delle Spedizioni 28 e 29 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale fra agosto e ottobre di quest'anno.
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Quiz: da dove viene questo sgomberonte?

Individuato un raro esemplare di sgomberonte


Metto alla prova la vostra infinita competenza: da dove provengono queste fotografie di uno sgomberonte?




Buona caccia :-)
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Disinformatico radio, podcast del 2011/11/11

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico, dedicata alla risoluzione di una truffa da 14 milioni di dollari che ha colpito 4 milioni di utenti, alla falla di sicurezza nei controlli dell'App Store che permetteva di installare tramite le app codice non verificato, all'aggiornamento di iOS5 che risolve la falla e dovrebbe rimediare al consumo anomalo della batteria, alla bufala della numerologia intorno alla data dell'11/11/11 e alle istruzioni del MELANI su come sbloccare un computer colpito dal falso avviso del Dipartimento di Giustizia svizzero.
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Ho svelato un complotto lunare: la Luna è finta

Ho finalmente smascherato uno dei più grandi complotti della Storia. Ieri sera, quando la Luna è sorta dietro una delle colline vicino al Maniero Digitale, grazie a un potente teleobiettivo ho catturato la prova fotografica che la Luna non esiste, ma è in realtà un mappamondo, un globo finto esattamente come in Truman Show. Ha persino le linee di latitudine, invisibili a occhio nudo ma immortalate dalla fotocamera. Quindi gli americani e i russi non sono mai andati sulla Luna con i loro astronauti e le loro sonde automatiche.

La vera Luna fu distrutta dagli americani negli anni Cinquanta con un esperimento nucleare andato male (infatti Spazio:1999 è un messaggio in codice per far capire agli addetti ai lavori che c'è chi sa) e le scie chimiche servono per offuscare l'atmosfera e impedirci di notare il rimpiazzo. Ma io li ho fregati. Il mondo deve sapere!

No, la foto non è ritoccata, a parte un ritaglio per prenderne solo la porzione centrale.

IMG_1256

Scherzi a parte, fra cinque giorni (il 18) parteciperò a un dibattito telefonico sulle "scie chimiche" con Rosario Marcianò, Giulietto Chiesa, Luigina Marchese e (forse) Corrado Penna e Tom Bosco. Mi date una mano a radunare le migliori perle contenute nelle loro dichiarazioni? Servono citazioni esatte con link alla fonte: nel caso di video, serve anche il minutaggio. Grazie!
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Falla nel TCP/IP di Windows permette di infettare i PC

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il bollettino di sicurezza MS11-083 di Microsoft (Vulnerability in TCP/IP Could Allow Remote Code Execution) definisce “critica“ la falla nel TCP/IP di Windows Vista, Windows Server 2008 e Windows 7 che “potrebbe consentire l'esecuzione di codice da remoto se un aggressore invia un flusso continuo di pacchetti UDP appositamente confezionati a una porta chiusa del sistema-bersaglio... un aggressore potrebbe eseguire codice arbitrario in kernel mode” e “potrebbe poi installare programmi; visualizzare, modificare o cancellare dati; oppure creare nuovi account con pieni permessi d'utente”. Ironicamente, Windows XP è immune al problema. Idem dicasi per Windows Server 2003.

Secondo Kevin Mitnick via Twitter, questo potrebbe essere un video che dimostra la falla e il suo utilizzo (su una rete locale):


È una falla decisamente bizzarra, perché è così facile da sfruttare e perché è sorprendente che esista: mandi via Internet i pacchetti UDP malformati e prendi il controllo della macchina-bersaglio. Tutto qui. Oltretutto attraverso una porta chiusa, che come tale dovrebbe dare una certa protezione. Anche per F-Secure la falla è piuttosto soprendente; Technet di Microsoft fornisce dettagli e smorza la sfruttabilità del difetto. L'aggiornamento è in arrivo già disponibile fra quelli mensili del Patch Tuesday dell'altroieri; se usate i sistemi operativi affetti, aggiornateli appena possibile.
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Video e foto dell’asteroide che ieri ci ha “sfiorato”

Ieri notte, intorno a mezzanotte e mezza (ora italiana), un asteroide di circa 400 metri di diametro, denominato 2005 YU55, è passato a circa 320.000 chilometri dalla Terra: meno della distanza della Luna dal nostro pianeta.

Non c'era alcun pericolo e l'evento era previsto da tempo, tanto che gli astronomi di tutto il mondo si sono preparati e hanno raccolto moltissimi dati e scattato immagini usando sia telescopi ottici, sia radiotelescopi.

Una prima “foto” radiotelescopica è qui su Universe Today, che ha anche altre immagini e video, dai quali segnalo questo:


C'è un mini-video che mostra l'asteroide che gira, fatto due giorni fa usando radiotelescopi. La NASA ha pubblicato un'animazione accelerata del suo passaggio rispetto alla Terra e alla Luna, altre info e anche una vista “di taglio” che chiarisce meglio le rispettive posizioni dell'asteroide, della Terra e della Luna. Astroguyz ha un bel sunto della situazione.

Phil Plait, su Bad Astronomy, ha un bell'articolo in cui spiega le tecniche usate per ottenere queste "immagini" usando segnali radio: gli impulsi possono essere usati per misurare la distanza dell'asteroide con estrema precisione tramite il tempo che ci mettono ad andare e tornare, tanto che è possibile ottenere una mappa tridimensionale degli avvallamenti e delle sporgenze del bersaglio perché il segnale ci mette meno tempo a tornare se colpisce una zona sporgente (la distanza da percorrere è leggermente inferiore). La risoluzione con questo sistema arriva a circa quattro metri.

Tramite gli stessi segnali radio possiamo anche misurare la velocità e il verso di rotazione, perché la lunghezza d'onda degli impulsi è nota con grande precisione e il segnale riflesso cambia frequenza se colpisce una superficie che si sta muovendo (effetto Doppler). Niente male, per un semplice segnale radio.
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La Svizzera lancia missili? Non proprio

Scia di un missile avvistata sopra Lugano?


Ricordate, quasi esattamente un anno fa, il panico in America per l'avvistamento di una scia verticale sul mare, che per molti giornalisti era quella di un missile lanciato in gran segreto, forse da qualche potenza straniera? L'allarme, rilanciato per esempio da Repubblica, si rivelò una bufala notevole. Un sunto della vicenda è nel mio articolo su Wired.it.

Oggi pomeriggio ho avvistato un altro “lancio di missile” proprio vicino al Maniero Digitale, a Grancia.

Missile svizzero? / 2

Missile svizzero / 3

Missile svizzero? / 1

È soltanto una scia di condensazione di un aereo, resa apparentemente verticale dalla prospettiva. Nell'ultima foto, gli oggetti sfocati semicircolari sono dello sporco che si è infilato nella fotocamera e non riesco a levare. L'illusione è resa ancora più forte dalla nuvola che sembra stare alla base della scia, proprio come lo sbuffo che si forma intorno alla rampa di lancio durante la partenza di un razzo.

Oppure sono le difese svizzere contro gli aerei che irrorano le “scie chimiche”. A proposito, il 18 novembre sarò a Radio IES per discutere di “scie chimiche” insieme a Rosario Marcianò, Giulietto Chiesa e Luigina Marchese. A loro potrebbero aggiungersi Corrado Penna e Tom Bosco. Potrebbe essere interessante.


Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vinxxe.
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Mascherare le foto non basta più: il caso della presunta “escort” ticinese [UPD 18:40]

Escort di lusso o vittima di hacker? Meglio ripensare le regole di privacy per le foto


Per tutelare la privacy non basta più oscurare i volti nelle fotografie. Stamattina Tio.ch ha pubblicato la storia (uscita anche in prima pagina sul giornale gratuito 20minuti di oggi) di una donna del Luganese che dice che le sue foto provocanti “sono finite in un sito internazionale di escort. La ragazza ha giurato a 20minuti di non saperne nulla e ha riferito di essere vittima di hacker” che “hanno creato questa falsa identità” e ora è in corso una lotta “per far cancellare questi siti”.

Al momento in cui scrivo, l'articolo è corredato da una di queste fotografie della donna, con il volto debitamente oscurato in modo da renderlo in teoria irriconoscibile (qui sopra ne vedete un frammento). Idem dicasi per la foto pubblicata su 20minuti. Gli articoli non fanno nomi o usano pseudonimi. È quindi salvo l'anonimato della sedicente vittima? Secondo le usanze del giornalismo sì.

Ma siamo nell'era di Internet e dei motori di ricerca per immagini. In due minuti ho trovato la foto non mascherata, il sito internazionale di escort in questione e il probabile numero di cellulare della donna. Tutti questi dati, insieme agli altri che ho raccolto con un uso ragionato degli strumenti online e che per ora non pubblico, mi hanno permesso di aggirare il mascheramento della foto. Inoltre sembrano indicare che gli hacker abbiano ben poco a che fare con la pubblicazione delle foto intime della donna in un sito di escort e che il lavoro di fotoritocco estetico sia davvero encomiabile. Caveat emptor.

Ho scritto a Tio.ch alcune ore fa invitando a rimuovere la fotografia per evitare riconoscimenti analoghi al mio e ho contattato la donna via mail per avere chiarimenti. Per ora tutto tace [v. aggiornamenti qui sotto]. In attesa di chiarire la situazione, non pubblicherò commenti che rivelino dettagli sull'identità della persona in questione. Non è importante la storia in sé, che è solo gossip locale: quello che conta è la dimostrazione del concetto che le regole tradizionali di tutela della privacy non bastano più. Utenti e giornalisti farebbero bene a tenerlo presente per evitare danni, disagi e imbarazzi.


Aggiornamenti


18:40. Sono stato contattato dalla redazione di Tio.ch, che ha chiarito riservatamente molti aspetti della vicenda, che risulta molto più intricata di quanto sembrasse inizialmente (ma non è il caso di entrare qui nei dettagli). Fra l'altro, chiarisco che non intendevo criticare Tio.ch per il suo operato, che è pienamente in linea con le prassi consolidate e ritenute sufficienti, ma volevo semplicemente segnalare un problema nuovo.
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Film porno sugli aerei? No, trovata pubblicitaria [UPD 2011/11/09]

Compagnia low-cost promette video porno sui propri voli. E i giornalisti ci cascano


C'è una compagnia aerea a basso costo che da anni si fa pubblicità gratuita annunciando toilette a pagamento o posti in piedi sugli aerei. Puntualmente i giornalisti abboccano e pubblicano quelle che in realtà sono solo sparate pubblicitarie per far parlare di sé. Basterebbe un briciolo di buon senso per capire che sono proposte irrealizzabili.

Irrealizzabili esattamente come questa nuova trovata: l'offerta di film a luci rosse durante i voli. Il boss della compagnia aerea in questione (che non citerò qui per ovvie ragioni) avrebbe paragonato il servizio a quello degli alberghi. Ma avrebbe anche messo le mani avanti dicendo che il servizio richiederebbe un anno di preparativi tecnici. Fra un anno non se ne ricorderà nessuno, ma intanto la pubblicità per la compagnia aerea sarà passata.

Non sarebbe ora di piantarla di abboccare a qualunque scemenza inventata dai reparti di marketing?


Aggiornamenti


2011/11/09. Le trovate della compagnia aerea in questione scivolano nel surreale. Kevin Mitnick, via Twitter, segnala un video in circolazione che mostra il boss della compagnia che prospetta, durante una conferenza stampa, non solo film porno, ma anche prestazioni sessuali: a pagamento in classe economica, gratuite in business class.
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E-Cat, cauto ottimismo, cauto scetticismo

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/11/07.

Il 28 ottobre scorso a Bologna si è svolta una dimostrazione di un sistema E-Cat. Secondo i testimoni, l'apparato ha “funzionato continuamente per 5,5 ore producendo 479 kW” in media (2635 kWh totali) in modalità autonoma (autosostenuta) consumando piccole quantità di nichel e di idrogeno, senza inquinare e senza produrre scorie radioattive.

Se fosse vero, sarebbe una fonte di energia pulita che rivoluzionerebbe l'umanità. Proprio per questo bisogna essere molto cauti e severi nell'esigere conferme indipendenti e rigorose, che però finora non ci sono state: anzi, i dettagli del funzionamento e della struttura dell'apparato non vengono divulgati. Inoltre non è la prima volta che qualcuno annuncia di aver scoperto fonti energetiche altrettanto miracolose. Per cui, sulla base delle brutte esperienze del passato, resto cautamente scettico.

Sono scettico soprattutto perché c'è un dettaglio che mi rode. Magari ha una spiegazione logica, ma nel clima di reticenza e segretezza che circonda l'E-Cat mi suona sospetto. Il dettaglio è questo: il processo di generazione d'energia è stato innescato da un grosso generatore tradizionale, che però poi è rimasto acceso e collegato all'apparato E-Cat. Perché?

Ho letto i resoconti di alcuni dei presenti, nelle quali le spiegazioni di questo generatore sono perlomeno lacunose. La stima della potenza del generatore è di uno dei testimoni, Sterling D. Allan di Pure Energy Systems, in questo articolo, che include vari video. Daniele Passerini, su 22passi, dice che c'era un “gruppo elettrogeno da (mi è stato detto) 350 kW”.

Scrive inoltre Allan:

“L'energia per l'avvio (bobine resistive che fornivano calore alle camere di reazione) è stata fornita da un grande e rumoroso generatore (è quello che causa tutto il rumore) che si vede ed è grande quasi quanto il piccolo container nel quale era collocato l'impianto E-Cat da 1 MW. Una volta che le camere di reazione sono arrivate in temperatura, sono state mantenute dal calore prodotto dalla reazione. Non sono sicuro del motivo per cui hanno tenuto in funzione il generatore da quel momento in poi, ma ipotizzo che fosse per riserva o sicurezza. Sono certo che i tecnici che collaudavano il sistema si sono assicurati di quali fossero in ogni momento i livelli di potenza.”

“Ipotizzo”? “Sono certo che i tecnici...”? È un resoconto nel quale la fiducia è concessa, a mio avviso, un po' troppo disinvoltamente e i controlli scarseggiano. Allan, rendendosi conto esplicitamente che la presenza del generatore “apparentemente connesso all'E-Cat con dei cavi” è un facile appiglio per gli scettici, ribatte così:

“È il cliente che dev'essere contento, e a quanto pare questo cliente era soddisfatto che quei cavi non contribuivano all'erogazione di 470 kW durante la modalità autoalimentata.”

C'era, infatti, un misterioso cliente che ha effettuato dei test di cui non si sa nulla (né del cliente, né dei test). Ma la sua soddisfazione è pura ipotesi (“a quanto pare”). I dati dell'esperimento, inoltre, non sono stati verificati indipendentemente dagli ospiti presenti: sono stati forniti dal supervisore del cliente, come spiega un altro dei presenti, Mats Lewan di Ny Teknik, qui:

“Né Ny Teknik né altri ospiti hanno avuto alcuna possibilità di verificare le misure effettuate. Gli invitati hanno potuto soltanto osservare l'impianto in funzione per alcuni brevi istanti.”

Il rapporto sui risultati è scritto in un inglese davvero scarso e con uno stile non molto professionale. Inoltre nell'abbondanza di dati manca ogni indicazione della potenza del generatore d'innesco e del motivo per il quale è rimasto acceso. Forse non è nulla, ma in questo clima di misteri suona strano.

Vorrei tanto che si trattasse davvero di una scoperta rivoluzionaria, perché ne abbiamo davvero bisogno, e mi auguro che il mio scetticismo venga smentito. Ma questo non è un modo credibile di presentare al mondo un'invenzione tanto straordinaria.

Suvvia: staccate il generatore, appendete l'E-Cat a una gru e fatelo funzionare sotto il controllo di esperti che abbiano pieno accesso. E fra gli esperti assicuratevi che ci sia un prestigiatore pratico di sedicenti macchine per il moto perpetuo, come James Randi. Allora l'E-Cat comincerà a essere credibile.


Aggiornamento 2011/11/07


Un lettore, Marco, mi segnala una risposta che Andrea Rossi, uno dei responsabili del progetto E-Cat, avrebbe dato nel suo blog (però trovo solo questa citazione su Greenme.it): “Il generatore di corrente ha una potenza di 300 kW ed è stato utilizzato non solo per alimentare le resistenze dei reattori prima di arrivare alla modalità autosufficienti, ma anche per alimentare i motori elettrici accessori: le pompe d'acqua e i dissipatori di calore e questo è il motivo per cui il generatore di corrente è stato acceso anche durante la modalità auto-sostenuta dei reattori”. Non è chiaro quanti di quei 300 kW di potenza massima siano stati usati. Però a questo punto sembra che l'impianto E-Cat debba includere anche un generatore da 300 kW, che inquina e contribuisce parecchio ai 479 kW erogati.

In teoria, se comunque l'E-Cat genera più energia di quanta se ne immette, potrebbe autoalimentarsi e fare a meno del generatore da 300 kW una volta a regime. Per sciogliere il dubbio di apporti d'energia occulti, bisognerebbe che l'E-Cat si autoalimentasse completamente. Così, oltretutto, sapremmo se dopo essersi autoalimentato avanza ancora dell'energia sfruttabile.
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Disinformatico radio, podcast del 2011/11/04

Pronto il podcast del Disinformatico


È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il podcast della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i rispettivi articoli di supporto:

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11/9, complottista colto a inventarsi l’esperto

Le tristi imposture del complottismo undicisettembrino


Uno dei commentatori di questo blog, Ananta, è stato colto in flagrante mentre s'inventava su Focus.it un esperto favorevole alle tesi di complotto sull'11 settembre. Tutta la vicenda è raccontata su Undicisettembre e, in maggiore dettaglio, su Perle Complottiste.

Ora capite con che gente abbiamo a che fare. Che pena.
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Foto aliena “garantita” dall’ONU: ufologi da strapazzo

Ecco perché l'ufologia non viene presa sul serio: troppi fuffari


Il sito Segnidalcielo.it è uno dei classici esempi della faciloneria ufologica che ha reso ridicolo il tema (in realtà serissimo) della vita extraterrestre.

L'ultima perla di Segnidalcielo è l'articolo Rapimento alieno catturato con fotocamera a visione notturna, secondo il quale il signor Jeff Norris avrebbe fotografato “un alieno mentre rapiva la sua fidanzata Jenna”. Fidanzata di Jeff, non dell'alieno, si presume.

La fotografia sarebbe stata esaminata e autenticata nientemeno che dal Comitato ONU sugli Extraterrestri, il cui dottor John Malley avrebbe dichiarato che i “test hanno confermato l'autenticità della foto e che questa non mostra segni di manipolazione”. Sarebbe quindi “ufficialmente, il primo caso con fotografia che mostra un rapimento alieno”.

Impressionante. La foto lascia forse un po' perplessi, ma una certificazione di autenticità dell'ONU non è cosa trascurabile. Poi si va a vedere la fonte citata da Segnidalcielo.it e cascano le braccia e altre parti anatomiche: la fonte è questo articolo del Weekly World News, che per chi non lo sapesse è un giornale che si diverte a pubblicare le stupidaggini più esagerate, come “Hillary Clinton adotta un bambino alieno” oppure “Soldati americani catturano Satana in Iraq”.

Potete sfogliare una rassegna di capolavori del Weekly World News e leggere tutti gli assurdi dettagli della vicenda nell'articolo di Pier Giorgio De Feudis su Mistyger.com dedicato a quest'ennesimo trionfo della credulità di certi ufologi (ringrazio Pier Giorgio per la segnalazione della perla).

Chi pubblica panzane di questo genere, senza effettuare neanche la più banale delle verifiche, andrebbe espulso dolcemente a pedate nel sedere da qualunque convegno o gruppo ufologico che non voglia infangare l'ufologia. Dovrebbero essere i loro stessi colleghi di studio a denunciare cialtronate di questo calibro e prenderne pubblicamente le distanze. Invece i fuffari continuano a essere chiamati e venerati per le loro rivelazioni.

Bravi (f)ufologi. Con la vostra faciloneria avete rovinato la materia che amate. Clap, clap.
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Dirk “Sberla” Benedict a Bologna il 5 novembre. Ci vediamo?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/11/05.

Dirk Benedict, l'attore che molti ricorderanno come Sberla in A-Team e come Scorpion in Battlestar Galactica (la serie originale), sarà a Bologna sabato 5 novembre, alle 15, presso il negozio Ultimo Avamposto in via Boldrini 22/C. Io sarò lì come suo traduttore e come fan.

L'ingresso è gratuito per i soci dello Star Trek Italian Club; i posti sono limitati, per cui è consigliabile prenotare.

Per prenotazioni e informazioni, il numero di Ultimo Avamposto è 051 6390102.


Post eventum


Ecco qualche foto:
Dirk Benedict

Dirk Benedict

Dirk Benedict

Dirk Benedict

Dirk Benedict

Dirk Benedict

Dirk Benedict

Dirk Benedict
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Antibufala: 45 cent se inoltri la storia del ragazzino-eroe. Sei colpi di pistola dal patrigno, mille pistola che inoltrano l'appello-bufala

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “Claudio Par*”. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/05/31.

Sta impazzando su Facebook questa catena di Sant'Antonio:

Un ragazzo di 14 anni ha ricevuto sei colpi di pistola dal suo patrigno, il ragazzo stava cercando di proteggere sua sorella di due anni che stava per essere violentata. Non è successo nulla, grazie al coraggio di suo fratello. Tutto questo è accaduto mentre la madre era al lavoro, questo ragazzino coraggioso combatte per la vita, ma i medici dicono che non sopravviverà senza una manovra. Operazione che è molto costosa e che sua madre non può permettersi. Facebook e le aziende accettano di donare 45 centesimi per ogni volta che qualcuno pubblicherà questo messaggio sul suo profilo, si prega di perdere 2 secondi copiate e incollate sulla vostra bacheca.. provare non costa nulla.

Di solito sono paziente nello spiegare che questi appelli-colletta sono bufale, ma stavolta francamente mi sembra che si sia raggiunto un livello di stupidità e superficialità superiore al normale. Seriamente: chi è così tonto da credere a un appello che non fa nomi, non cita luoghi, non dice quando sarebbe successo il fatto e non contiene un rimando a una pagina di riferimento per l'iniziativa che magari indichi una data di scadenza?

È mai possibile che nessuno si chieda che cosa succede se per caso l'appello non raggiunge un numero di adesioni sufficiente? Facebook e le fantomatiche “altre aziende” lasciano crepare il ragazzino? Senza una datazione, come si fa sapere se l'ipotetica raccolta di fondi è ancora valida?

E nessuno che si ferma a chiedersi che diavolo è la “manovra” senza la quale il ragazzino non sopravviverà?

Infatti l'appello è una bufala che risale a febbraio del 2010 ed era inizialmente scritta in inglese, come racconta Snopes.com. Diffonderla non è soltanto inutile: è stupido, perché bastano tre secondi di riflessione per capire che è una bufala. E non vale difendersi dicendo “male non fa”. Ne fa: svilisce gli appelli reali. Quelli per i quali non basta un inoltro di massa, ma bisogna fare qualcosa di più concreto. Alimenta l'idea decerebrata che basti un clic per salvare una vita.

Ma come dice giustamente Snopes, se volete cambiare la vita di un ragazzino ferito o malato, il modo migliore resta quello tradizionale: donare i vostri soldi o il vostro tempo anziché pulirvi la coscienza mandando in giro un messaggio senza valore. Anche Softpedia è molto chiara: diffondendo questa panzana non fate altro che spaventare la gente e sporcare le bacheche di Facebook con delle bugie.


2012/05/31: variante italianizzata


Via Twitter, @iliaverrocchi mi segnala una variante dell'appello nella quale qualcuno, per motivi insondabili, ha aggiunto un nome italiano che identificherebbe il ragazzo ferito. Ecco la schermata catturata da @iliaverrocchi:


Ho evidenziato le differenze rispetto al testo originale:

Francesco De Rosa un ragazzo di 14 anni ha ricevuto sei colpi di pistola dal suo patrigno, il ragazzo stava cercando di proteggere sua sorella di due anni che stava per essere violentata. Non è successo nulla grazie al coraggio di suo fratello. Tutto questo è accaduto mentre la madre era a lavoro, questo ragazzino coraggioso, combatte per la vita, ma i medici dicono che non sopravviverà senza una... manovra. Operazione che è molto costosa e sua madre non può permettersi. Facebook e le aziende accettano di donare 45 centesimi per ogni volta che qualcuno pubblicherà questo messaggio sul suo profilo, si prega di perdere due secondi. Copiate.
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OS X Lion e chiavette Internet Huawei

Come far funzionare una chiavetta Huawei E180 con OS X Lion


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Non sempre OS X “funziona e basta” come si dice in giro: ogni tanto ha bisogno di una spintarella. Me ne sono accorto durante il viaggio a Perugia conclusosi ieri: ho inserito nel mio Air (che monta OS X Lion) la chiavetta Internet Huawei E180 che funzionava benissimo sotto Snow Leopard e Lion me l'ha rifiutata dicendo che il dispositivo era “sconnesso” pur essendo correttamente inserito e alimentato.

Sconnesso sarai te, mi son detto sottovoce, e ho adottato il piano B (telefonino Android messo in modalità access point; brutale ma efficace). Problema temporaneamente risolto.

Oggi ho smanettato un po' per risolvere la faccenda in via definitiva e vorrei condividere la procedura che ho scovato, così potrà essere utile ad altri utenti Lion che si trovano nella mia stessa situazione. Fra l'altro, ho notato che almeno un operatore cellulare italiano ha predisposto un aggiornamento software per Lion, ma è solo in beta. Quelli svizzeri e la stessa Huawei non hanno fatto nulla, che io sappia, per cui ecco il workaround che ho reperito grazie alle preziose dritte di Pasamio e Macfix.ch.

Scaricate il driver universale Huawei aggiornato da qui (è il sito dell'operatore inglese 3) e scompattatelo (è un file ZIP). Ottenete un file di nome 3Connect Installer.app. Non lanciatelo, ma guardate al suo interno: nel Finder, fate clic destro/ctrl-clic sul nome del file e scegliete dal menu contestuale l'opzione che mostra il contenuto del pacchetto.

Nella serie di cartelle che ottenete ce n'è una che si chiama Resources. In questa cartella c'è il file mobilemanager.mpkg. Guardate al suo interno usando la stessa tecnica di prima e cercate la cartella Packages. Lì c'è il file che ci interessa, che è huawei_universal_425_05.pkg. Copiatelo altrove e lanciatelo da lì. Viene effettuata una normale installazione di questo pacchetto; non occorre riavviare.

Inserite la chiavetta e andate nelle Preferenze di Sistema, sezione Network: verrà visualizzata una nuova opzione di connessione (HUAWEIMobile-Modem). Per configurarla è sufficiente immettere come “numero di telefono” la stringa *99#. Cliccando sul pulsante di connessione tutto funziona magicamente e potete collegarvi a Internet con la chiavetta USB Huawei.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ligi.penn*”.
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Gli USA e il sistema metrico decimale: perché gli Stati Uniti usano ancora un sistema così bizzarro?

Durante le mie peregrinazioni in Rete mi sono imbattuto in questo grafico molto eloquente che paragona il sistema di misure anglosassone ancora in uso negli Stati Uniti con quello metrico decimale utilizzato nel resto del mondo.


Avrebbe bisogno di una traduzione in italiano, ma in sintesi il grafico mostra l'assurdità di avere 12 pollici in un piede, tre piedi in una iarda e 1760 iarde in un miglio, oppure di pesare le cose usando libbre che si dividono in sedici once. Per non parlare della bizzarria di usare mese/giorno/anno al posto di giorno/mese/anno nelle date, causando confusione interminabile ("9/10/2011" è il 10 settembre o è il 9 ottobre?).

Eppure su questo sistema balordo, concepito in un'epoca preindustriale nella quale serviva che le unità avessero molti divisori senza resto (12 si divide per 6, 4, 3, e 2; 10 si divide per 5 e per 2), si regge sostanzialmente l'intera industria degli Stati Uniti. E avanzi di questa follia persistono in aviazione, dove per esempio le quote si misurano ancora in piedi. Pazzesco.

Io continuo a dirlo ai miei padroni Rettiliani: invece di gingillarvi con le scie chimiche, gli UFO e i complotti assortiti, dovreste sistemare le cose serie. Imporre il sistema metrico decimale, pena la disintegrazione immediata. Abolire l'ora legale e imporre l'uso di un'ora uguale per tutti i fusi orari (senza am e pm). Introdurre una presa di corrente universale e uno scartamento standard per i binari dei treni. E sistemare la disposizione delle lettere sulle tastiere. Ma mi dicono che è con questi inciampi, con la nostra stessa stupidità e incapacità di organizzarci, che ci tengono a bada.